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Afghanistan, funerali Marchini. Talebani rivendicano attentato

Gremita Santa Maria degli Angeli. Nell'omelia: "Roberto resta un discepolo di quell'amore che rende possibile la giustizia"

Afghanistan, funerali Marchini. Talebani rivendicano attentato
Nel giorno dei funerali dell'ultimo soldato italiano caduto in Afghanistan Roberto Morchini, arriva la rivendicazione ufficiale dell'attentato. Qari Yusuf Ahmadi, portavoce dei Talebani, ha attribuito ai fondamentalisti l'esplosione di due giorni fa a Farah.  Sul sito Internet è stata infatti diffusa una nota in cui si legge: "I soldati italiani sono stati impegnati martedì a raccogliere i pezzi dei loro blindati distrutti". E ancora: "Le due esplosioni hanno provocato la morte di due soldati e il ferimento di altri tre", riporta il testo che -  come già in altre occasioni - fornisce un bilancio delle vittime più grave di quello reale. Intanto, si sono svolte le esequie nella basilica romana di santa Maria degli Angeli. 

Il rientro del feretro -
Ad accogliere la bara del primo caporal maggiore Roberto Marchini - ucciso martedì da un ordigno che stava per disinnescare -  all'aeroporto di Ciampino iovedì mattina c'erano il padre Francesco, la madre Pina e la sorella Elisa. Presente anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.  Silenzio e profonda commozione hanno caratterizzato la discesa della bara, avvolta nel tricolore, dall'aereo. Sulle note del Silenzio, gli onori militari resi dal Picchetto d'onore dell'Ottavo Reggimento Genio Guastatori di Legnago e da un picchetto Interforze. Poi, il corteo verso il carro funebre.

I funerali - Una chiesa gremita ha accolto alle 18 la salma di Marchini, il quarantesimo soldato morto in Afghanistan. La bara è entrata nella basilica sulle spalle di sei commilitoni. Sopra, una foto in cui il 28enne sorride. Su un cuscino, le decorazioni e il basco amaranto.  Ad attenderlo nella Basilica genitori, parenti, amici e autorità militari e politiche. Tra le cariche dello Stato presenti, il presidente del Senato Renato Schifani, quello della Camera Gianfranco Fini, il ministro della Difesa La Russa il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Assente, silvio Berlusconi. Nell'omelia, mons. Pelvi ha ricordato il caporal maggiore come "un messaggero di pace, discepolo di quella civiltà dell'amore, che rende possibile ciò che è giusto. L'amore lo ha chiamato in un deserto". 

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Commenti all'articolo

  • nicolog

    15 Luglio 2011 - 07:07

    chi cade combattendo non muore mai, onore a chi è caduto per la nostra bandiera

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  • Al-dente

    14 Luglio 2011 - 23:11

    Inutile ripetere che questa guerra ormai non ha scopo alcuno, i morti e i feriti non sono fatti per l'interesse nazionale italiano ma per soddisfare le esigenze di politica interna di Obama e dei Democratici. Costoro è da tempo che hanno annunciato la loro intenzione di ritirarsi tradendo i loro caduti e feriti, oltre a quelli degli alleati. Guerra iniziata per togliere il potere ai terroristi e adesso si sta trattando con loro, per salvare la faccia con una ritirata politica nei confronti dell'elettorato americano. I nostri soldati ormai sono solo al soldo degli interessi politici di chi li muove e li sacrifica, fingendo che sia per l'interesse dell'Italia. Francamente morire per due soldi mentre chi li usa si fa lustrare e riverire mi sembra cosa oscena. Tra l'altro i talebani sono aiutati dagli iraniani soprattutto nella zona di competenza dell'Italia. I nostri fanno unicamente da bersaglio perchè non c'è alcuna volontà di vincere la guerra da perte USA. ANDIAMOCENE VIA SUBITO!

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