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Consigliere Pdl in manette: camorra e voto di scambio

Salerno, arrestato ex sindaco di Pagani. Avrebbe creato un sistema per agevolare il clan dell'agro nocerino e acquisire potere.

Consigliere Pdl in manette: camorra e voto di scambio
E' stato arrestato all'alba di venerdì 15 luglio dai carabinieri del comando provinciale di Salerno, il consigliere regionale del Pdl Alberico Gambino. Nel corso dell'operazione coordinata dalla procura della Repubblica, sono finite in manette altre sei persone. Per tutti le accuse sono di concussione in concorso ed associazione per delinquere finalizzata allo scambio elettorale politico-mafioso, delitti aggravati dall'attività di agevolazione del clan Fezza-D'Auria Petrosino, attivo nell'agro nocerino.

Il sistema di potere -
Gambino, fino a poco tempo fa sindaco di Pagani, assieme al presidente e al vicepresidente della Paganese calcio e a due esponenti del clan, secondo l'accusa avrebbe creato un sistema che, con la complicità di politici locali e di livello regionale, consentiva loro di gestire la pubblica amministrazione per controllare le principali attività economiche e imprenditoriali della zona. L'operazione, coordinata dalla procura distrettuale antimafia di Salerno, diretta dal procuratore della repubblica Franco Roberti, è stata condotta dai carabinieri del comando provinciale di Salerno, sotto la direzione del colonnello Gregorio De Marco.

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  • ciannosecco

    15 Luglio 2011 - 16:04

    L'esame di Magistrato è quello tra i più difficili?Allora Di Pietro come ha fatto?

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  • ciannosecco

    15 Luglio 2011 - 16:04

    Non caro sapientone,mi riferivo a questo:Puglia, ragazze a pagamento per i politici del Pd "Tra le frequentazioni importanti di Tarantini spicca quella con Massimo D'Alema"Inchiesta Bari - A Bari non c'è soltanto Patrizia D'Addario. Ci sono anche altri testimoni pronti a raccontare fatti che hanno rilevanza penale. Personaggi che hanno scelto di collaborare con i magistrati al fine di alleggerire i guai giudiziari nei quali sono invischiati per il sistema Tarantini. Uno di questi è stato sentito per quattro ore da Giuseppe Scelsi, il pm che in mano il grosso dell'inchiesta. Una voce che - secondo quanto riportato da Libero - parla di mazzette e "prestazioni" alla sinistra in cambio di appalti, forniture di materiali, accreditamenti regionali e favori vari. Ma veniamo al super-testimone che fa tremare anche i piani alti del Pd. "Scusi" domanda il magistrato al collaboratore: "Quanto costava la famosa villa affittata da Gianpaolo Tarantini a Capriccioli?". Risposta: "Assai, dottore. E' costata assai". Ed ecco i conti: 100mila euro per l'affitto, altrettanti per l'arredamento, 60mila per il gommone oceanico (10 metri) e la moto d'acqua. Poi i voli: quattro acquistati da una compagnia privata di Foggia. Le macchine per il trasloco delle "buste" da Bari alla Sardegna, ancora quattro: una Jeep Wrangler, un'Audi S3, una Range Rover e una Bmw 530, lo stipendio ai tre filippini, le mozzarelle fresche e la spesa due volte alla settimana al Salumaio (la gastronomia più famosa di Bari). Prezzo totale 500mila euro. "Scusi", incalza il pm "ma questa Tecno Hospital (la società riconducibile a Tarantini, ndr), fatturava così tanto da permettere al suo titolare di spendere cifre tanto elevate per soli tre mesi di vacanza?". Risposta: "So che lui aveva amicizie influenti negli ambienti della sinistra che conta, soprattutto negli anni d'oro della sanità. Quelli noti a tutti, sui quali adesso si fanno le indagini". Il collaboratore, assistito dal suo avvocato, fa scrivere a verbale: "So che tale Dino (autista di Tarantini, ndr) nei giorni feriali e intorno alle ore 15 accompagnava politici del Pd e gente della sinistra, in un appartamento che si trova in città a pochi metri dall'università: via Roberto da Bari. Qui avvenivano gli incontri con le ragazze a pagamento e che lui reclutava: una di loro, tale M.T.D., riceveva stipendio mensile e gli incontri tra lei e i politici del Pd erano fissi". Le notizie sono state confermate da M.T.D. stessa e dalle altre ragazze sentite dai magistrati: "Lui faceva questi favori alla sinistra in cambio di favori e forniture da parte delle sue società sanitarie: la Tecno Hospital e la Global System Hospital". E su questo filone indaga il pm Desirée Digeronimo, fascicolo nel quale risulta indagato l'ex assessore alla Sanità Roberto Tedesco e che ha contribuito a fare a pezzi la giunta di Vendola.Intanto la dottoressa ha accertato che a una famosa cena, organizzata durante la campagna elettorale e alla quale hanno partecipato numerosi esponenti del Pd pugliese e nazionale, è stata pagata dalle società di Tarantini. Un troncone di inchiesta che procede parallelamente a quello del pm Giuseppe Scelsi che ha indagato l'imprenditore barese per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. A questo proposito vanno verificate altre testimonianze raccolte dagli investigatori: "Tra le frequentazioni importanti di Tarantini spicca quella con Massimo D'Alema. Insieme con altri esponenti della sinistra cenavano al famoso ristorante Da Tuccino, poi il leader del Pd allogiava alla masseria San Domenico di Monopoli".

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  • pino&pino

    15 Luglio 2011 - 15:03

    è come quel maiale, che uscito dal porcilaio grugnisce: che puzza che c'è qui fuori....

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  • spalella

    15 Luglio 2011 - 15:03

    tanto per cambiare... e poi dicono che il sud non è quello che INVECE è !!

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