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Melania, arresto per Parolisi "L'assassino voleva scannarla"

Caso Rea, Procura Ascoli invia la richiesta. L'autopsia: la donna finita dopo la fuga. Chi l'ha uccisa è tornato dopo per infierire

Melania, arresto per Parolisi "L'assassino voleva scannarla"
Mandato d'arresto per Salvatore Parolisi.  A tre mesi dall'omicidio di Melania Rea -  il cui cadavere è stato ritrovato il 20 aprile scorso nel bosco delle Casermette (Teramo) due giorni dopo la scomparsa - giunge la richiesta di arresto per il marito, unico indagato, e le prime indiscrezioni sul risultato dell'esame autoptico, depositato mercoledì scorso.

Coltello alla gola -  L'assassino di Melania ha tentato di scannarla. E' il termine usato nell'autopsia, depositata mercoledì scorso dal medico legale Adriano Tagliabracci. L'omicida l'avrebbe aggredita alle spalle con un coltello alla gola, ma il tentativo di fuga della donna l'avrebbe costretto ad accanirsi su di lei quando Melania, caduta durante la fuga, era a terra, supina. Le coltellate l'hanno quindi raggiunta al capo, al collo e al tronco.

I colpi post mortem -  I colpi con cui è stata uccisa Melania Rea sono stati inferti, inoltre, con armi diverse: un coltello e un oggetto contundente. L'esame autoptico, inoltre, conferma quanto rilevato già in precedenza: l'assassino è ritornato sul luogo del delitto per infierire ulteriormente sul cadavere con un oggetto contundente, forse un punteruolo. Colpi, questi, inferti diverso tempo dopo quelli che hanno provocato il decesso della donna, addirittura più a ridosso del giorno - il 20 aprile - in cui il cadavere è stato ritrovato.

L'ora del delitto -
L'omicidio è avvenuto in un arco di tempo ristretto, compreso fra le 14 e le 15:30, a Ripe di Civitella (Teramo). Melania Rea è morta per anemia emorragica acuta due ore dopo l'ultimo pasto, un tempo che si può restringere a un'ora considerati gli effetti della caffeina (la donna aveva quindi bevuto un caffè). Il decesso potrebbe pertanto collocarsi intorno alle 14:15-14:20.  Particolari, questi che pongono il problema della competenza territoriale, per la quale però andrebbero valutati anche altri elementi.

Il mandato di arresto - La Procura di Ascoli aveva iscritto nel registro degli indagati Salvatore Parolisi, per omicidio volontario aggravato. La richiesta della procura ascolana è stata inoltrata al gip Carlo Calvaresi che, adesso, non ha limiti di tempo per far eseguire l'arresto. Il caporalmaggiore dell'esercito italiano, che lunedì scorso era tornato a lavoro nella caserma "Clementi" di Ascoli Piceno, a capo del 235° Reggimento Piceno, è rientrato a Frattamaggiore ed ora si trova a casa dei suoi genitori. Mercoledì è stata depositata la perizia dell'autopsia : potrebbe essere stato questo l'elemento, intrecciato alle testimonianze raccolte dai carabinieri e ai risultati degli accertamenti del Ris, che ha portato ad un'accelerazione dell'inchiesta e alla richiesta di arresto per Salvatore Parolisi. Nei giorni scorsi, inoltre, erano stati effettuati nuovi accertamenti scientifici su abiti e vestiti di Parolisi. L'attenzione degli esperti si è concentrata su alcuni capi di abbigliamento già sequestrati nelle prime fasi dell'inchiesta, ma anche e soprattutto su vestiario prelevato di recente, in particolare durante la perquisizione nella casa dei genitori del militare, a Frattamaggiore, in provincia di Napoli. Gli investigatori sono alla ricerca di ulteriori indizi che possano aiutare a far luce sul delitto della 29enne di Somma Vesuviana, trovata massacrata con 32 coltellate il 20 aprile scorso nel Bosco delle Casermette, nel teramano, e scomparsa secondo il racconto del marito - non confermato da alcun testimone - il 18 aprile sul pianoro di Colle San Marco di Ascoli.

Salvatore: "Sono sbalordito" - Il caporalmaggiore è rimasto "sbalordito da questa giustizia colabrodo". Così Nicodemo Gentile, uno dei legali di Parolisiche oggi si trova ad Ascoli Piceno per seguire gli sviluppi procedurali dell'inchiesta. "L'indagato è una persona - osserva - e come tale va trattato con tutte le garanzie del caso. Un principio elementare che la Procura di Ascoli Piceno sembra avere smarrito".


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Commenti all'articolo

  • perbaccolina

    21 Luglio 2011 - 21:09

    Secondo voi...uno che per il giorno del funerale della moglie si preoccupa di andare dal barbiere per farsi una capigliatura con tanto di gel e che si presenta con la macchina lustra...è uno che sta bene?

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  • lumaca

    17 Luglio 2011 - 01:01

    E' stato chiesto l'arresto di Parolisi per costringerlo (lui o chi per lui) a parlare; la verità verrà presto fuori. Piuttosto....attendiamo fiduciosi gli sviluppi del caso della povera Yara....non dovremo mica attendere 17 anni come per Elisa...vero?

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  • roda41

    16 Luglio 2011 - 16:04

    con questo esemplare.Melania si opponeva a questo quadretto di due nuovi cuori e una capanna ,sia pure per ira e la capanna si sgretolava.Perciò per me è stata uccisa.

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  • marari

    16 Luglio 2011 - 00:12

    l'essere un militare ed in più addestratore costituisse avere una tempra forte, a prova di bomba, come si suol dire. Dopo aver ascoltato quest'uomo nelle diverse dichiarazioni rilasciate, nel suo atteggiamento comico-tragico, il pianto finto ed i modi scomposti, ho dovuto ricredermi. Questo è un uomo fragile, che fa fatica a controllarsi e questa mancanza di controllo non si sa dove può condurre. Anche se aveva amanti, voleva esercitare il suo potere sulla moglie pur non amandola più. Se l'ha uccisa noi non possiamo affermarlo perché non conosciamo ciò che la procura ha, ma era nelle condizioni per poterlo fare.

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