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Processo Ruby, la competenza resta al Tribunale di Milano

I giudici respingono l'eccezione della difesa di Berlusconi: "Il caso non riguarda il Tribunale dei ministri". No al proscioglimento

Processo Ruby, la competenza resta al Tribunale di Milano
Sul caso Ruby la competenza è di Milano, non del Tribunale dei ministri. Così hanno deciso i giudici del Tribunale milanese davanti ai quali si celebra il processo a carico del premier Silvio Berlusconi, respingendo l'eccezione proposta dalla difesa per chiedere il trasferimento del procedimento per competenza al Tribunale dei ministri. In una lunga ordinanza i giudici hanno sottolineato "la propria competenza funzionale" nel giudizio e hanno bocciato la tesi difensiva "che avrebbe voluto sovrapporre la qualità e la funzione". Nella loro ordinanza, i giudici hanno poi ricordato le modalità dei fatti contestati al premier riguardo al reato di concussione aggravato dal fatto di avere agito "per coprire la prostituzione della minore e salvaguardare la propria immagine". Rigettata dunque la tesi prospettata dai legali del premier secondo la quale non si possono scindere le funzioni di presidente del Consiglio dalla qualità di premier. I giudici hanno anche stabilito che "non è consentito il proscioglimento nel merito" del presidente del Consiglio, come aveva chiesto sempre la difesa.

La telefonata in Questura
- Per quanto riguarda la competenza territoriale, i giudici hanno ribadito che per il codice di procedura penale "si radica nel luogo di consumazione del reato più grave". In questo caso la concussione, visto che "è un reato colpito con pene più pesanti" rispetto a quello di prostituzione minorile, che la stessa procura ritiene consumatosi ad Arcore, quindi nel distretto giudiziario sotto la competenza del tribunale di Monza. Per quanto riguarda l'accusa di concussione, secondo i giudici il reato sarebbe stato commesso a Milano perché l'"utilità perseguita" da Berlusconi telefonando al capo di gabinetto della questura per ottenere il rilascio di Ruby la notte tra il 27 e 28 maggio 2010 si è di fatto consumata negli uffici della questura in via Fatebenefratelli. Sulla questione, la Camera dei Deputati ha sollevato il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale. Il Tribubale di Milano, secondo i giudici, "non può che prendere atto".



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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    20 Luglio 2011 - 19:07

    il suo idolo sta ricompensando con 9000 euro al mese dei nostri, la pseudo amante che gestiva l'andirivieni delle ragazzotte che il suo idolo è libero di invitare a casa sua. Oltre al fatto che, da quanto si legge, alcune volte, codeste ospiti siano state scorrazzate dalle auto delle forze dell'ordine, sempre pagate coi nostri euro

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  • biri

    19 Luglio 2011 - 13:01

    Se gli amici sono quelli che credo, non dubito che tra di voi vi facciate delle grasse risate. Attenti, però, che se fate troppo casino arriva l'infermiere e vi seda.

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  • ciannosecco

    19 Luglio 2011 - 11:11

    Se ti dico che sui processi non capisci un caxxo,non è perchè mi sei antipatico, e perchè su questo argomento sei più ignorante di una bestia.Ciao birimbabito,altro che cabaret,dovresti sentire i commenti degli amici ,fai proprio ridere.

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  • sebin6

    18 Luglio 2011 - 19:07

    conosco gente che difende stalin, altra gente che difende mussolini e hitler, in Spagna ho conosciuto gente che difendeva franco. In Italia c'è ancora gente che difende berlusconi; certo il mondo è vario e si trova di tutto.

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