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San Raffaele sotto choc: suicida il vice di don Verzè

Mario Cal si è sparato alla testa nel suo studio. Era stato ascoltato per il maxi buco dell'ospedale. L'avvocato: "Era preoccupato"

San Raffaele sotto choc: suicida il vice di don Verzè
Mario Cal, numero due di Don Luigi Verzè, si è suicidato nel suo studio al San Raffaele di Milano. Era stato ascoltato nei giorni scorsi dalla procura in relazione al maxi buco nei conti dell'azienda ospedaliera del San Raffaele, di cui aveva lasciato il Cda pur rimanendo nell'azienda. Don Verzè lo considerava suo "amico fraterno".

La dinamica
- Cal si è sparato nel suo studio presso il San Raffaele di Milano poco dopo le 10.30. Entrato da pochi minuti in ufficio per raccogliere i propri effetti personali (era dimissionario), ha impugnato una calibro 38 per cui aveva regolare porto d'armi e ha fatto fuoco. La sua segretaria, dopo aver sentito l'esplosione, è entrata nella stanza trovando l'uomo disteso a terra in una pozza di sangue e ha fatto scattare l'allarme. Immediata, ma vana, la cosa al pronto soccorso dello stesso San Raffaele, dove è stato immediatamente ricoverato in rianimazione in gravi condizioni prima di morire.

"Preoccupato per il San Raffaele" - La notizia del tragico gesto è emersa al Tribunale di Milano, dove il suo avvocato Rosario Minniti era in riunione con il procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati insieme al capo del pool reati finanziari Francesco Greco e al pm Luigi Orsi. Cal, come detto, era stato ascoltato negli scorsi giorni dalla Procura della Repubblica, come testimone, per i dissesti finanziari dell'istituto di Don Verzè, 'salvato' la scorsa settimana da una riorganizzazione societaria. Minniti, davanti alle telecamere di SkyTg24, lo ha ricordato come un uomo "forte, dedito alla cura dei malati", ma estremamente "preoccupato per le sorti del San Raffaele, non c'era liquidità per pagare i fornitori". "Ho sempre cercato di sorreggerlo nei momenti difficili - ha ricordato commosso - ma questa volta non ce l'ho fatta". Cal ha lasciato due lettere, indirizzate rispettivamente alla moglie e una alla segretaria.

Pistola spostata
- La Procura ha aperto subito un'inchiesta, come da prassi. Secondo indiscrezioni, ci sarebbe anche un giallo sull'arma. La pistola con cui Cal si è suicidato sarebbe infatti stata spostata e infilata in un sacchetto da una delle prime persone entrate nella stanza. Il pm di turno Maurizio Ascione ha disposto degli accertamenti per arrivare ad identificare chi ha inquinato senza accorgersi la scena.







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Commenti all'articolo

  • 44carlomaria

    18 Luglio 2011 - 15:03

    Come ai tempi di mani pulite Di Pietro fu il suicidatore poco cortese, oggi la banda del segretario di stato vaticano colpisce e suicida. Ci stanno scippando il San Raffaele, eccellenza nella cura dei malati e sotto sotto il Toniolo la fondazione che amministra l’università cattolica e l’ospedale romano Agostino Gemelli. Dopo i danni fatti dall’ex presidente l’etero senatore a vita Emilio Colombo, quello che sniffa per motivi di salute . Gli davano man forte nell'Istituto Oscar Luigi Scalfaro, quello che prende la pensione di giudice con soli pochissimi anni di attività ma: non ci sta! (di testa). Papa Giovanni Paolo II° decise di delegare al vescovo di Milano la presidenza del Toniolo. Oggi Bertone e i suoi bravi sopra indicati pretendono di espropriare i milanesi e assumere il controllo sia di San Raffaele che Toniolo. La prima vittima c’è stata… Bossi sveglia!!!! Asvedommia

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  • marino43

    18 Luglio 2011 - 14:02

    Ha avuto dei problemi in questo ultimo periodo, dice il suo avvocato. Ma pensa un po' ! Fino all'altro giorno non aveva problemi. I problemi li avevano i fornitori. Non ha avuto problemi a comperare aerei, alberghi e quant'altro. Ma è mai possibile che questi personaggi quando vedono la possibilità di andare in galera, improvvisamente hanno malattie, dolori strani. Ci avete mai fatto caso? Quando un "potente" va in galera, lo fanno uscire perchè...non sopporta la dentenzione ed è tanto malato...ma fino ad un'ora prima viaggiava in macchine e aerei di lusso, dormiva in alberghi favolosi con tutto il contorno. Lo si descrive un uomo forte. Tanto forte da fare grossi debiti a scapito dei più deboli.Il prete, Don Verzè, molto più furbo, si è dimesso da tutto un giorno prima e ha scaricato sugli altri tutta la responsabilità. Non avrò mai pietà nei confronti di coloro che non hanno pietà per i più deboli. Non gli darà neppure a lui l'assoluzione perchè non ha fatto nulla di male!

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  • giulietta50

    18 Luglio 2011 - 13:01

    con altri suicidi eccellenti. Una cosa è certa, con la sua morte si estingue un'eventuale azione penale nei suoi confronti. Gli faranno i funerali religiosi? In teoria non dovrebbero. Li negarono persino a Welby.

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  • Melzi d'Eril

    18 Luglio 2011 - 12:12

    Come ci ha messo becco S.E. il Cardinal Tarcisio Bertone, l'affare San Raffaele ha rappresentato il primo caso di applicazione della legge sul Biotestamento. Speriamo che resista almeno Don Verzè, sorretto dalla fede e dal vecchio compagno di merende. Al gran funerale in Duomo, con dispensa pontificia speciale per i biotestamentari, verrà annunciato l'intervento di salvataggio dello IOR, succursale "frati neri", agenti Formigoni e Binetti.

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