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La D'Addario va dai magistrati In arrivo intercettazioni al Cav

Patrizia sarà ascoltata venerdì dalla Procura di Bari: denuncerà chi l'ha manovrata. Svolta nel sexgate / LODI

La D'Addario va dai magistrati In arrivo intercettazioni al Cav
Venerdì Patrizia D’Addario sarà davanti al magistrato, per riferire la sua verità. Il procuratore Antonio Laudati ascolterà la nuova versione riferita dalla signora che, col registratore incorporato, immortalò cene e una notte di sesso a casa di Silvio Berlusconi. Autunno 2008,  “lettone di Putin”. All’epoca gli scandali da materasso, scoppiati (o fatti scoppiare) a danno del premier, erano soltanto la premessa all’attacco togato milanese sferrato contro il presidente del Consiglio e confluito nel cosiddetto Rubygate, con tanto di richiesta di giudizio immediato per prostituzione minorile e concussione.
La procura di Bari, a distanza di due anni, vuole conoscere e mettere a verbale i dettagli delle dichiarazioni rilasciate a Libero (e pubblicate sabato) dalla signora D’Addario, sulle presunte «strumentalizzazioni» operate da parte di personaggi che nel 2009 l’avrebbero a suo dire costretta a consegnare al pm barese, Giuseppe Scelsi, i nastri che documentavano le sue notti col Cavaliere.
«Sono pronta a riferire tutto. Non ho paura della verità. Il mio avvocato, Maria Pia Vigilante, invece di proteggermi mi ha costretta con la paura a consegnare quelle cassette al magistrato. Io non lo avrei mai fatto se non mi avessero detto che quello di rendere pubblici quei nastri, era il solo modo per proteggere la mia vita e quella della mia famiglia. Mi sono fidata e ho eseguito. Non potevo immaginare quale disegno ci fosse dietro. Così come non potevo sapere che l’intervista concordata dal mio avvocato, e a mia insaputa, con il Corriere della Sera, sarebbe servita a creare il caso e far scoppiare lo scandalo».
Giura di essere pronta a riferire nomi e cognomi: «Queste persone mi hanno usata per i loro personalissimi scopi, salvo  poi abbandonarmi una volta raggiunto il loro obiettivo. Ora dirò tutto. E voglio che sappia ogni circostanza anche il Presidente, a costo di incatenarmi davanti a Palazzo Grazioli fino a quando non si deciderà a ricevermi». 
Sul caso è stato aperto un fascicolo autonomo e ora Patrizia D’Addario dovrà riferire all’autorità giudiziaria le notizie di reato da lei segnalate. Intanto il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bari, domani, discuterà il caso convocando un’apposita seduta. Il presidente Manuel Virgintino ne ha discusso con il segretario Mariano Fiore, insieme fanno sapere di essere i primi a voler capire se sono stati commessi reati a danno della signora D’Addario: «È una cosa che facciamo sempre quella di mantenere alta l’attenzione su tutto ciò che accade. Il fascicolo è anche a tutela dell’avvocato Maria Pia Vigilante. Credo che la collega abbia tutto l’interesse a chiarire i fatti».
Patrizi replica imperturbabile: «Io sono più che tranquilla. Quel che dico è tutto vero. Ho registrato prove e ho testimoni». Difficile dubitarne. Da qualche giorno la signora ha nominato un nuovo difensore. Sono numerosi i procedimenti aperti e che la coinvolgono. Non ultimo quello a carico dell’imprenditore barese Giampaolo Tarantini, accusato di procurare escort da  portare nelle residenze del premier. Qui Patrizia  D’Addario potrebbe essere parte offesa. Giampaolo Tarantini, secondo l’accusa, avrebbe gestito un giro di signorine che offrivano sesso in cambio di denaro e le avrebbe messe a disposizioni anche di politici della sinistra barese. A suo carico sono spalancati fascicoli per corruzione, droga, favoreggiamento della prostituzione. Uno: il secondo si è appena concluso con la condanna in primo grado a due anni e due mesi di reclusione.
È invece in arrivo una richiesta di rinvio a giudizio per la terza ipotesi di reato. Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha consegnato una corposa informativa ai pm. C’è chi giura che le intercettazioni contenute e intercorse fra Tarantini e i personaggi a cui avrebbe fornito le dame d’alto bordo, siano di fuoco. C’è odore di una nuova “scossa”, per usare una sinistra metafora d’alemiana? Fonti autorevoli assicurano che nel faldone non c’è nulla che possa essere contestato al premier sotto il profilo giuridico. Ma si sa, a interessare non è certo la materia penale, quanto la sua vita privata. Ergo la sua esistenza politica.
L’avvocato Maria Pia Vigilante, in una breve nota diffusa sabato, ha smentito la nuova ricostruzione della sua ex assistita: «La scelta di rendere pubblica la vicenda fu sua e io mi sono limitata ad assisterla». La procura intende invece intenzione  approfondire: lo scorso anno, quando “Patty” andò a farsi interrogare dal pm Giuseppe Scelsi consegnandogli le cassette sul “party di sesso a Roma, era stato aperto un fascicolo proprio per verificare l’esistenza di un complotto ordito ai danni del premier.
Un sospetto che non ha mai abbandonato il procuratore Antonio Laudati. Ma che adesso torna prepotente. E inquietante.   
 
di Cristiana Lodi

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    20 Luglio 2011 - 09:09

    Sembrerebbe che la patty sia restia ad appendere al chiodo..il tanga.Adesso ricomincia il tormentone inverno/estate 2011 2012.....Cosa non si fa per un poco di notorietà!!!

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  • Baronedel Carretto

    19 Luglio 2011 - 15:03

    La Daddario come mille altri finti testimoni, finti collaboratori, finti pentiti, finti di tutto non è credibile. Per fortuna a Bari oggi esiste un Procuratore serio, cosa rara, che sapèra districarsi tra questa matassa di dichiarazioni e controdichiarazioni. Mi fanno però ridere i sinistri che come un vero "Popolo Bue" credono alla Daddario se le dichiarazioni fanno comodo, altrimenti non è credibile. Si svegliassero anche loro, siamo negli anni 2000, incominciassero a ragionare con la propria testa.

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  • Dream

    19 Luglio 2011 - 13:01

    giusto! questo è sacrosanto!

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  • libero42

    19 Luglio 2011 - 11:11

    Finita e sfruttata la breve stagione di notorietà, surclassata da una folla di Olgettine, la povera Patrizia minaccia nuove scottanti rivelazioni, forse incatenandosi davanti a palazzo Grazioli per spillare qualche assegno dal vecchio in difficoltà. Una proposta sado-maso? Attenta alla Sananchè!

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