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L'insegnamento di Borsellino: Fini: "Basta segreti di stato"

Il ricordo della strage di via D'Amelio, 19 anni dopo. Napolitano: "No a collusioni Stato-mafia". Gianfranco: "Pulizia nei partiti"

L'insegnamento di Borsellino: Fini: "Basta segreti di stato"
Palermo ricorda Paolo Borsellino a 19 anni da quel 19 luglio 1992 in cui il magistrato anti-mafia fu ucciso da un'autobomba in via D'Amelio, insieme agli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina. Una ricorrenza triste e, insieme, di speranza, perché le indagini su quella pagina buia stanno per riaprirsi. Alla commemorazione hanno partecipato, idealmente o fisicamente, tutti i vertici dello Stato, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al presidente della Camera Gianfranco Fini e molti esponenti del governo. Alle 16.58 sarà osservato un minuto di silenzio in via D'Amelio. Alle 20 partirà una fiaccolata da piazza Vittorio Veneto che giungerà in via D'Amelio.

No alle collusioni - In una nota ufficiale, il presidente Giorgio Napolitano ricorda come la strage di via D'Amelio "rappresentò il culmine di una delle fasi più gravi e inquietanti della sanguinosa offensiva della criminalità organizzata contro le istituzioni democratiche".  "Quel sacrificio - si legge ancora - impegna inoltre le istituzioni e la collettività tutta a uno sforzo convinto e costante nell'opporsi ad atteggiamenti di collusione e indifferenza rispetto al fenomeno mafioso". Un no alla collusione tra politica e mafia anche da Gianfranco Fini. Questa battaglia "passa soprattutto per la capacità dei partiti di fare pulizia al proprio interno eliminando ogni ambigua zona di contiguità con la criminalità e il malaffare". "Questo significa innanzitutto - ha aggiunto - evitare di candidare persone sospette di vicinanza con la mafia e a maggior ragione di non elevarli a posti di responsabilità. Non è necessario aspettare sentenze definitive per prendere le decisioni che servono. Basta applicare principi di responsabilità politica e di etica pubblica". Il riferimento alla nomina del ministro per le Politiche agricole Saverio Romano, indagato per mafia, è scoperto. Forte il richiamo di Fini anche alla necessità di non nascondersi dietro "scheletri negli armadi né segreti di Stato", perché, ha concluso, "il diritto a conoscere non può andare in prescrizione".

Esempio di democrazia - Secondo il presidente del Senato Renato Schifani, il contributo di Borsellino "ha costituito una svolta fondamentale nell'azione di difesa della democrazia da parte dello Stato". Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ricorda gli "straordinari successi dello Stato, che hanno colpito, con una strategia sistematica, le organizzazioni criminali presenti sul nostro territorio". Questo, ribadisce il ministro, è "il modo migliore per onorare il sacrificio di uomini come Paolo Borsellino e di celebrarne la memoria". E mentre la figlia di Borsellino, Lucia, sottolinea come "non è mai troppo il tempo che passa perché queste ferite possano rimarginarsi. Vedere che il mondo non dimentica ci spinge ad andare avanti", è polemico Nino Di Matteo, presidente dell'Associazione nazionale magistrati di Palermo: il "finto e ipocrita unanimismo antimafia" non può fare dimenticare gli attacchi alla magistratura. "Siamo di fronte - ha aggiunto Di Matteo - ad attacchi feroci e a tentativi, mascherati da riforme, di ridurre l'ordine giudiziario a un servente del potere politico. Perciò non siamo qui a difendere una casta ma precisi principi costituzionali di separazione dei poteri e di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge".


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Commenti all'articolo

  • colombinitullo

    19 Luglio 2011 - 16:04

    Noi gli paghiamo il viaggio e il pranzo e questi due figuri vanno in giro per l'Italia a sparare ovvietà pari solo a quelle che dicevano il mai abbastanza deprecato scalfaro (demoscristiano falso quant'altri mai) o il "grande economista" ciampi quello che sosteneva il corso della lira contro il marco (40.000 miliardi persi in una settimana). Faccio presente inoltre che scampano tutti come i corvi. Vorrei a questo punto ricordare una frase del grande Govi : ci vorrebbe proprio una bella disgrazia!

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  • pincruise

    19 Luglio 2011 - 14:02

    Perchè non vengono fuori anche le agende rosse del Generale? C'è chi diventa Beato e chi viene dimenticato.... ma che brutta Italia

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  • pincruise

    19 Luglio 2011 - 14:02

    E' la commemorazione dei magistrati che si aggrappano alla giacca di Falcone e Borsellino..... Adesso saltano fuori anche le "AGENDE ROSSE"... Il Generale Dalla Chiesa è stato ucciso da uno scippatore?, come pure decine di Carabinieri, Poliziotti e Commercianti onesti? VERGOGNA... VERGOGNA VERGOGNA.... E il Maresciallo Felice Maritano che è stato trucidato a Robbiano di Mediglia dalle Brigate Rosse? per loro niente AGENDE ROSSE?..........

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  • quattromori

    19 Luglio 2011 - 14:02

    opportunista, ipocrita, falso .. cerca di arrampicarsi sugli specchi per avere ancora qualche titolo di giornale in prima pagina, si aggrappa alle emozioni attuali per cercare di rifarsi la facciata, ma in effetti è truccato .. non è credibile .. è più falso di un biglietto da sei euro o di una moneta da tre euro .. fate voi .. ... fini sei finito .. buffone ..

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