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Pakistana ha tentato il suicidio per non fare la fine di Hina

Bologna: 16enne doveva sposare un connazionale, ma non voleva. La sua coetanea uccisa dal padre perché "occidentale"

Pakistana ha tentato il suicidio per non fare la fine di Hina
Ha bevuto una gran quantità di acido muriatico. Non voleva in alcun modo subire l'imposizione del padre e del fratello, che avevano combinato le nozze con un connazionale che lei non amava. E' una ragazza pachistana ed ha solo 16 anni eppure la sofferenza, sa già bene che cosa sia. E' stata ricoverata in condizioni molto gravi all'ospedale Sant'Orsola di Bologna dove per dieci giorni ha lottato tra la vita e la morte, a causa delle profonde lesioni interne, provocate dalla sostanza caustica. Al momento le sue condizioni restano serie, ma sono in via di miglioramento.

Condizioni di salute -
È accaduto a fine giugno e dopo la rianimazione, superata la fase iperacuta e fatta la tracheotomia, è stata trasferita in Pediatria, il reparto diretto dal professor Mario Lima. La ragazza attualmente ricoverata al Sant' Orsola, sta seguendo terapie specifiche per evitare un'operazione all'esofago, che però potrebbe rivelarsi comunque necessaria

Sola con la madre -
La ragazza - riferiscono Repubblica e il Resto del Carlino - è assistita solo dalla madre, poichè il Tribunale dei minori ha allontanato padre e fratello dalla famiglia con un provvedimento d'urgenza. Non possono avvicinarsi alla giovane, e se lo facessero verrebbero arrestati. La polizia era stata avvisata dallo stesso primario della Rianimazione, Stefano Faenza, insospettito dal fatto che in reparto la ragazza era stata cercata da un pachistano che diceva di essere il fratello, ma che dai documenti risultava avere un altro cognome.

Ipotesi di reato -
Induzione al suicidio. E' questa l'ipotesi di reato contenuta nel fascicolo aperto dal Pm della Procura di Bologna, Alessandra Serra, che indaga sul caso. Nessun iscritto nel registro degli indagati per il momento.

Vittime di una cultura contro la libertà - Solo pochi giorni fa nel capoluogo emiliano era emerso il caso di un'altra giovane pachistana segregata in casa per settimane, perchè voleva vivere all'occidentale. Una situazione simile ad altre precedenti, ancora più gravi, come quella di Hina, la ventenne pachistana uccisa nel 2006 nel Bresciano dal padre che non condivideva il suo stile di vita, o della diciannovenne Nosheen, ferita dal padre e dal fratello nell'ottobre dello scorso anno a Novi (Modena), mentre la madre fu uccisa a pietrate dal marito.

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Commenti all'articolo

  • giornali

    24 Luglio 2011 - 19:07

    ... parlare di integrazione e imporre a noi europei il politicamente corretto a tutti i costi affinché certe comunità o parti di esse imparino a vivere accettando i nostri principi di democrazia e libertà individuale. Il che significa che possiamo accettare solo chi è sufficientemente moderato da non scontrarsi con la ns cultura e le nostre regole. Gli altri fuori.

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  • LuigiFassone

    23 Luglio 2011 - 19:07

    E non la smettono ! E non si integrano ! E non ne vogliono sapere di rinunciare alle loro ataviche abitudini che risalgono al Medioevo ! Perchè non se ne stanno lì,ove potrebbero continuare a continuarle,ste loro medioevali abitudini ?. Vogliono la botte piena (il Medioevo) e la moglie ubriaca (il Secolo XXI) . Bisogna che quelli che "anelano" all'integrazione a tutti i costi tra culture e abitudini che per "incontrarsi" abbisognano secoli,lo sappiano.

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