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Le coop al servizio di Penati Così lavoravano gli "agenti"

Chi sono e come operano Agnello e Salami, i due professionisti indagati a Monza: le loro società "risolvono problemi" / SCAGLIA

Le coop al servizio di Penati Così lavoravano gli "agenti"
«Sono il signor Wolf, risolvo problemi». Dice: ma che cosa c’entra Tarantino e il suo personaggio sotto copertura con l’inchiesta sull’ex area Falck di Sesto San Giovanni e l’odor di tangenti avvertito dai pm di Monza? Niente, ma insomma: ci sono queste due figure, questi due professionisti indagati e considerati dai pm organici alle cooperative emiliane, che risultano davvero misteriosi. Francesco Agnello e Gianpaolo Salami, questi i loro nomi. Giuseppe Pasini, l’imprenditore che dell’area Falck è stato proprietario e ha innescato la buriana dichiarando d’aver versato mazzette destinate a Filippo Penati, lo ha messo a verbale: è stata la CCC-Consorzio Cooperative Costruzioni, colosso edile di Bologna, a indicarmi i soggetti in questione - tant’è vero che proprio il vicepresidente della CCC, Omer degli Esposti, sarebbe fra gli indagati, e  la Procura «non smentisce e non conferma». In ogni caso, Pasini afferma d’averli pagati come consulenti dal 2002 al 2004, versandogli la bellezza di due milioni e mezzo di euro, ma senza una mansione precisa, sorta di tangente mascherata. Agnello e Salami - ed è bene dire che rigettano ogni accusa - hanno presentato le fatture ai magistrati, i quali però non ne sono rimasti convinti. Peraltro, il pm Walter Mapelli è andato ancor più indietro. Parlando con Achille Colombo, storico dirigente della Falck quando ancora i terreni non erano stati dismessi. E anche Colombo ricorda la presenza «di quell’avvocato siciliano» che poi è Agnello, già nel 2000, ai tempi delle prime trattative.

E dunque, molto interessante è scorrere le loro pressoché parallele - più che altro intrecciate - vicende professionali. Agnello, avvocato d’affari 58enne, è di Palermo, in Sicilia si muove con sicurezza. Salami, 61 anni, è invece di Reggio Emilia, anche se fa base più che altro a Sassuolo, provincia di Modena. E si vede che gli piace lavorare gomito a gomito: risultano associati in una marea d’imprese, consulenze aziendali e costruzione d’immobili e cose del genere. Senza contare che, per dire, Agnello ha partecipato alle attività societarie di veri colossi della cooperazione come la Cmc di Ravenna - ma è solo uno degli esempi.
In ogni caso, significativo risulta essere proprio il loro giro d’affari siciliano. I loro nomi compaiono, direttamente o indirettamente, in quella che appare come una catena di società collegate - Sviluppo Messina srl, Sviluppo Trapani srl, e poi Sviluppo Catania, Sviluppo Palermo, Sviluppo Licata. Una ragnatela che copre pressoché l’intero territorio dell’isola. Francesco Agnello direttamente. Gianpaolo Salami, invece, attraverso una società che ne detiene percentuali di quote, la Servizi Globali Generali-SGG srl, con sede proprio a Sassuolo - che peraltro annovera fra i soci anche un Mario Agnello.
Proviamo dunque a seguire le attività delle società che sopra abbiamo elencato. Che anche in questo caso risultano strettamente collegate a quelle delle cooperative emiliane. In sostanza: c’è il progetto di aprire un centro commerciale - Ipercoop, per dire - in un determinato Comune, e allora si dà mandato alla società di Agnello e Salami (Salami attraverso la SGG, ripetiamo) affinché sbrighi le pratiche burocratiche e sistemi le cose sul territorio - contrattazioni col proprietario del terreno, beghe comunali,  eventuali contenziosi. Poi, una volta spianata la strada, ecco che parte il progetto, in genere realizzato dalla coop di turno.
Uno schema che però non sempre va a buon fine. Prendiamo Messina: lì, nell’area di Pistunina, era per l’appunto in progetto la realizzazione di una grande Ipercoop. Chi si prende in carico la faccenda? La Sviluppo Messina srl. Che peraltro, oltre ad Agnello e alla SGG, annovera tra i soci anche Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia - questo per dire che i due indagati a Monza non sono proprio gli ultimi. Comunque: la coop che dovrebbe realizzare il centro versa una caparra alla Sviluppo Messina perché si attivi, e questa a sua volta versa un’altra caparra alla società proprietaria del terreno, la Decon spa. Pare vada tutto per il meglio, quando il Comune decide che, invece, quell’area rientra nel piano legato al porto di Tremestieri. In ogni caso, la questione è ancora in ballo.

Un canovaccio già visto: ecco la vicenda della la Sviluppo Trapani - fra i soci sempre Agnello e la SGG di Salami. In questo caso succede che la Immobiliare Grande Distribuzione, società quotata in Borsa i cui soci di maggioranza sono Coop Adriatica e Unicoop Tirreno, sottoscriva un contratto preliminare per l’appunto con la Sviluppo Trapani, sempre in vista della realizzazione di una galleria commerciale che ospiterà anche un’Ipercoop. Alla Sviluppo Trapani viene versata nel 2005 la consueta caparra, 5 milioni e 467mila euro, corrispondenti al dieci per cento dell’investimento complessivo. Solo che la faccenda non decolla, in Comune si scontrano, la burocrazia si mette di mezzo. E nel gennaio 2009 la IGD si ritrae, comunicando che otterrà la restituzione della somma versata. Ancora lo stesso schema: la coop, per costruire il centro commerciale, dà mandato ed eventualmente soldi ad Agnello e Salami affinché risolvano i problemi locali(«...signor Wolf...») , poi - se va tutto come deve - si parte col progetto.
Peraltro, la SGG non opera certo solo in Sicilia. Un paio di esempi: la realizzazione di un polo turistico nel territorio di Castellammare del Golfo, hotel e residence e servizi, cinquanta di milioni d’investimento. E la gestione, attraverso un’altra società di nome Phaedora, della Fortezza Vecchia di Livorno - e un paio d’anni fa l’allora candidato sindaco Marco Taradash denunciò la cosa, adombrando che l’appalto fosse stato ottenuto per i collegamenti indiretti fra SGG e ancora IGD, quest’ultima titolare di un altro grande progetto proprio nel livornese.

di Andrea Scaglia

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Commenti all'articolo

  • maxsimo

    28 Luglio 2011 - 01:01

    Se avete il piacere di andare in Svizzera la COOP non è solo supermercato ma stazione di rifornimento .... chissà perchè così tante COOP in Svizzera .....non investono mica il denaro nero in Svizzera , loro sono di sinistra .....

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  • Peo

    27 Luglio 2011 - 11:11

    Per sapere come andassero le cose in un certo mondo bastava leggere Falce e Carrello di Caprotti. Però questi ci sanno fare: il giochino della caparra è semplice e molto ben difendibile in sede di giudizio. Forse è addirittura alla luce del sole. Faccio finta di volerti comprare un immobile, caccio la caparra, poi non compro e i soldi restan tuoi. Magari pure ci pagavano le tasse sopra (ma una bella fetta gli restava in tasca). Vai a provare che è tutto un imbroglio, dopo. Altro che i vecchi tempi delle banconote nella valigetta o in una busta. Penso proprio che la faranno franca. Sono abili.

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  • saro45

    27 Luglio 2011 - 11:11

    Scagli la prima pietra, chi è senza peccato. Fu detto duemila anni fa, ripetuto nel 1993 ed è valido sempre. Lancio un appello. Chiedo a tutti i lettori di Libero: quanti di voi sono disposti a rifiutare eventuali regali in denaro, specialmente quando sono molti?

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  • UNGHIANERA

    27 Luglio 2011 - 10:10

    Evviva,evviva,la coop sei tu:chi può darti di più? Questo motivetto pubblicitario benedetto dalla Litizzietto e pagato dalla Coop,mi ronza di tanto in tanto dentro la testa... se mai c'è una giustizia,questa dovrebbe entrare in questo miracoloso vaso,nel quale da 50 anni e più attinge la candida sinistra italiana! Una vera e propria associazione "mafiosa"con sgravi fiscali,posti assegnati ai sicuri iscritti,i quali spesso pagano il pizzetto per accedere all'agognato posto! Dunque nessuna differenza tra una associazione mafiosa della camorra e loro,la differenza sta tutta nella collocazione del nome e del protettore massimo:il Pci,Pd,o come lo si vuol chiamare!In quel santo luogo gli appalti sono assegnati algli"iscritti"facoltosi o dotati di mezzi,i quali pianificano costi e strategie pagati con i denari del governo centrale!E tutto il carrozzone è benedetto dal partito il quale è potere legislativo e politico.Se un giudice dovesse entrare in quel labirinto non ne uscirebbe più...

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