Cerca

Scuola, stop alle bocciature Ocse ci vuole asini e promossi

Secondo l'organizzazione ripetere l'anno deprime gli studenti. Meglio premiare tutti. Ma senza voti non si educa / BERTUZZI

Scuola, stop alle bocciature  Ocse ci vuole asini e promossi
E alla fine arriveremo al sei politico universale. Orde di studenti in divisa e numero stampato sulla fronte che escono dalle commissioni di esami livellati nella mente e nelle aspirazioni. Sicuri che eccellere è il male e omologarsi il bene supremo. E attenti a  non esibire un accenno di talento per non finire nelle grinfie del grande Inquisitore. Altro che fuga di cervelli  di inizio millennio. Sarà il 2012 ma sembrerà il 1984. E il grande Ministero della Verità, che tutto controlla e tutto decide,  sarà quello dell’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il simpatico ente o entità (fa poca differenza) che nonostante il nome si ostina a volerci tutti asini e tutti uguali nell’ignoranza.
L'ultimo rapporto di questa giurassica organizzazione che pontifica sullo sviluppo economico e a questo punto mentale dell'Europa  ci dice che bocciare è il male del nuovo millennio. Attenti, mica si scherza. Nel rapporto sono elencate una per una le motivazioni della sentenza. Primo: se bocci uno studente, dice l'Ocse, mortifichi lui e  la classe intera, a lui togli la voglia di studiare e levarsi di dosso l'etichetta di asino, alla classe quella di fare uno scatto in avanti. Secondo: se bocci favorisci l’emarginazione e la disuguaglianza sociale, al diavolo i diritti, la democrazia e la legge uguale per tutti, l'universo mondo scoprirà che uno è più bravo e più sveglio di un altro, punto. Terzo: se bocci uno studente ritardi il suo inserimento nel mondo del lavoro, dunque gravi sulla scuola per 10, 15mila dollari in più a ragazzo.
Premesso che l'Ocse è la stessa organizzazione che ogni sei mesi ci racconta che la nostra scuola è un po' più ignorante delle altre. Che siamo al penultimo posto per numero di laureati  (appena 11 su cento di età compresa tra i 25 e i 64 anni) e solo la Turchia riesce a fare peggio di noi. Che  8200 ore di istruzione imposte a ragazzini dai  7 ai 14 anni sono troppe rispetto a risultati a dir poco scadenti. Premessa dunque questa abilità straordinaria nel dire una cosa ("fate meglio") e contraddirsi un minuto dopo ("bocciate di meno che il 18 per cento è troppo") vale  davvero la pena santificare la promozione di ufficio?  Noi crediamo di no.
Bocciare è un dovere e diritto dei professori. Come è un dovere diritto degli studenti studiare ed essere valutati. Un preside di Perugia qualche tempo fa chiese di reintrodurre il sei politico a scuola perché i risultati di fine anno erano talmente disastrosi che si sarebbe arrivati a   percentuali di bocciature tra il 70 e il 90 per cento. Non ha pensato quel preside che forse l'orripilante performance degli studenti poteva essere dovuta alla scarsa qualità dei professori. Come non pensano  i genitori che a ogni benedetto scrutinio vanno in processione dai prof a insultarli, denunciarli e talvolta picchiarli per i brutti voti, che i loro figli qualche responsabilità ce l'hanno. Miope l'uno e miopi gli altri. In nome di un unico imperativo: livellare livellare livellare. Anche al ribasso, purché lo studente non si senta scalfito nello spirito (e nelle vacanze) e possa continuare a vivacchiare nella sua ignoranza o più banalmente nel suo furbo fancazzismo.
Persino la Cgil si è messa di traverso al ragazzino che voleva saltare l'anno per eccesso di bravura: "Non si fa - hanno detto - se no dove lo metti l'egualitarismo tra i banchi?» È antisindacale. E il Pd che ieri si è letto il rapporto Ocse ha subito concionato con Antonio Rusconi che è colpa della Gelmini se la scuola «boccia di più» perché è la prova che  "ha tolto tutti gli aiuti e i sostegni ai ragazzi in difficoltà". "Noi non inseguiamo la bocciatura fine a se stessa" - ha giustamente replicato il ministro - "noi vogliamo portare i ragazzi a meritare la promozione". Concetto elementare Watson. Ma che importa? Il buonismo prima di tutto. Il buonismo seduto in cattedra che  non serve a niente se non a garantire ai prof l’illusione di essere bravi docenti e ai ragazzi di poter tirare a campare. Leggi che l'Austria abolirà le bocciature l'anno prossimo mentre in Francia se ne sta discutendo. E Bolzano sta addirittura pensando di eliminare i 3 in pagella. "Ma un conto è l'Europa e un conto è la scuola italiana", sentenzia il professor Fabrizio Foschi dei Diesse (Didattica e innovazione scolastica), "i paesi in cui si boccia di meno sono quelli in cui gli insegnanti sono autonomi, sono liberi professionisti assunti dalle scuole, pagati meglio di noi e motivati a ottenere il massimo dagli studenti". Ma da noi, con un corpo docente che nonostante tutti gli sforzi del ministro è ancora sottopagato, sottomotivato e forse sottopreparato che cosa ti aspetti? "Bocciare è un fallimento dei docenti prima di tutto che non hanno saputo fare il loro mestiere fino in fondo". E allora forse vale la pena che ne prendano atto. Che la bocciatura sia lì, nero su bianco, a dirgli che hanno sbagliato e potevano fare di più. Quanto ai ragazzi, gli studenti,  chi lo dice che non vogliano essere giudicati per quello che valgono?  E preferiscano una promozione incolore (il famoso calcio nel sedere di fine anno) a una promozione sudata e meritata? Un ragazzo deve essere guardato negli occhi. Ascoltato e valutato per quello che è riuscito a fare. Certo, resteranno tutte le attenuanti del caso, mica siamo alla selezione preventiva. E diremo sempre "non poteva studiare... non è portato... è intelligente ma non si applica". Ma  alla resa dei conti il giudizio dovrà essere definitivo, non obliquo e neppure edulcorato. E dovrà pesare sulle sue spalle. Le mezze verità riescono a far peggio delle bugie. E con l’educazione c'entrano poco.  Una inchiesta per presunti maltrattamenti ai danni di minorenni da parte di alcune educatrici è stata condotta da agenti della Squadra Mobile della Questura di Foggia. Sarebbero state eseguite anche delle ordinanze di custodia cautelare. I risultati saranno illustrati alle undici negli uffici della Questura dal procuratore della Repubblica del Tribunale di Lucera, Domenico Seccia. Al momento non si conoscono maggiori particolari.

di Simona Bertuzzi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • oooooo

    oooooo

    26 Giugno 2014 - 06:06

    Già facciamo della scuola Italiana quello che vogliono i nostri falsi amici. Spero che i politicanti romani non permettano anche questo.

    Report

    Rispondi

  • thorglobal

    25 Giugno 2014 - 15:03

    La mamma degli imbecilli,purtroppo,è sempre incinta.Cantiamo il "De profundis".

    Report

    Rispondi

  • liberal1

    28 Luglio 2011 - 15:03

    Ma è logico se gli italiani sono asini è meglio così si possono sottomettere alla volontà dell'ocse e del mondo. leggendo varie riviste di economia ho notato che molti si lamentano che ci sono ancora i vecchi a gestire le aziende e parlo degli ottantenni settantenni e sapete perché vanno ancora a gonfie e vele queste aziende perché ci sono persone che dal nulla hanno creato ricchezza per se e per gli altri partendo da zero senza l'ausilio della Politica, avevano il sogno Italiano quello di dimostrare che potevano farcela anche senza niente e in piena crisi del dopoguerra. Ora perché le maggior parte delle aziende odierne vanno male? Sono gestite da asini o meglio persone che lavorano per status e non per passione.Perciò non mi meraviglio che una mercegaglia sbaglia in continuazione. Solo con una scuola del merito riusciremo a dare lavoro perché i secchioni sono sempre quelli che gestiscono al meglio hanno solo un limite non hanno creatività. battiamo lacrisi impariamodai70enni

    Report

    Rispondi

  • maxdavado

    28 Luglio 2011 - 12:12

    Se passano queste affermazioni del 6 politico dell'OCSE,in futuro avremo paura di entrare in un ospedale per farci curare visto la facilità con cui si otterrebbe una laurea in medicina,avremo paura di entrare in un nuovo appartamento,passare,su un nuovo viadotto autostradale,col rischio di crollo perchè le lauree in ingegneria sono state date col 6 poltico.Io credo che chi è portato per lo studio se merita deve essere incentivato e aiutato,chi è portato più per la manualità e non per lo studio ,non deve essere aiutato col 6 politico,perchè in questo modo ci troveremmo a non avere più dei bravi operai perchè il 6 politico li ha aiutati a laurearsi,e dei cattivi laureati che forse sarebbero stati dei bravi operai

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog