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Sisma a L' Aquila, nove indagati per ricostruzione Questura

Procura invia avvisi di garazia per presunte irregolarità negli appalti: sotto la lente i costi dei lavori passati dai 3 ai 18 milioni

Sisma a L' Aquila, nove indagati  per ricostruzione Questura
Nove avvisi di garanzia per reato di abuso d'ufficio sono state emessi dalla Procura aquilana per presunte irregolarità, nell'ambito  dei lavori di ricostruzione della questura del capoluogo abruzzese. Il post terremoto dell'Aquila fa ancora parlare di sé e ancora una volta nell'ambito giudiziario. Sotto accusa, tecnici e dirigenti del provveditorato interregionale alle Opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna, cui era stata affidata la competenza per la ristrutturazione dell'immobile,  e poi esponenti del comitato tecnico amministrativo misto infine una ditta romana. Ad attirare l'attenzione della Gdf  l' innalzamento del costo dei lavori per la Questura, passato da 3 a 18 milioni.

La ricostruzione della Questura
- In un primo momento, per via dell'urgenza il provveditorato aveva affidato i lavori di ricostruzione della Questura del capoluogo abruzzese alla ditta Inteco Spa.  Quando però, poi, la Corte dei conti ha sollevato obiezioni in merito, è stata indetta una nuova gara d’appalto, vinta dall’Associazione temporanea d’impresa (Ati) Nidaco-Califel. A questo punto, l'innalzamento dei costi che in avvio sarebbero stati stimati per circa 3 milioni di euro per poi salire fino a circa 18. Secondo il provveditorato ciò si spiega col fatto che durante i lavori si era scoperto che i danni erano molto più gravi. Di qui, le indagini della Guardia di finanza del capoluogo.

L'avviso di garanzia - 
Nel registro degli indagati figurano Giuliano Genitti, Lorenzo De Feo, ingegneri, Carlo Clementi, dirigente, attualmente in servizio nel capoluogo; Giovanni Guglielmi, ex provveditore. Ad essi si aggiunono altri quattro nomi del comitato tecnico amministrativo, tutti provenienti da Roma; infine, il rappresentante legale della ditta Inteco Spa, che aveva ricevuto inizialmente l'affidamento diretto dei lavori, ritirato dopo che la Corte dei Conti ha sollevato delle obiezioni.

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Commenti all'articolo

  • liberal1

    28 Luglio 2011 - 15:03

    Adesso avete capito si o no? Ancora non hanno capito Berlusconi ha gestito il tutto perché sapeva che ancora oggi gli Aquilani sarebbero ancora nelle tendopoli a morire di freddo e caldo grazie a chi amministra e gestisce. Il Grande Silvio ha dimostrato le palle quelle del vero statista ha preso il toro per le corna e ha messo in condizioni di dare un tetto ai cittadini dell'Aquila ha parte qualche marpione che voleva farci la cresta e qualche cog... che gli ha dato retta la gente che ha una casa ancora lo ringrazia perché non dorme in tenda o container con l'aria condizionata come dicono quelli del PD.

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  • raucher

    28 Luglio 2011 - 15:03

    non si possa alzare un capello senza che arrivi invariabilmente qualche avviso di garanzia? I casi sono 2 : o gli italiani sono tutti ladri ( e allora hanno la classe politica che meritano) , oppure qualcuno esagera per , chiamiamolo così, eccesso di zelo ,bloccando , di fatto, qualsiasi opera . Non per nulla i lavori vengono terminati in tempi biblici o lasciati incompleti.

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  • blues188

    28 Luglio 2011 - 13:01

    'Ce dovete dà, ce dovete fà', ma poi brigano per fottert i soldi i quantità. Tutto è buon per guadagnare senza lavorare

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