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Rea, capelli di donna su corpo Procura insiste su marito

Giallo Melania: per la difesa la prova che l'assassino non è un uomo. Ma l' accusa conferma le accuse a Salvatore / DELL'ORTO

Rea, capelli di donna su corpo Procura insiste su marito
Tecnicamente, le chiamano “forme pelifere”. Tradotto, sono dei capelli, capelli cui si sta aggrappando - per andare all’attacco in contropiede - la difesa di Salvatore Parolisi. Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, avvocati del caporalmaggiore dell’esercito accusato di aver ucciso con 35 coltellate la moglie Melania Rea  il 18 aprile scorso nella pineta di Ripe di Civitella, sulle colline appenniniche del Teramano, sostengono che ci si potrebbe trovare di fronte a una novità importante. «Il nostro consulente ci ha segnalato la presenza di capelli diversi da quelli della vittima sulle parti scoperte del suo corpo», spiegano, «si tratta di capelli omogenei, della lunghezza di circa 20 centimetri e dello stesso colore, ma diversi e molto più corti di quelli di Melania».
Non solo. Gli avvocati aggiungono un elemento in più. «Agli atti della perizia, oltre ai capelli di Melania risultano altri reperti indicati come “formazioni pilifere”, in cui non è specificato a chi appartengano. Se quei capelli fossero stati di Melania lo avrebbero indicato così come hanno fatto per gli altri reperti. Ci chiediamo perché di questi reperti non ce ne sia traccia nella misura cautelare e ci incuriosisce il fatto che il pm non ne parli. Se quei capelli non sono di Melania»,  spiegano sempre i legali, «potrebbero essere collegati all’aggressione, e potrebbe esserci un collegamento con il Dna femminile trovato sotto l’unghia di Melania. Questa inchiesta, oltre che fragile, comincia a fare acqua da tutte le parti».
Già, un duro attacco alla procura di Teramo che arriva dopo l’ultima, nuova accusa: i pm Greta Aloisi e Davide Rosati, oltre ad accogliere in pieno la ricostruzione del delitto dei loro colleghi di Ascoli (i quali hanno replicato alla prima mossa della difesa, la foto scattata da un ragazzo il giorno dell’omicidio sul pianoro di Colle San Marco che secondo i legali proverebbe la presenza di Parolisi in quel posto all’ora del delitto e non nella pineta di Ripe di Civitella, dove Melania è stata uccisa: «Quell’immagine l’abbiamo osservata attentamente e io resto dell’idea che sia impossibile identificare la macchina di Parolisi in quell’ombra scura», ha precisato uno dei pm), contestano a Parolisi una nuova aggravante: la minorata difesa. Melania, cioè, si era abbassata volontariamente i pantaloni sotto le ginocchia e, così scrivono i magistrati, «la vittima era in condizioni di tranquillità, non si sentiva minacciata, né cercava di sfuggire a qualcuno che aveva identificato come un possibile aggressore».
Tra oggi e domani, nel frattempo, dovrebbe essere depositata la decisione del gip, Giovanni Cirillo, sulla richiesta di un nuovo arresto presentata dal pool di magistrati teramani nei confronti di Salvatore Parolisi.

di Alessandro Dell'Orto

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Commenti all'articolo

  • jerico

    02 Agosto 2011 - 17:05

    e poi si è allontanato. E se non fosse morta ? Allora lui, dopo un pò ,ritorna per ''finirla'' definitivamente. Che ci sia di mezzo una donna o meno, non ha nessuna importanza, la realtà è questo omicidio premeditato :'' In una settimana risolverò tutto'' , le parole di Parolisi a Ludovica, la quale è corresponsabile indiretta .

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  • prt

    02 Agosto 2011 - 17:05

    E' chiaro che i capelli di donna, come la siringa, e lo fregio fanno parte del depistaggio dell' assassino.....quel verme....!!!...VERME!!!!!!!

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  • jerico

    02 Agosto 2011 - 17:05

    E' comprensibile che i legali di Parolisi facciano di tutto per salvarlo, ma se è stato lui l'autore di questo omicidio, la sua posizione si aggrava ,perchè di fatto significa che c'è la premeditazione, e se non è lui l'autore materiale , chi se non una delle soldatesse (per il fatto che hanno trovato capelli di donna) sue allieve è il maggiore indiziato ? Gli ostacoli posti dai legali di Parolisi, sono un tentativo di depistaggio ,con lo scopo di installare dubbi al caso,ma quest'ultimo non è poi molto difficile da sbrogliare. Diciamo che le cose possono essere andate così : Parolisi ha teso un agguato alla moglie,facendole capire di una possibile riappacificazione(tracce di DNA di Parolisi,trovate addosso alla moglie); La moglie gli ha rinfacciato le continue scappatelle, in segno di spregio ,lei si è tolto l'anello gettandolo per terra, al chè lui ha perso la testa ed ha iniziato ad accoltellarla, quando ha visto che non dava segni di vita ,le ha abbassato gli indumenti intimi

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  • devilmuriel

    02 Agosto 2011 - 11:11

    smettela di andare a trovare l' innocenza di quel boia.....non potra' mai diventare una vittima perche' tutto quello che di nuovo si trova nell'indagini nn dimentichiamo che e' stato tutto fatto e studiato per depistare....capelli di donna...sperma sull' unghia...Parolisi ma quante volte sei tornato a infierire contro tua moglie per farla franca e rimanere pure con una buona posizione sociale da poter fare il vedovo allegrooo??? povero verme e per le dementi che ti scrivono in carcere credimi che sono povere frustrate e finte felici...donne di merda che potranno andar bene per te nell'inferno.....mi auguro che il tuo calvario duri fino alla fine dei tuoi giorni...sporco...indegno....

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