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Marchionne, spallata al Cav "Serve leader più credibile"

L'ad Fiat: "Sto con Napolitano, all'estero qualcuno sarebbe stato costretto a dimettersi". Poi l'annuncio: "Nel 2016 lascio tutto"

Marchionne, spallata al Cav "Serve leader più credibile"
Sergio Marchionne lascia la Fiat e scende in campo. Un po' esagerato, forse prematuro, ma di certo le parole spese oggi dall'amministratore delegato del Lingotto sono forti, fortissime. Tanto da venire riprese a mo' d'esempio da quel volpone di Tonino Di Pietro. "Sto con Giorgio Napolitano: è arrivato il momento della coesione. Non ci possiamo più permettere questa confusione. E' necessario avere una leadership più forte che ridia credibilità al Paese". Una mezza spallata a Silvio Berlusconi, poche ore prima l'esame di Camera e Senato. "Abbiamo un grande problema di credibilità del Paese. Serve una leadership in grado di recuperale la coesione. Sono d'accordo con il Capo dello Stato. Ovviamente non tocca a me fare nomi, non è il mio mestiere. Ma il mondo non capisce la nostra confusione, non capisce cosa accade in Italia e tutto ciò ci danneggia moltissimo. C'è chi ha compiuto anche scorrettezze nella sua vita quotidiana. In altri paesi sarebbe stato costretto a dimettersi immediatamente. Invece da noi non succede nulla". Quindi una ricetta che pare una autocandidatura:  "Serve una leadership impegnata nel fare, nel risolvere i problemi in modo credibile. Poi la gente non è fessa, farà la sua parte e la seguirà...". In serata, Marchionne ha smentito ufficialmente ogni riferimento a Berlusconi. Una rettifica che non convince.

Addio nel 2016. O no? - Dal Michigan, per la conferenza organizzata dal Center for Automotive Research, Marchionne non può non parlare però di Fiat e Chrysler. Tra i temi toccati, la differenza dei sindacati tra America e Italia:
"Qua ci sono sette sindacati e nessuno di loro è realmente rappresentativo. Se vogliamo un futuro dobbiamo lavorare assieme per il successo comune". E sull'eventuale fuoriuscita di Fiat da Confindustria: "Aspetto solo la decisione del Tribunale di Torino per tornare alla carica. Fiat ha bisogno della certezza del diritto, non possiamo vivere nell'incertezza". Infine, un annuncio poi definito "battuta scherzosa": "Lascero Fiat e Chrysler entro il 2016". L'erede? "Ho sempre creduto che il mio successore debba venire dall'interno".



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Commenti all'articolo

  • swiller

    06 Agosto 2011 - 08:08

    Serve un leader che dia soldi alla fiat.

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  • campcl

    05 Agosto 2011 - 18:06

    Sì, l'unica cosa è che marchionne fa parte della "casta" massonica di Bildeberg (anche se è un piccolissimo junior dei Rockfeller), Berlusconi no!! Berlusca è il meglio dei peggio!! Ricordatevelo!!

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  • imahfu

    05 Agosto 2011 - 13:01

    All'estero; e in Italia al 70%. Direi che Marchionne é stato troppo b uono; la stampa estera é piu' cattiva ma sincera.

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  • aifide

    04 Agosto 2011 - 19:07

    è quello dei lavori forzati al quale dovrebbe essere condannato per aver costretto i lavoratori a rinunciare alla propria dignità in cambio di un posto di lavoro! Individui come questo non dovrebbero figurare tra i cittadini italiani. Vada negli USA e ci rimanga.

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