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Omicidio Rea, Salvatore muto ancora una volta davanti a gip

Il caporalmaggiore, accusato dell'omicidio di Melania, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip

Omicidio Rea, Salvatore muto ancora una volta davanti a gip
Per la seconda volta davanti al gip, Salvatore Parolisi si è avvalso della facoltà di non rispondere. E così è durato poco meno di mezz'ora l'interrogatorio di garanzia dinanzi a Giovanni Cirillo, che aggiunge alle motivazioni alla base della custodia cautelare il pericolo di reiterazione del reato.  Si fa sempre più traballante, quindi, la posizione del caporalmaggiore, cui vengono contestati i reati di omicidio volontario aggravato dal legame di parentela, dalla minorata difesa, da vilipendio e deturpamento di cadavere. 

L'interrogatorio - Il caporalmaggiore, unico indagato per l'omicidio della moglie Melania Rea, continua a trincerarsi nel mutismo, affidando alla sola difesa il compito di tirarlo fuori dal pantano in cui è scivolato. Non è la prima volta che Salvatore cuce la bocca: lo aveva già fatto con il giudice del Tribunale di Ascoli, prima che il caso venisse trasferito alla Procura di Teramo per competenza territoriale, e lo aveva già annunciato attraverso i suoi legali. Un comportamento questo che non fa che allargare il raggio dei riflettori puntati su di lui, marito bugiardo e fedifrago, uomo dalla doppia vita e perno delle indagini. 

Rischio reiterazione del reato -
Per il giudice delle indagini preliminari di Teramo, Giovanni Cirillo, c'è il pericolo di reiterazione del reato da parte di Salvatore. E' l'ultimo, in ordine di tempo, elemento che va ad aggiungersi al mosaico dei presupposti su cui il giudice ha basato la misura cautelare della custodia in carcere del caporalmaggiore, rinchiuso in cella dal 19 luglio. "Non vi è dubbio - scrive Cirillo nell’ordinanza - che è in atto una situazione potenzialmente e concretamente pericolosa, dove taluno - anche tra i familiari e gli amici di Carmela Rea e proprio in relazione alla morte di costei - si dovesse porre in contrasto con l’indagato, così creando i presupposti per nuovi fatti di sangue".

Il movente - La procura di Teramo ravvisa il movente dell’omicidio nell' "impellente esigenza di risolvere l'insostenibile conflitto creatosi tra le due vite parallele (quella con Melania e Ludovica, ndr) che avrebbe generato un corto circuito che lo avrebbe indotto a sopprimere fisicamente la propria consorte". Per il giudice, gli indizi di colpevolezza su Salvatore Parolisi ci sono tutti.


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