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Cosima e Sabrina cella insieme Giallo sull'ok della magistratura

L'amministrazione penitenziaria: "Per sovraffollamento". Il legale della Misseri smentisce: "Venute meno ragioni ostative"

Cosima e Sabrina cella insieme Giallo sull'ok della magistratura
Alla fine madre e figlia tornano insieme e ora saranno ancor più inseparabili di prima. Possono stare nella stessa cella Cosima Serrano e Sabrina Misseri, entrambe detenute nel carcere di Taranto, nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Sarah Scazzi. Sono venute meno alcune ragioni ostative e quindi l'amministrazione penitenziaria ha chiesto a madre e figlia se volevano essere sistemate nella stessa cella. Le due donne già da diversi giorni, nelle ore di socializzazione all'interno del carcere, avevano avuto modo di trascorrere del tempo insieme. Dal carcere di Taranto spiegano invece che la decisione è stata presa per motivi di sovraffollamento, previo via libera della magistratura. Ma il legale di sabrina smentisce: "La mia assistita me lo ha comunicato l'altro ieri - dice l'avvocato Nicola Marseglia - e quindi la nuova sistemazione dovrebbe essere già operativa. Non si tratta di problemi di sovraffollamento", precisa. Le due donne, insieme con altri 11 imputati, compariranno il prossimo 29 agosto davanti al gup del tribunale, Pompeo Carriere, per l'udienza preliminare.

Confusione sulla motivazione - Attualmente il carcere di Taranto ospita circa 650 detenuti, nonostante sia stato costruito per una capienza di 250 reclusi. Inoltre nelle ultime ore, la sezione femminile ha visto l'arrivo di alcune recluse da Pozzuoli e ora conta 38 detenute. Per questo la cella comune per le due donne sembrava la logica conseguenza di un sovraffollamento del carcere. In realtà secondo l'avvocato di Sabrina, le ragioni della scelta sono tutt'altre anche perchè dice Marseglia: "Anche prima le due donne erano in cella doppia".

Incidente probatorio - È stata accolta la richiesta di incidente probatorio presentata alla Procura della repubblica di Taranto dagli avvocati di Sabrina Misseri, Franco Coppi e Nicola Marseglia, relativa al test del Dna sulla macchia di sangue trovata nella Opel Astra station wagon di Cosima Serrano, la madre della giovane di Avetrana. Oggi era previsto nel laboratorio dei carabinieri del Ris di Roma l'accertamento tecnico non ripetibile ma i due legali avevano presentato riserva. La comparazione tra quella macchia di sangue e il dna riguarda Sabrina, Cosima, Michele Misseri, (rispettivamente padre e marito delle prime due) e poi il fratello di quest'ultimo Carmine Misseri e il nipote Cosimo Cosma. La richiesta ha imposto ai pm della Procura la sospensione della procedura. A questo punto gli atti tornano dal giudice dell'udienza preliminare Pompeo Carriere.

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Commenti all'articolo

  • roda41

    08 Agosto 2011 - 10:10

    Ma queste due non possono mettersi peggio d'accordo su che dire che fare.Ora si consolano pure insieme,le due assassine e la mamma di Sarah,chi la consola? Le VITTIME?? VITTIME DUE VOLTE!

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