Cerca

Manette I pm usano il metodo Travaglio Adesso vogliono in galera Moody's e S&P's

La soluzione alla tempesta finanziaria? Arrestare le agenzie di rating. A Trani l'accusatore di Berlusconi è in prima fila

Manette I pm usano il metodo Travaglio Adesso vogliono in galera Moody's e S&P's
Raccontano che Barack Obama fosse davvero furioso con i vertici dell’agenzia di rating Standard & Poor’s che ieri per la prima volta nella storia hanno declassato il debito americano, dando così una nuova terribile scossa ai mercati finanziari che da lunedì torneranno a ballare.
La rabbia americana, evidente nelle parole del ministro del Tesoro che accusa S&P di avere sbagliato di 2 mila miliardi di dollari l’analisi, sarebbe stata più contenuta se avesse avuto il tempo di varcare gli oceani la notizia che viene da un piccolo paese in quel di Puglia: Trani. Il vendicatore di Obama, il fustigatore delle agenzie di rating, pronto a mettere in riga la speculazione e a imbrigliare i mercati finanziari, c’è già. È un pubblico ministero di Trani, Michele Ruggiero, ben noto e assai coccolato dalla redazione e dai lettori del Fatto Quotidiano. Fu lui a incastrare Silvio Berlusconi mentre si lamentava al telefono di Michele Santoro con un commissario dell’Agcom, Giancarlo Innocenzi. Fu lui a inchiodare alle sue responsabilità il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, pizzicato al telefono mentre si sfogava niente meno che con il portavoce di palazzo Chigi, Paolo Bonaiuti, dando prova così di informazione di regime. Risolto con quell’inchiesta poi spezzata in più tronconi a pioggia (purtroppo Trani ha competenze territoriali limitate) il problema dell’informazione in Italia, il pm Ruggiero come fosse uno dei Vendicators (i supereroi Marvel) ha deciso che era tempo di occuparsi delle turbolenze sui mercati finanziari. Ha notato che i mercati vanno in ebollizione quando le agenzie di rating internazionali annunciano provvedimenti o anche solo la possibilità di prenderli (i cosiddetti “outlook” negativi). Secondo Ruggiero si tratta di possibile aggiottaggio, e mettendo insieme un po’ di comunicati di Moody’s, S&P e Fitch con gli andamenti dei mercati finanziari nazionali e internazionali di quei giorni, ha deciso che la grande crisi del 2011 andava affrontata con la più classica delle soluzioni italiane: la via giudiziaria.
Ruggiero ha prima iscritto nel registro degli indagati i vertici di Moody’s, poi ha acceso un faro anche su quelli di Standard & Poor’s. Sotto accusa sono al momento tre analisti di quest’ultima e uno di Moody’s, oltre i responsabili legali in Italia di entrambe le agenzie. I reati ipotizzati sono appunto aggiotaggio, insider trading e manipolazione del mercato. Nell’ultima settimana di luglio la procura di Trani ha mandato in Consob la Guardia di Finanza per ottenere copia di tutti gli atti che riguardano le due agenzie di rating (la terza, Fitch, per il momento è solo sotto osservazione). Lo stesso magistrato che conduce l’indagine ha avuto un incontro con i vertici della Consob, e per fare capire a tutti che non si trattava di una indagine fra le tante, ha chiamato a Trani come persone informate dei fatti l’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti e il Governatore uscente della Banca d’Italia (e prossimo governatore della Bce), Mario Draghi.
Un’inchiesta a cinque stelle, talmente globale che non è il caso di stare lì a discettare sulla competenza territoriale o meno della procura di Trani. D’altra parte l’idea di fondo fa impazzire Marco Travaglio con i suoi fan, Antonio Di Pietro e perfino il neo-giustizialista di sinistra Pier Luigi Bersani: cosa si può fare di fronte alla crisi finanziaria che sta scuotendo i mercati di tutto il mondo? Semplice: arrestarla. E il modo più rapido per risolvere problemi di questo tipo è mettere le manette alla crisi in fretta e furia, senza nemmeno bisogno di lunghi passaggi di autorizzazioni a procedere parlamentari.
In effetti se Trani ha il boccone più appetitoso, quello sulle agenzie di trading, sulla speculazione già altre due procure hanno aperto un fascicolo al momento contro ignoti: Roma e Milano, perché nessuno possa restare tagliato fuori dall’inchiesta mondiale dell’anno. Manette alla crisi, e fossimo in Silvio Berlusconi incroceremmo le dita, perché  quando inizia così sotto gli auspici di Fatti quotidiani, Di Pietri e Bersani, prima o poi sul banco degli imputati ci finisce di sicuro il premier. Anzi, stupisce già che la sinistra italiana non si sia già giocata questa carta internazionale di eccezione. Magari inviando a Washington dall’amico Barack Obama il sempre verde Walter Veltroni, ad annunciare che grazie a una brillante operazione di polizia giudiziaria l’Italia sta per arrestare la crisi e il debito Usa può vivere sonni tranquilli.

di Franco Bechis

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • rox29

    09 Agosto 2011 - 10:10

    chi è stato per caso a lasciare il massimo rating a Lehman brothers quando questa ha innescato la crisi mondiale ? Travaglio non è mica nato ieri!

    Report

    Rispondi

  • capitanuncino

    09 Agosto 2011 - 06:06

    Servono a qualcosa?Tutte le volte che queste agenzie ci mettono il becco nel dire la loro scoppiano ca****ni.Pare che siano state istituite ad arte per fare precipitare i listini di mezzo mondo.E da chi sono composte,da che elementi sono guidate?Mi pare che ad una delle tante qualificate agenzie si siano rivelati d'oro i consigli di un certo Professore a provocare la svendita del Nuovo Pignone e di un'altre grosse società pubbliche..Se poi ci si mette anche l'intellighenzia di certi personaggi che bazzicano attorno a certa sinistra dovremo andare ad impegnare i nostri poveri glutei al Monte di Pietà...Sempre che li accettino ancora.Speriamo bene.

    Report

    Rispondi

  • emmanuel58

    08 Agosto 2011 - 10:10

    ...non merita molto questa notizia e l'arguto commento di Becchis. In ogni caso il problema delle agenzie di rating è serio e forse grave; chi le governa? perché sono lì? per curare gli interessi di chi? Non che le loro analisi siano così peregrine, anzi sono precise sotto la luce dell'ipercapitalismo e anche dettate da serietà professionale; ma rimane il fatto della loro scarsa efficacia in positivo, cioè della loro influenza sui mercati. In questo periodo diciamo ventennale hanno non poco influenzato i listini, ma quasi sempre al ribasso. E in ogni caso non hanno adeguatamente previsto le bolle finanziarie americane (i mutui e i titoli derivati). Ciò che è più grave invece è il loro 'accanimento' verso economie deboli (fra le quali l'Italia), qualcuno sostiene: a vantaggio degli USA contro l'Europa, ma solo nelle intenzioni, in quanto gli USA sono l'economia più debole (è un fatto) tra le potenze economiche.

    Report

    Rispondi

  • emigratoinfelix

    08 Agosto 2011 - 09:09

    ...bisogna veramente riflettere.Sono stato sempre acerrimo censore e critico di molte,troppe iniziative palesemente strumentali di tante procure;di piu',non tollero la loro arroganza ed impunita' assoluta.ma se per una volta dovesse sul serio valere il principio manicheo della cosiddetta obbligatorieta' dell'azione penale,beh questo mi sembra il caso classico per applicarla.Questi soloni delle agenzie di rating,che con un comunicato distruggono intere economie,chi li paga'a quali interessi,palesi ed occulti rispondono?con quali criteri scientifici emettono i loro verdetti?sono gli stessi que davano rating eccellenti a cirio,parmalat,a lehman brothers,a tanti altri bidoni rifilati agli investitori specialmente i piccoli.se adesso un PM volesse far chiarezza invece di pensare a puttane e puttanate,se per una volta le intercettazioni fiume potessero servire a qualcosa di diverso che a tentare di far cadere questo governo,beh,benvenuto sia.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog