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Pisapia, cento luoghi di culto: tanti saluti alla sicurezza

Il dialogo suicida del sindaco di Milano con la comunità musulmana. Tra i progetti della giunta c'è anche la Mecca meneghina

Pisapia, cento luoghi di culto: tanti saluti alla sicurezza
D’accordo, viale Jenner non è Ground Zero e mica bisognava aspettare tre anni di tormentosi dibattiti, angosciosi rinvii  e furbettosi rimpalli per poi decidere che la moschea non si farà. Né piccola, né extra large, neanche media e neppure small. Ci sarà invece la “moschea diffusa”, cioè tanti piccoli centri per ogni quartiere della città. Peggio che andare di notte, anzi per ramadam. Lo hanno deciso i rappresentanti degli islamici meneghini e la vice di Pisapia,  Maria Grazia Guida, la  gonnella di don Colmegna nella giunta rosso-arancione.

Allah è grande, ma a Milano i musulmani che lo pregano sono davvero pochini. I  fedeli islamici praticanti nei luoghi di culto sono soltanto il 3 per cento, poco meno di 3000 sui 100.000 presenti in città. Gli altri, cioè il 97 per cento, se pregano, lo fanno in privato, nel chiuso delle loro case. Dunque, se così stanno i numeri, si dovrebbe pensare che bene ha fatto la giunta a moltiplicare muezzin e minareti. Non è così. C’è, tanto per cominciare, un problema economico: quanto costerà a Palazzo Marino, cioè ai milanesi,  ristrutturare e sistemare quei 166 luoghi di culto riservati a una minoranza? Ma esiste, soprattutto, un problema di sicurezza.

Con  le cento moschee, sarà impossibile il controllo, a partire dai sermoni degli imam, che le indagini della Digos hanno sovente smascherato come guerreschi incitamenti alla jihad. Si potrebbe certamente obbligarli a predicare  in italiano ma anche così resterebbe la difficoltà di presidiare e monitorare tutti i centri di preghiera. Ci andranno a turno i vigili urbani magari accompagnati dagli assessori di Pisapia? Ma via,  il diritto alla libertà di culto per i  musulmani è giusto e sacrosanto, ma mica a scapito della sicurezza dei milanesi. Dunque, meglio per tutti una sola moschea.   Una soluzione ragionevole: è forse per questo che gli arancioni non la capiscono.

di Luigi Santambrogio

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Commenti all'articolo

  • trabatello

    05 Aprile 2014 - 18:06

    Pisapia, dimissioni subito

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  • pallinapinca

    11 Ottobre 2011 - 10:10

    Gentili scrittori e commentatori condivido tutto ciò che scrivete e come voi sono terrorizzata dal Pisapippa perchè siamo solo agli inizi. Facciamo qualchecosa per mandarlo via, ci sarà pure un mezzo democratico e legale. Che ne so scriviamo da qulache parte che se ne deve andare e anche subito. Magari quelli bravi in informatica possono creare un qualchecosa sulla rete che raccolga le volontà di noi poveri milanesi di disfarci subito di questo soggetto. Facciamo qualcosa di reale, non limitiamoci ai soli commenti che sono sì uno sfogo ma che temo non ci portino molto lontano. Qualcuno ci aiuti.

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  • ALESSIA81

    22 Settembre 2011 - 09:09

    Un vecchio proverbio dice: chi è causa del suo mal pianga se stesso... Questi sono i frutti della politica "Basta che sia contro Berlusconi e allora votiamo chiunque"; spero che i milanesi che hanno votato Pisapia aprano gli occhi; ma cosa pensavano avrebbe fatto di diverso da quello che sta facendo ora????? Quando vieterà di festeggiare il Natale nelle scuole perchè può essere offensivo, o vietare nelle mense la carne di maiale o bandire " Oh mia bella Madonnina" perchè troppo cristiano e poco equo-solidale-multiculturale..... Cari milanesi, meditate.....

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  • Tiger75

    13 Agosto 2011 - 17:05

    Presto i versi extracomunitari saranno i Milanesi....... Ad alcuni commenti sopra riportati: La legge NON e' uguale per tutti. Che cosa fa la corte costituzionale quando si viola la costituzione come vuole fare Pisapia ?

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