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Al tavolo con le parti sociali il ceto medio è indifeso

Mercoledì l'incontro con la galassia di sigle: c'è spazio per tutti, ma non per chi difende i dipendenti privati e i 'super-ricchi' che hanno una casa di proprietà. Nel mirino anche le pensioni: stretta sì, ma soltanto se la Casta taglia i suoi privilegi

Al tavolo con le parti sociali il ceto medio è indifeso
Mercoledì, il momento del secondo round. Il governo (anche Silvio Berlusconi, alla fine, ci sarà) tornerà al tavolo con le parti sociali. Con una miriade di parti sociali. Nell'incontro dello scorso 4 agosto, giura chi era nella sala Verde di Palazzo Chigi, non c'era più lo spazio nemmeno per uno spillo tanto la stanza era affollata. C'era posto un po' per tutti, e la gravità del momento, ci mancherebbe, richiedeva (e richiede) la massima partecipazione. Oltre ai ministri e al premier avevano trovato un posticino al tavolo i sindacati, ovviamente Confindustria, i banchieri, gli artigiani, le coop, Cna, Confcommercio e le sigle più influenti che vanno a comporre la galassia delle forze del Paese. In verità c'era una sedia e un cartellino anche per organizzazioni che, con tutto il rispetto, risultano sconosciute ai più (quali Confetra, Claai, Agci, Ciu, Cuq, Confedertecnica e altri vari esempi).

Chi difende il ceto medio? - Tutto corretto: il momento è buio. I mercati fanno paura e per 'rilassarli' l'esecutivo dovrà accelerare e stringere ulteriormente la cinghia avvolta attorno a una manovra che chiede un pizzico di lacrime e una vaschetta di sangue. Peccato però che al tavolo delle parti sociali ci fossero due categorie - due macrocategorie, in verità - che di rappresentanza non ne hanno trovata. E nemmeno ne troveranno mercoledì. Nessuno si è seduto nella stanza dei bottoni per difendere - primo - i dipendenti privati e - secondo - i 'ricconi' che si possono permettere una o addirittura due case. In estrema sintesi nessuno si è seduto al tavolo per difendere quel ceto medio che non può godere dello scudo, seppur esile, 'di categoria''. Facile, insomma, che a pagar dazio più degli altri sarà il ceto medio: i dipendenti privati e i 20 milioni di italiani che possiedono qualche mattone. Perché, per esempio, per Confedilizia non si è trovata una seggiola? Gli statali, al tavolo, saranno difesi dai sindacati; gli imprenditori da Confindustria; alle Pmi del Nord - sono settimane che lo fa capire con corretta ed encomiabile veemenza - ci penserà il Senatùr, Umberto Bossi. Al ceto medio nessuno.

Il pianto dei pensionati - Ci sono poi i pensionati. Inutile negare che al 'pianto' degli indifesi possano unirsi proprio loro, la categoria che più delle altre pare essere finita nel mirino della manovra. L'anticipo del pareggio di bilancio dal 2014 al 2013 è un obiettivo difficile e ambizioso. E' un'operazione complicata. Così sembra sempre più delineata la strada che prevede un - nuovo - intervento sulla previdenza. Le misure su cui si discute sono ormai note: abolizione, blocco o disincentivazione delle pensioni di anzianità; adeguamento dell'età pensionabile delle donne nel settore privato; un sforbiciata alle pensioni di reversibilità per i coniugi o per i figli; l'ulteriore anticipo - dal 2013 al 2012 - dell'agganciamento dell'età pensionabile alle speranze di vita.

E i tagli alla Casta? - Anche i pensionati rischiano forte. Sarà una magra consolazione, ma chi teme sul fronte della previdenza, al pluricitato tavolo delle parti sociali e alla stregua degli statali sarà difeso dai sindcati. Le sigle, giurano, accetterebbero una stretta sulle pensioni solo in cambio di tagli alla casta, ai costi della politica e alla burocrazia. Altra moneta di scambio potrebbe essere rappresentata dalla tassazione delle rendite, invisa allo spirito liberal di Silvio Berlusconi, oppure dalla tassazione dei grandi patrimoni - altrettanto odiata -, o anche da qualche sgravio fiscale. Staremo a vedere. Di sicuro, per ora, c'è il fatto che il Palazzo deve mettere da parte i suoi privilegi: sarebbe troppo grave non scucirsi nulla dal petto in un momento come questo. Di altrettanto sicuro, e più definitvo, c'è che mercoledì, al tavolo delle 17, ci saranno anche degli indifesi tout-court.

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Commenti all'articolo

  • pi.bo42

    04 Dicembre 2011 - 14:02

    La sua domanda prospetta già la risposta, ovviamente. Abbiamo da decenni governi vili e faciloni, che prendono, sempre e comunque, dai più deboli ed indifesi! Sorprendente il fatto che la Marcegaglia approvi una manovra (sempre se sarà quella ufficiosamente annunciata) che leverà ulteriore potere d'acquisto al ceto medio e medio-basso, le industrie a chi venderanno la loro produzione? Forse a quella minima percentuale di straricchi? Punteranno tutto sulla esportazione? O piuttosto a lei, che di quella percentuale fa parte, va più che bene così, per lei ed i suoi amici della grande industria è meglio scansare controlli e pene più severi sull'evasione fiscale e l'imposizione di tasse su certi loro enormi patrimoni e su certe operazioni speculative che danno margini colossali a bassissimo rischio! Stia pur certo che nulla sarà fatto per disincentivare certe operazioni al limite della legalità che levano ricchezza all'intera collettività per trasferirla su una ristrettissima minoranza.

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  • vin43

    10 Agosto 2011 - 10:10

    E’ indice di democrazia matura sedersi a un tavolo con tanti interlocutori. Speriamo che le manovre in atto e da attuare siano chiare a tutti e da tutti poter avere indicazioni o suggerimenti. Credo che il governo farà sue quelle che più sono pertinenti alla soluzione del caso. Occorre buona volontà per affrontare il problema. Quale occasione migliore è data alle parti sociali per esprimersi, conoscere e farsi conoscere? Questo dà vita al sistema Italia! Credo che chi sia assente, nel caso specifico la Confedilizia, non abbia da temere. Non credo che ne uscirebbe penalizzata, se lo spirito è d’imparzialità e solidarietà. Avrei da suggerire iniziative simile a quelle prospettate da altri commenti, ma ho fiducia nel senso pratico e civico dell’esecutivo. Di una cosa sono certo e cioè: E’ tutta l’Europa che sta avendo un momento di riflessione. Questo mi fa ben sperare. Auguri.

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  • imahfu

    10 Agosto 2011 - 09:09

    le parti sociali escluse da ogni parere (Bonanni e Angeletti imparino: non contano una cicca). UE e USA d'accordo nel commissariare l'Italia: obbedisci o fallisci. C' é già recessione, dove arriveremo? Ci si chiede: un capo di governo non sa di essere seduto sulla dinamite con quel debito pubblico. Perché allora non cominciare con un po' di austerità da diversi anni a questa parte? Perché pensare a opere faraoniche inutili tipo TAV e Ponte. Sulla TAV, Chirac disse che c'era da riesaminare il problema nel 2016. Il Ponte con i passaggi in diminuzione da 15 anni? Quando ogni anno occorre pagare piu' di 70 miliardi di interessi, non é il caso di sdebitarsi poco alla volta? Una politica fuori dal senso comune ci ha portato a questo punto. Sorbiamocelo ma poi chiediamo di cambiare i politici, in primis il Premier.

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  • zucchetto

    10 Agosto 2011 - 08:08

    Per reperire i venti miliardi occorrenti sono possibili due strade: una è toglierli a chi ne ha tantissimi, ma chi è economicamente potente ha i mezzi per difendersi e FARSI DIFENDERE, perciò la strada è in salita. Un'altra strada è toglierli ai lavoratori dipendenti e pensionati, che ne hanno POCHISSIMI, e per di più sono anche indifesi, e per abbondare ogni volta che hanno reclamato non li ha ascoltati nessuno. A parole fanno a gara a chi difende la classe debole, ma nei fatti si AUMENTANO IL LORO STIPENDIO. Detto questo indovinate quale strada percorrerà il governo? zucchetto

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