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Il ragazzo ucciso a bottigliate da un 17enne ecuadoregno

Sovico, Monza. 18enne perde la vita dopo un'aggressione. L'omicida confessa: "L'ho ucciso io, ma non ricordo altro"

Il ragazzo ucciso a bottigliate da un 17enne ecuadoregno
Lorenzo Cenzato, un ragazzo di 18 anni, è stato ucciso senza un perché a bottigliate in testa da un coetaneo. O meglio, una ragione forse ci sarà stata all'origine dell'aggressione, ma è coperta dal buio di una sbronza.  Tutto comicia a Sovico, in provincia di Monza Brianza, poco dopo le 15 di mercoledì. Un diciassettene rompe una bottiglia e taglia la carotide di un coetaneo con il coccio. I soccorritori hanno provato a rianimare Lorenzo  e a trasportarlo in ospedale ma è morto prima ancora di arrivare al pronto soccorso.

L'assassino - La ricerca del ragazzo ecuadoregno è stata breve: nel tardo pomeriggio i carabinieri di Monza lo hanno intercettato mentre vagava per la strada, visibilmente scosso e ubriaco. La conferma arriva dall'alcoltest. In caserma, il ragazzo non è in grado di spiegare cosa sia accaduto, il perché di quella furia omicida. Fuori, invece, ci sono gli amici di Lorenzo a gridare giustizia. Poi, il crollo: "Si, l'ho ucciso io, ma non ricordo altro". Il ragazzo è stato trasferito nella notte dalla caserma dei carabinieri di Biassono al carcere minorile Beccaria di Milano.

Le prime ricostruzioni - Il ragazzo era con un gruppo di amici in piazza Arturo Riva, di fronte al municipio quando si è avvicinato un ragazzo sudamericano a bordo di uno scooter. Il ragazzo sudamericano, 17 anni, ha confessato di aver litigato con l'amico e di averlo colpito una sola volta alla gola. Un colpo che è risultato letale: Lorenzo è morto in ospedale poco dopo. "Non mi devi rispondere così" è questa la frase che avrebbe scatenato la lite fra i due coetanei e che avrebbe portato il 17enne ad afferrare una bottiglia, a romperla e a colpire l'amico all'altezza del collo.  Poi è fuggito.

Chi era Lorenzo - Nato nel febbraio del 1993, Lorenzo Cenzato aveva da poco finito gli studi superiori e stava studiando per superare l'esame della patente di guida. L'anno prossimo avrebbe frequentato la facoltà di Agraria. Il papà di Lorenzo, Renato Cenzato non ha pace soprattutto perchè non sa ancora il motivo di quella tragica perdita, la peggiore per un padre: "siamo distrutti, non conosciamo ancora le dinamiche dell'accaduto, vogliamo sapere perché e aspettiamo notizie". Poi ricorda che Lorenzo è uscito di casa nel pomeriggio intorno alle 14, "ma non mi ha detto dove andava". Anche il sindaco di Sovico, Alfredo Colombo, ricorda con affetto il ragazzo, amico del figlio, "era un esuberante, giocava a basket, non ha mai dato problemi".


 

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Commenti all'articolo

  • monmar

    10 Agosto 2011 - 19:07

    Il fatto che il ragazzo sia sudamericano non aggiunge e non toglie nulla alla gravità dell'assassinio. Del resto, quello che ha ucciso il tassista per aver investito un cane era italianissimo. Il metterci anche Pisapia o Pisapippa, dimostra che non sei per nulla obiettivo. Se dicessimo invece che la violenza genera sempre e soltanto violenza?

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  • allerria

    10 Agosto 2011 - 17:05

    nel bel paese a farci conoscere della sua spendida cultura per la gioia di Pisciapia e compagni anche quelli che sbagliano come Penati lo Spennatore.

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