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30 anni dopo. Strage Bologna Indagati due estremisti rossi

L'inchiesta-bis si concentra sulla pista palestinese. I due nel mirino sono tedeschi legati al terrorista Carlos lo Sciacallo

30 anni dopo. Strage Bologna Indagati due estremisti rossi
Due terroristi tedeschi di estrema sinistra, Thomas Kram, 63 anni e Christa Margot Frohlich, 69 anni, sarebbero indagati nell’inchiesta-bis della Procura felsinea sulla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Nel più grave eccidio dell'Italia repubblicana persero la vita 85 persone ed altre 200 rimasero ferite. Entrambi gli indagati sarebbero legati al gruppo del terrorista internazionale Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos lo Sciacallo, oggi detenuto in Francia. Ne dà notizia il quotidiano Il Resto del Carlino.

La pista palestinese - Nessuna conferma nè smentita da parte della Procura di Bologna. Il procuratore aggiunto Massimiliano Serpi, reggente dell’ufficio in questo periodo, interpellato dai cronisti non ha voluto rilasciare alcun commento. Kram e Frohlich appartengono ad ambienti opposti rispetto al terrorismo nero di Valerio Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, che furono condannati in via definitiva per la strage di Bologna. L'inchiesta-bis della Procura felsinea ha preso in considerazione lo scenario della cosiddetta pista palestinese, secondo la quale la strage fu una vendetta del Fronte popolare per la liberazione della Palestina contro l’Italia, che aveva arrestato un suo dirigente. Per questo, sempre secondo questa ipotesi, i palestinesi decisero di servirsi del loro braccio armato, cioè, il gruppo di Carlos.

La ricostruzione - Kram, il 2 agosto 1980 era a Bologna all’hotel Centrale. E secondo alcuni testimoni - riferisce ancora Il Resto del Carlino - la Frohlich in quei giorni alloggiava all’hotel Jolly. La loro presenza in città e altri elementi raccolti dagli investigatori, avrebbe convinto gli inquirenti a indagare i due cittadini tedeschi. Questa indagine fu aperta in seguito alle risultanze della Commissione parlamentare Mitrokhin. Al centro degli accertamenti - avviati dall’ex procuratore capo di Bologna Enrico Di Nicola e dal pm Paolo Giovagnoli e dall’inizio del 2009 passati al pm Enrico Cieri - c'è proprio Thomas Kram, l’esperto di esplosivi appartenente alla cellula terroristica Revolutionaere Zellen. Sulla scia degli atti prodotti dalla Commissione Mitrokhin l'indagine ha percorso appunto la pista del terrorismo palestinese. Secondo la ricostruzione della Commissione, nel periodo precedente alla strage di Bologna, vi era tensione tra l'Fplp e l’Italia per l’arresto del suo rappresentante nel nostro paese, Abu Anzeh Saleh.

La soddisfazione di Raisi - "Prendo atto che i documenti che depositai in Procura (frutto delle risultanze della commissione parlamentare Mitrokhin, ndr) hanno una loro attendibilità e credibilità". Il parlamentare bolognese di Futuro e Libertà, Enzo Raisi, ha commentato con soddisfazione la notizia dell'iscrizione dei due tedeschi nel registro degli indagati. Raisi, che fu componente della commissione Mitrokhin, al termine dei lavoro consegnò diverse carte al pool di Bologna. Dei documenti che, come lui stesso spiegò, provenivano dalle procure di diversi Stati europei, come Francia, Bulgaria, Ungheria e Germania, e dai quali fu tratto lo spunto per avviare la cosiddetta inchiesta-bis sulla pista palestinese. "Sono molto cauto - ha proseguito Raisi dopo - ma per lo meno sono stato ritenuto credibile. Ora vediamo cosa accade".

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Commenti all'articolo

  • rocc

    21 Agosto 2011 - 11:11

    c'è ancora la lapide alla stazione di Bologna che accusa i fascisti della strage? credo di si, e che rimarrà anche se la verità è ben diversa

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  • federossa

    20 Agosto 2011 - 15:03

    Sarebbe la più grande beffa che la sinistra bolognese e i cattocomunisti emiliani.

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  • Bobirons

    20 Agosto 2011 - 11:11

    Nel '74, anno dell'attentato all' Italicus, dopo neppure un'ora dall'avvenimento circolavano per le colline emiliano/pistoiesi auto con altoparlante che informavano del vile attentato fascista. Perchè perdere tempo con indagini, polizia, magistrati ecc, se c'era chi sapeva chi era stato ? Non sarà mica come la storia del furto dal Cremlino dei risultati definitivi delle elezioni degli anni futuri. Così per Bologna, si doveva sapere che erano0 stati quei due strapanati della Mambro e del Fioravanti. Con due coglioncelli così, metterli nel sacco ed utilizzarli per offrire i demoni al pubblico era fin troppo facile. Parafrasando Mme Roland "verità quante menzogne si dicono in tuo nome" !

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  • honhil

    20 Agosto 2011 - 10:10

    Toh, la procura di Bologna, dopo 30 anni di indagini su uno degli atti terroristici più gravi avvenuti in Italia, si è impigliata in quello scampolo di verità che per tutti questi lunghissimi anni ha cercato di far marcire invano. Però, questa testarda negligenza, sembra abbia portato alla morte tanta altra gente. Di certo, sempre per quegli scampoli di verità non raccolti, l’avvocato Fragalà.

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