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Sorprese Ecco una piccola rivoluzione liberale. Negozi sempre aperti: qualcosa di destra c'è

Manovra, si potrà fare la spesa al supermercato anche di notte e andare dal parrucchiere al lunedì

Sorprese Ecco una piccola rivoluzione liberale. Negozi sempre aperti: qualcosa di destra c'è
Siamo consapevoli del rischio: inserire nella stessa frase le parole «manovra» e «liberale» è un ottimo modo per essere linciati dal lettore inferocito per l’aumento delle tasse. Ma vogliamo provare lo stesso: in questa manovra qualcosa di liberale c’è, vivaddio. Insieme alle troppe vessazioni si trova una piccola rivoluzione, a cui ieri il quotidiano ItaliaOggi ha dedicato l’apertura: i negozi potranno restare aperti tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24. Roba da trasformare l’Italia in un Paese civile, finalmente.

Benedetto sia l’articolo 6 comma 4, in base al quale per i commercianti non ci sarà «nessun limite di orario diurno o notturno domenicale o festivo». Poco meno di un mese fa fu concesso questo privilegio agli esercizi presenti nelle località turistiche, in modo da agevolare i visitatori e consentire maggiori incassi. Adesso ne potranno godere tutti gli esercenti. E immaginiamo che qualcuno pronto a sfruttare l’occasione si troverà in tempi brevi.

Il liberalismo si differenzia dalle ideologie messianiche perché non pretende di cambiare radicalmente il mondo, bensì mira a risolvere problemi concreti. Così si migliora l’esistenza degli individui. Pensate infatti a quanti problemi, piccoli forse, ma non insignificanti,  saranno risolti con questa modifica. Non vi è mai capitato, per esempio,  di svegliarvi nel cuore della notte con una fame micidiale, aprire la dispensa e il frigorifero e contastare che sono mostruosamente vuoti? Ecco, adesso si potranno evitare atti di antropofagia ai danni dei familiari: basterà scendere di casa, andare al supermercato “24h” più vicino e comprare un chilo e mezzo di mortadella tagliata spessa da divorare col pane.

Chi lavora fino a sera, poi,  avrà tutto il tempo di far la spesa senza rompersi l’osso del collo nel tentativo di arrivare al reparto ortofrutta - sfidando le massaie che menano fendenti con salami ben stagionati  e duri come la pietra - prima della tragica chiusura alle ore 19.30.  Ah, e che gioia se si potesse andare  dal parrucchiere alle dieci di sera o il lunedì (anche la chiusura obbligatoria infrasettimanale viene eliminata). Oppure comprare una camicia alle sei del mattino, giusto in tempo per arrivare  in ufficio...Insomma, una fettina di  paradiso. Un passo avanti verso la civiltà.

Si tratta di una decisione sinceramente liberale, che permette ai commercianti di lavorare quanto desiderano e quando lo desiderano, senza odiose limitazioni stabilite dal pubblico. E se c’è qualcosa in grado di aiutare il mercato e aumentare le possibilità di guadagno,  è la libera concorrenza. Vero, lo splendido comma presenta una controindicazione: nei negozi sarà permesso consumare quanto si è appena acquistato e ciò potrebbe penalizzare bar e ristoranti, i quali devono rispettare gli orari stabiliti dal sindaco della città in cui si trovano. Ma è soltanto una possibilità e comunque bisogna considerare che pub e pizzerie sono luoghi molto diversi dai supermercati, con altri problemi (a partire dagli eventuali schiamazzi dei clienti che possono infastidiscono i vicini). Ai primi cittadini il compito di decidere per il meglio, e di prestare un’occhio anche alla sicurezza: aprire a tarda notte può anche presentare dei rischi.

Per ora, tuttavia, ci accontentiamo di notare che qualcosa di positivo, fra tanti orrendi prelievi, in questa manovra c’è. Così come si trova l’abolizione di alcune restrizioni per l’attività di impresa su taxi, edicole e tabaccai.   A dire il vero un po’ di amaro in bocca resta: che un governo di destra faccia qualcosa di destra non dovrebbe essere una notizia, ma tant’è.

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • ggmax73

    22 Agosto 2011 - 09:09

    Anzichè pensare al capriccio di chi nel cuore della notte ha un languorino, aprire il frigo no?!, pensare a chi ci lavora dentro?! Già oggi i lavoratori dei centri commerciali non hanno più un'ora per stare insieme ai figli e alle famiglie, visto anche l'apertura domenicale, e ora esultate per l'apertura domenicale? Che società è una che non permettere l'instaurazione di rapporti in una famiglia, fa lavorare a qualsiasi ora i lavoratori con una paga da fame, e pensa solo ai capricci dei "consumatori"? E' la società Cristiana di cui vi fate difensori?! Bella, complimenti

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  • vittorio pierbon

    21 Agosto 2011 - 16:04

    Probabilmente io non capisco certe cose raffinate tipiche dei grandi economisti. Ho visto tempo fa un simile elogio della libertà di apertura dei negozi, fatto nientepopodimeno che da Mario Monti, sul Corriere. Sono rimasto e sono tutt'ora molto perplesso. Da dove viene questo ottimismo? Non è che tenendo sempre aperti i negosi, senza alcuna regolamentazione, automaticamente il consumatore si troverà più soldi da spendere. I soldi sono sempre quelli. Solo che immancabilmente crescerà il costo dei servizi con facile previsione di minore spesa. Sicuramente crescerà la nevrosi collettiva e sarà confermata l'idea che importante è "spendere a qualsiai ora" non "andare a dormire per essere pronti a lavorare, iol giorno dopo" . Non condivido il plauso a questa idea che, tra l'altro, ridurrà la nostra società ad un indistinto insieme di consumatori, senza alcun'altra identità. Questa volta NON CONDIVIDO. (ma pubblicatela lo stesso!)

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  • vittorio pierbon

    21 Agosto 2011 - 15:03

    Probabilmente io non capisco certe cose raffinate tipiche dei grandi economisti. Ho visto tempo fa un simile elogio della libertà di apertura dei negozi, fatto nientepopodimeno che da Mario Monti, sul Corriere. Sono rimasto e sono tutt'ora molto perplesso. Da dove viene questo ottimismo? Non è che tenendo sempre aperti i negosi, senza alcuna regolamentazione, automaticamente il consumatore si troverà più soldi da spendere. I soldi sono sempre quelli. Solo che immancabilmente crescerà il costo dei servizi con facile previsione di minore spesa. Sicuramente crescerà la nevrosi collettiva e sarà confermata l'idea che importante è "spendere a qualsiai ora" non "andare a dormire per essere pronti a lavorare, iol giorno dopo" . Non condivido il plauso a questa idea che, tra l'altro, ridurrà la nostra società ad un indistinto insieme di consumatori, senza alcun'altra identità. Questa volta NON CONDIVIDO.

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  • augh3

    21 Agosto 2011 - 15:03

    Per me gli unici che in teoria avranno forse dei benefici sono la grande distribuzione a scapito delle gestioni famigliari che sopravviveranno solo grazie alla qualità dei Loro prodotti. Dubito che i consumi subiscano un'accelerazione solo per il fatto che si potrà fare la spesa h. 24 a tal proposito l'altra sera a Milano alle ore 22,00 circa in un centro con negozi, ristorazione,cinema vi erano solo dei curiosi a guardare le vetrine delle attività commerciali i quali erano peraltro in attesa dell'orario di entrata al cinema, acquirenti zero.

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