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La sfida tra Milano e Bologna per ospitare l'Expo dell'Islam

Bandiere verdi in città rosse. Il festival su Allah il sogno meneghino. Sotto le Due Torri si tratta con i giovani musulmani

La sfida tra Milano e Bologna per ospitare l'Expo dell'Islam
Nelle città rosse sventolano le bandiere verdi dei fondamentalisti. «In questi giorni siamo impegnati nella pianificazione di un grande evento, forse il più grande della storia dell’islam in Italia, che dovrebbe avvenire il prossimo dicembre a Bologna», rivela il vicepresidente dei Giovani musulmani d’Italia, Ahmed Abdel Aziz, ad Aki - Adnkronos International.

Unica certezza: vogliono impattare con il periodo natalizio, e «dovrà essere un Islam Expo da organizzare a cadenza annuale nel mese di dicembre, a cavallo cioè tra  il vecchio e il nuovo anno». Ma «al momento è tutto ancora in via di definizione e non possiamo sbilanciarci troppo». Ad accrescere il tono provocatorio della proposta, spunta l’idea «di dare vita a un evento simile a quelli che organizzano i musulmani in Francia». Per questo progetto i Giovani musulmani d’Italia stanno «coinvolgendo decine di associazioni islamiche locali e nazionali». Se il modello di riferimento sono i festival francesi, c’è da attendersi una non stop di predicatori impegnati in una competizione a chi sostiene le teorie e le prassi più ostili al mondo occidentale.  Effettivamente, durante il XXVI incontro dei musulmani di Francia, tenuto dal 10 al 13 aprile 2009, a Le Bourget, città della periferia parigina, Tareq Suwaidan, nel corso di una conferenza, aveva invitato l’uditorio a non dimenticare che Maometto aveva annunciato che alla conquista di Costantinopoli, avvenuta nel 1453 in un bagno di sangue, dovrebbe seguire quella di Roma.
Intanto procedono a tappe, passando per l’Italia del nord, come i barbari. Se non si riuscirà a conquistare Bologna, ci proveranno con Milano, che si è guadagnata ormai la palma di città più filo-islamica dopo l’annuncio che le autorità municipali parteciperanno alle cerimonie per la fine del ramadan e intendono concedere permessi a raffica per l’edificazione di moschee di quartiere.

Intanto il progetto suscita le preoccupazioni del PdL che attraverso Fabio Garagnani, parlamentare e coordinatore bolognese del partito, rivolge un’interpellanza urgente al governo per sottolineare il «clima particolare che ha caratterizzato Bologna negli ultimi anni». La città divenuta un «crocevia di un certo integralismo islamico con punte di vera e propria violenza», non si presta a ospitare un raduno. PErtanto, Gargnani chiede di verificare se «esistono le condizioni di ordine pubblico per il regolare svolgimento della manifestazione che non può essere considerata alla stregua di altre, visti i precedenti». In particolare Garagnani ha ricordato «la sistematica violazione della legge Bossi-Fini con la connivenza di ambienti dell'estrema sinistra e la compiacenza o tolleranza di alcuni, pur limitati, settori della locale magistratura», «il progettato attentato alla basilica di San Petronio», «la manifestazione in piazza Maggiore con la preghiera islamica accuratamente organizzata senza i regolari permessi» e infine «il tentativo reiterato di edificare la più grande moschea d'Europa con annesso centro culturale preannunciato con un discorso infuocato da alcuni esponenti islamici a Casalecchio di Reno». Gli fa eco la Lega Nord che lancia una sfida agli organizzatori della kermesse islamica: «Devono prendere posizione su alcuni temi fondamentali», ha sottolineato il consigliere regionale dell’Emilia Romagna e capogruppo al Comune di Bologna Manes Bernardini, che si aspetta «una condanna senza mezzi termini contro la jJihad e ogni evento terroristico di matrice religiosa, una presa di distanza dai fondamentalismi religiosi e le distanze da certe pratiche molto diffuse nella cultura islamica». Tra queste, «l’infibulazione femminile, la poligamia, il ruolo marginale e soccombente della donna» che «sono tristi realtà oggi presenti anche nel nostro Paese e che contrastano anche con il nostro stato di diritto».

Chi stona è il deputato bolognese del PdL Giuliano Cazzola, favorevole a che «l’amministrazione comunale conceda il permesso per l’expo dell’Islam» ha auspicato, perché «la città deve essere all’altezza di accettare questa sfida aprendosi al confronto senza manifestare nè subire intolleranze da qualunque parte provengano. Negli anni a venire dovremo sempre più abituarci a vivere con i diversi da noi». In che misura si adatteranno loro, è un altro discorso, più complesso e conflittuale.

di Andrea Morigi

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Commenti all'articolo

  • jerico

    23 Agosto 2011 - 10:10

    Presto,molto presto, i milanesi si sveglieranno con la chiamata alla preghiera da parte del muezzin ,che blandisce la città dall'alto della guglia più alta del Duomo, dove una volta c'era la Madonnina...

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  • Mario Galaverna

    22 Agosto 2011 - 12:12

    E poi ci stiamo a chiedere del perchè il pazzo di Utoya ha ammazzato i figli dei multiculturalisti

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  • lucy

    21 Agosto 2011 - 21:09

    Invochi Forza Nuova???... poi sono loro a passare x i cattivi manganellatori, fascisti, xenofobi ecc ecc!... e tutti i benpensanti a dargli addosso!... o no???

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  • prodomoitalia

    21 Agosto 2011 - 12:12

    Nessun altro commento al titolo ! Dimenticavo : nicola sei un REMBA

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