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Giallo Rea, giorno di Parolisi al Riesame: 'Sono innocente'

Tribunale dovrà decidere sull'istanza di liberazione dell'uomo accusato di aver ucciso lamoglie. Legali: "Sicuro di sé"

Giallo Rea, giorno di Parolisi al Riesame: 'Sono innocente'
Il giorno della verità di Salvatore Parolisi è arrivato. Il caporalmaggiore dell'esercito, accusato dell'omicidio della moglie Melania Rea, è comparso davanti al Tribunale del Riesame dell'Aquila, che dovrà decidere sull'istanza di scarcerazione presentata dalla difesa entro martedì. Ed è proprio davanti ai giudici del Riesame che Salvatore ha rotto il silenzio, raccontando la sua versione dei fatti. Poco o nulla trapela all'esterno dell'aula (l'udienza infatti si svolge a porte chiuse), ma stando alle indiscrezioni il militare avrebbe ribadito ancora la sua innocenza, ricostruendo attimo per attimo la giornata del 18 aprile scorso, giorno in cui la moglie Melania fu uccisa nel bosco delle Casermette. Dopo aver fatto scena muta per tre volte consecutive davanti al giudice, Parolisi quindi si è deciso a collaborare alle indagini sul caso Rea. "E' molto caricato perché non vede l'ora di dimostrare la sua assoluta estraneità", avevano affermato i  due legali dell'accusato, annunciando la sua dichiarazione.

L'arrivo in Aula - Ha solo 30 anni, Salvatore Parolisi, ma sulle sue spalle grava un grosso peso: forse quello di una vita spezzata, forse quello di un amore strappatogli via con violenza. Al Tribunale dell’Aquila, il militare è arrivato a bordo di un furgone della polizia penitenziaria - partito dal carcere di Teramo alle 9.15 -. Smagrito, molto provato: è così che si presenta davanti ai giudici  che - dopo avere esaminato la memoria difensiva di 150 pagine - dovrà decidere se rimane in cella o se verrà liberato. Non è escluso, però, che possano decidere per gli arresti domiciliari di Parolisi.

I tre punti della difesa - Sarebbero tre i punti chiave della memoria difensiva da 150 pagine presentata dai legali di Salvatore Parolisi al Tribunale del Riesame. Secondo quanto appreso dall' inviato di News Mediaset e pubblicati da Tgcom, riguarderebbero l’ora della morte, le tracce del Dna e le celle telefoniche. Il caporalmaggiore avrebbe contestato la perizia medico legale, nella parte in cui stabilisce data e ora del decesso. Secondo la difesa, la procura ha fatto in modo di "adattare" l' ora della morte di Melania proprio per mettere sotto accusa Parolisi. Si può dimostrare che quando Melania è stata uccisa, Parolisi era al parco di Colle San Marco. Per quanto riguarda il Dna, secondo i legali tutti gli sforzi degli inquirenti si sono concentrati solo sul profilo di Parolisi mentre sono state trascurate altre tracce, delle quali non si è mai sentito parlare. Sul corpo di Melania sono state trovate tracce biologiche riconducibili a sei profili maschili, mai approfonditi, e altre tracce miste. Il terzo interrogativo riguarda le celle telefoniche. Secondo gli avvocati non si può affermare con certezza assoluta che il telefono di Melania prendesse solo in corrispondenza del monumento dei caduti di Colle San Marco. 

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Commenti all'articolo

  • roda41

    22 Agosto 2011 - 19:07

    con le sciocchezzuole dette sinora e le scuse banali e puerili ,dette sinora?

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  • marari

    22 Agosto 2011 - 16:04

    ce n'è una sola. Non vi è una verità Parolisi.

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  • UN PADANO LIBERO

    22 Agosto 2011 - 13:01

    meno male che il "caporale" Parolisi ha deciso di rompere il silenzio, perchè le balle ce le ha rotte già da un pò.

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  • boss1

    boss1

    22 Agosto 2011 - 12:12

    se dirà la verità ma la verità vera non avrà scampo, e lui lo sa.

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