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Paghi e niente coda al Duomo Contrario: sa di tessera vip

Biglietto di 7 euro per evitare la fila a Santa Maria del Fiore. Santambrogio: "Una sgradevole furbata commerciale"

Paghi e niente coda al Duomo Contrario: sa di tessera vip
Fa discutere la scelta del Duomo di Firenze di introdurre un biglietto di 7 euro che permette ai visitatori di saltare la coda: un priority pass che da un lato agevola i turisti, dall'altro fa assomigliare pericolosamente la cattedrale di Santa Maria del Fiore a Gardaland. Su Libero i due punti di vista: Luigi Santambrogio è contrario, Andrea Scaglia è favorevole.

Beati gli ultimi perché saranno i primi. Se poi sganciano una  mancetta all’usciere del Paradiso, l’entrata sarà ancora più  veloce e garantita. Mica si scherza: le cose in certe chiese e parrocchie d’Italia si stanno mettendo proprio così.
A Firenze, ad esempio, la più celebre delle beatitudini trova una nuova e strana (per)versione nell’iniziativa assunta dall’Opera del Duomo. Con uno curioso quanto sgradevole artificio commerciale che, come nella parabola del Vangelo, riporta davanti alla fila i ritardatari dell’ultima ora.
Sette euro il costo del patinato “priority pass”: con lui appeso al taschino anche gli ultimi arrivati entrano subito e prima degli altri ad ammirare le volte del regno dei cieli. Senza le estenuanti attese e i tormenti del purgatorio. Il ticket miracoloso è in vendita presso una  delle chiese più famose del mondo: quella di Santa Maria del Fiore.
Con il pass anti-code si va dovunque, vale per la chiesa ma anche per il Duomo, la cupola del Bunelleschi, la cripta, il Campanile di Giotto, il Battistero e il museo. La si potrebbe definire un’intelligente operazione di marketing ecclesiale e turistico ma quei 7 euro pagati per saltare la coda profumano troppo di furbata, di privilegio riservato al pubblico pagante, di tessera vip per scampare all’inferno riservato a chi non è disposto a pagare l’obolo per acquistare l’indulgenza.
Vabbè, non esageriamo: lo scandalo delle indulgenze fu ben altra cosa e Martin Lutero mica fece tutto quel casino per non pagare il biglietto al museo della cattedrale di Wittenberg. No, a Firenze non è in gioco un’altra riforma ma i protestanti, nel senso di quelli che protestano contro lo sgangherato “priority pass”, hanno davvero buone ragioni. Siamo d’accordo: oltre che ridicola, l’iniziativa è diseducativa e  un tantino blasfema perché a praticarla non è un’agenzia di viaggi che applica una sopratassa a chi va di fretta. Più che l’evangelico “beati gli ultimi”, quei 7 euro che aprono la porticina riservata cantano la più laica litania dei “beati i furbi”.
 E poi, il prezzo dell’indulgenza non è certo da discount: quasi il costo di una pizza, un sovrapprezzo che si deve solo ai facchini in livrea dei più lussuosi hotel a cinque stelle. Se si calcola che ogni giorno quasi 22mila turisti entrano nelle chiese di Firenze, il conto delle sacre mance è presto fatto. All’Opera del Duomo di Firenze precisano però che dei 7 euro pagati dai turisti incassa appena 50 centesimi. Beh, oltre al danno anche le beffe. La Chiesa di Firenze non ci guadagna ma non è affatto una bella notizia. Anzi, tutto ciò rende ancora più assurda l’iniziativa del “sorpasso” a pagamento.  Perché, infatti, la Chiesa dovrebbe prestarsi a  mettere i  santi sigilli sulle strampalate tessere se la maggior parte degli incassi finisce poi nelle casse della società che gestisce la vendita dei pass? Il ticket non serve neppure ad ammortizzare le spese di gestione e manutenzione di chiese e musei: è solo una tassa sui minuti (30 di media) di coda risparmiati, un balzello per acquistare di fatto il “privilegio del tempo”.  
Insomma, una sorta di telepass che permette certo di evitare le attese, ma riduce chiese e cattedrali ai caselli automatici delle autostrade. Penoso, non vi pare? Ma, come è già successo per gli automobilisti, anche sempre più turisti si doteranno del telepass per entrare nelle cattedrali. Così, la geniale  “furbata” dei 7 euro non servirà più a nulla e tutti si troveranno con il “priority pass” in mano a fare pazientemente  la coda davanti ai portali del Duomo. E se magari capiterà che gli ultimi torneranno ad entrare per primi, non sarà certo perché sono passati dalla cassa.

di Luigi Santambrogio

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Commenti all'articolo

  • mauricchio

    07 Settembre 2011 - 18:06

    Ma come, non si predica da sempre il diritto alla cultura? Visto che i beni culturali sono di tutti, o tutti pagano o nessuno paga. Altro che tessera VIP. E se paghi tanto tanto che fanno, ti offrono lo spumantino fresco?

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  • numidia

    27 Agosto 2011 - 16:04

    se uno va in chiesa come in un museo trovo giusto che paghi. Non si fa solo in Italia a me è capitato sia a Chartres che a Vienna dove, come in molte chiese italiane, chi vuole entrare per devozione lo può fare gratis entrando 15 min prima delle funzioni. Si contesta la Chiesa e però si pretende!

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  • ereilavac

    24 Agosto 2011 - 14:02

    Non trovo che ci sia nulla da obiettare sul fatto che si possa saltare la fila pagando un supplemento. Ritengo che solo l'importo non sia adeguato, 7 euro mi paino proprio pochini. Firenze è bella anzi magnifica, sopratutto l'autunno, poca gente, un caldo sopportabile, la voglia di vivere la città in modo sano e intelligente come merita questo gioiello italiano. Chi viene per visitare Firenze d'Agosto non ha capito proprio niente, i fiorentini queli veri che hanno fatto la storia, l'estate andavano al mare o in campagna. Imparate gente imparate.

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  • Dream

    24 Agosto 2011 - 13:01

    difficile credere che vai in raccoglimento.... meglio cosi' che tenere le chiese chiuse..qualche preghierina poi,,,puo' sempre scappare!.... certo se le chiese fossero spoglie di tutto...sarebbe meglio! le opere d'arte che sono esposte dovrebbero stare in un museo!

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