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Incontentabili Ritratto insolito di Gianpi L'uomo che stenta con 20mila euro al mese

La strana storia di Tarantini: prendeva cariolate di soldi dal Cav per fare la bella vita e sparare fanfaronate. Ora piange miseria

Incontentabili Ritratto insolito di Gianpi L'uomo che stenta con 20mila euro al mese
Questa è la storia di Gianpi, storia vera che emerge dalle intercettazioni telefoniche. E questo è anche uno spaccato della storia italiana di oggi. Leggete, e, se alla fine giungerete alla conclusione che questo è un paese di m... e che convererebbe andarsene via, non preoccupatevi. Vi accuseranno di essere antitaliani, ma avrete ragione, e sarete in buona compagnia.
Gianpi, al secolo Gianpaolo Tarantini, è un tipo strano. È nato in Puglia 36 anni fa, ha moglie e due figli. Ma potrebbe essere nato benissimo a Napoli o Roma. Se volete, anche a Venezia o Pordenone. È un pugliese universale, cittadino del mondo globalizzato delle fanfaronate. È il miles gloriosus formato duemila, ville e barche e amici vip.
Gianpi è uno che ama fare le cose in grande. Quando decise di andare in vacanza in Sardegna perché lì ci sono i ricchi e lì si fanno gli affari veri, non scelse un albergo: villa a Porto Cervo. Centomila euro al mese di affitto. Una persona normale li guadagna in tre o quattro anni. Forse.
Ma Gianpi non è una persona normale. Al telefono ha detto: «Io a vent’anni stavo in barca con D’Alema e gli altri a novant’anni ancora dovevano fare quello che io avevo fatto in due anni da diciotto a vent’anni. A trenta stavo a dormire a casa di Berlusconi». A trentasei è in cella.
Gianpi non ha il senso del limite e non si nega nulla. Ancora giovane, è già stato coinvolto in sette inchieste giudiziarie. A novant’anni le inchieste potrebbero essere settecento. E in carcere c’è già finito una volta: detenzione e spaccio di droga. Nel suo curriculum, svariate altre accuse: corruzione, favoreggiamento della prostituzione e cosette varie.
Gianpi esagera sempre. Anni fa, interrogato dalla Guardia di Finanza, avrebbe dichiarato: ho presentato a Berlusconi una trentina di donne. Trenta. In cinque mesi. Aveva un vivaio di veline, aspiranti attrici, professioniste del sesso travestite da brave ragazze. Pagava lui, ha detto.
Gianpi è ricco, ma è molto povero. Secondo l’accusa, riceveva da Berlusconi 20mila euro al mese, 14 mila per le spesucce quotidiane, il resto per l’affitto della casa romana e le spese straordinarie. Al telefono con Valter Lavitola, amico e socio, dice: «Sto con le pezze al culo». Confessa di essere costretto a vivere con 50 euro al giorno e che dal salumiere ha un conto da saldare di 15.000 euro. Poi sbotta: «Devo consentire a Nicla di andare a vendersi le borse?». Nicla, o Ninni, è Angela Devenuto , la moglie, la luce dei suoi occhi che non può vivere senza borse firmate. Nicla o Ninni, secondo l’accusa, è l’amante di Valter Lavitola.
Gianpi è un uomo confuso. Tra un affare e un party, trenta donne per Berlusconi e il salumiere da pagare, non ha ancora capito se Nicla o Ninni è una gran donna da difendere o da gettare a mare. «Valter, - dice Tarantini a Lavitola - sai perché non dormo la notte? Perché io so che, se domattina mi arrestano, mia moglie come deve mangiare?...». Un uomo sensato. Innamorato. Poi cambia idea: «... A me mia moglie può anche morire di fame, non me ne frega un c..., ma le bambine come fanno?». La magistratura ha risolto il dilemma di Gianpi: ha arrestato lui e pure la moglie. Nicla o Ninni ora ha da mangiare. Peccato per le bambine.
Gianpi è un ingenuo, non ha neppure capito che l’amico-socio-compare tanto amico non è. Valter Lavitola, secondo l’accusa, avrebbe consegnato a Gianpi solo 100mila dei 500mila euro ottenuti da Berlusconi. Il resto lo avrebbe trattenuto per sé. Prima si sarebbe fregato la moglie, poi i soldi.
Gianpi è un disastro. Ha conseguito un master in Scienze industriali all’università svizzera di Herisan. Al telefono dice: «... le mie e le sue e quello lui, il Capo, stava cacato nelle mutande, ha detto ti prego, aiutatemi… allora siccome questo dice che non se la può più tenere questa cosa finale, la deve per forza mandare… e se va... dice che non è quello che è uscito il mese scorso...». Scorrevole, linguisticamente corretto.
Questo è Gianpi, italiano di oggi, colto e ignorante, determinato e confuso. Gianpi che affitta ville e non ha il becco di un quattrino, ma la moglie ha borse firmate. E lui adora la moglie, e però della moglie se ne strafrega. E il salumiere ancora attende 15.000 euro. Gianpi, potente a tal punto da gettare un’ombra su Palazzo Chigi. Che bel Paese, quasi quasi converrebbe viverci.

di Mattias Mainiero

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Commenti all'articolo

  • emilioq

    04 Settembre 2011 - 07:07

    Questo è l'esempio dell'Italia nel mondo, un paese di m....da da dove bisogna scappare, tanto è una bomba ad orologeria pronta ad esplodere e allora saranno guai per tutti!!!!!!!!! In merito a questo "signore" è risaputo che le cancrene si curano chirurgicamente e finchè si cercherà di farlo con i cerotti sarà sempre peggio!!!!!!!

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  • cate08

    03 Settembre 2011 - 22:10

    Qualcuno dovrebbe insegnare a Berlusconi cosa è e a chi si deve dare aiuto. Con 20.000 euro al mese avrebbe sfamato 25/30 famiglie davvero bisognose, altro che "aiuto umanitario ad uno stronzo come Tarantini"!!!

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  • tamiso

    03 Settembre 2011 - 19:07

    certo che sto Lavitola è un bel paraculo si scopava la moglie di Tarantini e gli fregava pure i soldi secondo me il Tarantini sta bene in galera solo per il fatto che si è fatto fregare come un pollo

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  • claude2

    03 Settembre 2011 - 19:07

    E aiutatelo 'sto ragazzo! Dategli vitto e alloggio in un posto discreto, che si goda vacanze marine, magari per 10 o 15 anni, a Porto Longone, o all'Asinara... ci sono tanti di quei bei panorami chic!

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