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Il legame tra Tarantini e Papa

Spifferati i gusti del Cav sulle ragazze. Le inchieste napoletane s'espandono: gli intrecci con il caso della cricca P4

Il legame tra Tarantini e Papa
Le inchieste napoletane si espandono a macchia d’olio. Dopo avere in qualche modo inglobato l’indagine barese sulle escort (facendo aprire un provvedimento a Lecce sul procuratore Antonio Laudati, sospettato dai pm napoletani di avere rallentato gli atti dopo avere ascoltato  una telefonata tra Tarantini e Lavitola), i magistrati campani starebbero per condire l’inchiesta sulla presunta estorsione a Silvio Berlusconi con appendici ricavate dalla P4 e dalla sanitopoli pugliese.

Minimo comune denominatore: Salvatore Metrangolo, oggi nel mirino per «avere aiutato la segretaria di Alfonso Papa», il deputato PdL finito in carcere il 20 luglio per corruzione e rivelazione di segreto, e ora riscoperto «all’opera» con Giampaolo Tarantini e Lea Cosentino, impegnati a spartirsi consulenze durante una colazione nella saletta  dell’hotel De Russie il 21 gennaio del 2009. Al centro, dunque, ancora consulenze di Finmeccanica e di Selex, la partecipata che dava lavoro anche al latitante Valter Lavitola, che da Panama manda comunicati rassicuranti: «Tornerò presto per chiarire la mia posizione con i magistrati», forse dopo che l’inchiesta si sarà ammorbidita. L’unica speranza, per l’ex direttore dell’Avanti, è che Silvio Berlusconi, nel corso dell’audizione  prevista per martedì prossimo, ribadisca la tesi avanzata dal faccendiere: «Mi aveva incaricato il premier di aiutare i Tarantini» e «d’accordo con lui non diedi a Gianpaolo tutti i soldi insieme, per paura che li spendesse anzichè investirli».

Nel primo pomeriggio del 13 settembre il procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore, l’aggiunto Francesco Greco, e i pm Vincenzo Piscitelli, Francesco Curcio e John Henry Woodcock varcheranno il portone di Palazzo Chigi. Berlusconi li aspetterà nel proprio ufficio per rispondere alle domande che gli inquirenti hanno ritenuto necessario rivolgergli in quanto «parte lesa» di questo provvedimento. Sarà dunque persona informata sui fatti: posizione che non prevede la possibilità di svicolare da domande scomode e neppure concede di avere un avvocato con sé. Una condizione svantaggiosa, soprattutto se gli inquirenti approfitteranno dell’incontro (e dell’impossibilità di rifiutarsi di rispondere) per carpire informazioni al premier tali da metterlo nei guai. Ad esempio, da vittima di una presunta estorsione, il presidente del Consiglio potrebbe ritrovarsi indagato per corruzione, qualora i pm puntassero sulla tesi che il Cavaliere pagava Tarantini per «tenerlo buono» nel processo sulle escort di Bari portate a Palazzo Grazioli. Ipotesi, tra l’altro, già delineata nell’ordinanza di arresto di Tarantini e Lavitola.
    
Diametralmente opposta la condizione di Giampi, che oggi nel carcere sarà di nuovo interrogato dai pm, i quali vorranno sapere di più e meglio dei suoi rapporti con Laudati per mezzo dell’avvocato Quaranta, ascoltato l’altro ieri per quattro ore (stavolta senza il segreto professionale, rimosso dal giudice). Gli chiederanno anche dei rapporti con Metrangolo,  uomo della Selex e di Finmeccanica, e vecchia conoscenza dell’ex imprenditore della sanità. Lo si scopre adesso, riprendendo la vecchia intercettazione ambientale svolta all’inizio del 2009 nel prestigioso Hotel De Russie di Roma, dove gli investigatori pugliesi registrarono l’audio dell’incontro tra Tarantini, Cosentino, l’imprenditore Enrico Intini e Metrangolo. Lo stesso Metrangolo del quale aveva parlato mesi fa Maria Elena Valanzano, ex assistente parlamentare di Papa, convocata dai pm della P4: «Preciso che nell’estate 2010 volevo andar via dal Papa … Lui mi presentò Rino Metrangolo di Finmeccanica e precisamente di Selex. Ho stipulato contratti di consulenza con Selex per 1500 euro al mese».

Intanto a Bari c’è grande attesa per la chiusura dell’inchiesta sulle escort e il relativo deposito delle intercettazioni. Prossima settimana la procura dovrebbe fare la mossa decisiva. Intanto hanno ricominciato a circolare le telefonate già venute allo scoperto nel 2009.  «Com’è andata allora ieri sera?»  chiedeva Tarantini al premier dopo una cena. E poi altre chiacchierate «sulle prossime amiche» che avrebbero  potuto  recarsi a Palazzo Grazioli. A quanto pare Berlusconi avrebbe anche chiesto quali sono le «specialità» e le «qualità» delle donne che l’imprenditore pugliese proponeva.

di Roberta Catania

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    09 Settembre 2011 - 12:12

    Quindi se uso il tuo sistema di giudizio,il caso Tortora è pienamente giustificato,anche li ci sono state delle condanne,ma giustificano il massacro degli innocenti?

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  • bepper

    08 Settembre 2011 - 18:06

    chissà seTarantini telefonerà mercoledì mattina per sapere come è andata.

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  • Napolionesta

    08 Settembre 2011 - 16:04

    Ciancimino Massimo ha detto: io in Procura di Palermo faccio cio`che Minchia voglio.....dove sono le Toghe Rosse? dove e`l `indignazione di tutta Mgistratura e la tanto onesta Opposizione? Saluti!

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  • Dream

    08 Settembre 2011 - 16:04

    dell'Unipol? P-zerouno? che fine ha fatto? e ilp5 del pennone? caso mai ripeto, son tutti da jetta, non solo Berlusconi! AHHH!!! C'era una volta un grande Industriale (ora non c'è piu') al quale piacevano tanto le giovani, ma di lui non si seppe mai nulla!! che la Magistratura una volta fosse piu' seria e meno gossipara!?!?!?

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