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Il sussurro di Tremonti: "Possibili nuovi interventi"

Manovra. Libero lo aveva detto e Giulio lo ha confermato: "Se ci sarà qualcosa da cambiare per la crescita lo faremo". Draghi va da Napolitano

Il sussurro di Tremonti: "Possibili nuovi interventi"
All'indomani dell'invito del presidente Giorgio Napolitano a prendere provvedimenti per la crescita, interviene il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, a margine del vertice G7/G8 di Marsiglia: "Se ci sarà qualcosa da cambiare nei provvedimenti sulla crescita del governo lo faremo e, se necessario, ne aggiungeremo altri". Per spiegare il suo punto di vista, il titolare del Tesoro è ricorso alla metafora di un viaggio in automobile: "Innanzitutto serve la meta, che per noi è il pareggio di bilancio - ha spiegato - la direzione è quella giusta, l'abbiamo definita bene e la raggiungeremo". Ma il succo è che il superministro ha fatto capire, forte e chiaro, che una nuova manovra - l'ennesima, la sesta per la precisione - potrebbe essere sfornata a breve. Libero ci aveva visto lungo: già nei giorni scorsi aveva messo nero su bianco che il travaglio del pacchetto anti-crisi era ben lungi dall'essere concluso. Martedì 6 settembre il direttore Maurizio Belpietro, spiegava come il "superesperto" di Umberto Bossi, Alberto Brambilla, sapesse che senza un ritocco del sistema previdenziale non si può andare avanti". Il giorno successivo Franco Bechis scriveva chiaro e tondo: "E' la quinta manovra, ma non è detto che sia l'ultima".

"E' necessario il tagliando" -
Ma ritorniamo al discorso di Tremonti. Il problema, infatti, non è solo la meta, ma anche i mezzi per raggiungerla. E infatti se nell'immagine automobilistica "urge un tagliando" fuor di metafora, Tremonti spiega che negli ultimi quattro mesi sono stati adottati 40 provvedimenti sullo sviluppo ma "ora dobbiamo fare un inventario per valutarne l'efficacia. Dobbiamo vedere se funzionano e a che punto sono ed eventualmente aggiungerne altre. Lo faremo in Italia con tutte le organizzazioni sociali e tecniche e, soprattutto, lo faremo all'estero anche chiedendo consigli e supporto all'Osce, al Fondo monetario e alla commissione europea". Così pare che anche la certezza inamovibile del ministro sulla manovra inizi a vacillare e al suo posto si annidi la percezione dell'insufficienza di quanto fatto: "Se vuoi fare un viaggio, devi avere la strada, la meta, dove vuoi andare, e la macchina. La meta c'è e la direzione è quella giusta. Ma per procedere - continua il ministro - la macchina deve avre un motore buono, la benzina e non deve avere ostacoli, macigni davanti, altrimenti, se anche hai la macchina e tanta benzina, non vai da nessuna parte".

La crisi non è risolta - "Di tutto questo ho parlato qui a Marsiglia con il vice direttore della Banca d'Italia e dobbiamo farlo anche con le organizzazioni economiche, con l'Ocse, l'Fmi e la Commissione europea, che si sono dimostrati interessati" perchè, spiega il ministro "in un mercato globale, le regole non possono essere locali". "La crisi economica - conclude Tremonti - va avanti ormai da quattro o cinque anni, ed è stata gestita ma non è stata superata. Molti governi - ha detto Tremonti - cominciano a capire quali errori sono stati fatti per evitarli in futuro".

Draghi da Napolitano - Intanto, sabato mattina, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto al Quirinale il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. Lo ha reso noto un comunicato del Quirinale.  L'incontro è stato fissato dopo le forti turbolenze di mercato di venerdì, con le Borse europee che sono crollate dopo il passo indietro del rappresentate tedesco Stark dall'Eurotower.


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Commenti all'articolo

  • imahfu

    10 Settembre 2011 - 21:09

    Dovrebbe passare dalle commissioni, dal senato. Qui urge, il fallimento incombe. Si aggiunga ma questa volta: patrimoniale, politica e i grandi abbienti

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  • blu521

    10 Settembre 2011 - 19:07

    L'autista è al telefono con un certo tarantini: da quello che dice sembra che ragioni da lavitola in glù

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  • marmolada

    10 Settembre 2011 - 19:07

    Se un anno fa, o anche meno, le manovre sembravano sufficienti, ora i grandi capitalisti stanno tentando di mandare in malora l'euro. I cannoni sono quelli tedeschi, francesi, inglesi e statunitensi. Portogallo,Irlanda,Grecia e Spagna sono i PIGS (letteralmente maiali) di turno ma ora anche l'Italia rientra nella I di PIGS, quando credeva di esserne venuta fuori.Il mostruoso debito pubblico è frutto della nostra incapacità di andare d'accordo, accompagnata da una totale assenza di programmazione e da una grande propensione al lusso; spendiamo più di quanto ci possiamo permettere. Questo è il momento di stringere i denti tutti assieme e invece sono proprio i politici, i magistrati ed alcuni sindacati che girano a vuoto.Una considerazione amra: se il Nord potesse emettere propri titoli di stato sarebbe la Germania a rincorrerlo;purtroppo gran parte del Sud continua a vivere alla giornata e questo è un male per tutti.

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  • bepper

    10 Settembre 2011 - 18:06

    Abbiamo messo a posto la macchina, abbiamo messo a posto la strada, sappiamo la direzione, peccato che l'autista sia un incapace che ci sta mandando a sbattere.

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