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Cgil e Vendola uniti nella follia: "Consulta contro la manovra"

Il sindacato e Nichi presenteranno ricorso alla Corte Costituzionale contro l'articolo 8 del pacchetto anti-crisi. Camusso in guerra

Cgil e Vendola uniti nella follia: "Consulta contro la manovra"
Sulle pagine di Libero lo avevamo detto: la Cgil cerca di fare dell'Italia una nuova Grecia. E per realizzare il piano distruttivo il sindacato rosso non molla la presa: gli attacchi all'esecutivo sono quotidiani. L'obiettivo è intralciare la manovra, la speranza è quella di affossarla. Una scelta folle, suicida, nei giorni in cui la mannaia delle agenzie di rating continua ad abbattersi sull'Europa (l'ultimo atto il declassamento delle banche francesi), le Borse continuano a vivere giornate drammatiche mentre la tensione sui titoli di Stato rimane alle stelle. Il sindacato vuole bloccare il Paese tra mobilitazioni, manifestazioni e scioperi generali, ma aggiunge un nuovo tassello all'offensiva kamikaze: come Nichi Vendola, la Cgil vuole rivolgersi alla Corte Costituzionale per cancellare le misure contenute nel pacchetto anti-crisi sul quale oggi, mercoledì, è stata votata la fiducia alla Camera.

Contro Marchionne - Nel mirino dei compagni ci finisce ovviamente anche il 'padrone', l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, reo di aver ringraziato il governo per l'articolo 8 della manovra. Susanna Camusso, segretaria della Cgil, ha annunciato il ricorso alla Corte Costituzionale contro quella che viene semplicisticamente bollata come "libertà di licenziare". La Camusso tuona: "Ho sentito un amministratore delegato ringraziare il governo per questa norma. Dico al governo che si fa ringraziare da uno che l'unica cosa che ha fatto è chiudere due stabilimenti -  il riferimento, snocciolato al presidio del sindacato al Pantheon di Roma, è Termini Imerese e Irisbus -. Un governo che ha cuore il Paese - ha proseguito Camusso - deve domandare a quell'azienda come garantisce produzione e occupazione". Quindi Vendola, accodandosi alle parole della segretaria, ha fatto sapere di volersi rivolgere alla Corte Costituzionale per vedere eliminati quelli che definisce "aspetti di dubbia costituzionalità" della legge che ha come obiettivo quello di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013.

"Ogni giorno in piazza" - Quindi ancora la Camusso, che dopo il fallimento sciopero generale del 6 settembre, annuncia: "La partita non è finita e non finisce, nessuno si illuda. La Cgil non si rassegna e sarà ogni giorno nei territori e nei prossimi mesi in piazza. La nostra mobilitazione continuerà, il Paese può farcela, può avere una manovra diversa. E - ha proseguito -, lo dico con franchezza, un governo diverso perché noi teniamo al nostro futuro". Secondo la Camusso, inoltre, il pacchetto anti-crisi ha effetti "insostenibili" per l'Italia e "un carattere depressivo".

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Commenti all'articolo

  • Il_Presidente

    15 Settembre 2011 - 14:02

    a questa feccia di fare buona politica non importa nulla, vogliono solo e soltanto abbattere Berlusconi. Poi sostengono tutti quei disvalori mostruosi che hanno devastato la società, accoglienza degli straccioni immigrati in primis. Dio ci salvi se la sinistra divesse mai tornare a governare il Paese...cosa tralaltro probabile viste le cavolate che l'attuale governo fa.

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  • paolino pierino

    14 Settembre 2011 - 20:08

    Se nel nostro paese c'è uno cosidetto industriale in verità è un finanziere spregiudicato e anche im.....ne che licenzia come czz gli pare chi vuole e puo farlo,con quali complici proprio Camusso e Vendola il cul.....ne, è solo il CDB tessera n°1 del PD .Questo sarebbe il sindacato dei lavoratori?Siete solo persone vomitevoli pure vagabondi andate a lavorare

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  • gpaololeandro

    14 Settembre 2011 - 17:05

    Non c'era alcun dubbio che la sinistra estrema,rappresentate dai Vendola -aspirante alla leadership del fronte democratico prpogressista- e dalle Camusso,la zarina del sindacato (pseudo)proletario,in corsa per il raggiungimento di più ambiziosi progetti,sarebbero partiti lancia in resta contro quei provvedimenti della manovra che considerano incostituzionali.Il richiamo alla sacra Carta è sempre la sponda migliore,anche se poi la si richiama per la parte che fa comodo al sindacato e non per la integrale attuazione degli artt.39 e 40(regolamentazione delle oo.ss. e del diritto di sciopero).Siamo alle solite e tutto fa brodo per mantenere alto e desto quel clima di tensione sociale che tanto piace agli sfasciatori di professione.Questo e non altro pare essere il ruolo di questi politicamente squallidi personaggi ai quali,del mondo del lavoro,interessa solo quella parte che mantiene integri i loro interessi (contributi,patronati,caf,nessuna registrazione contabile,esenzioni,ecc.).

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