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Bombe carta contro la Camera Tentata aggressione a Ronchi

Fuori da Montecitorio i violenti di Cobas e Cgil. Nel mirino l'ex ministro. Poi le cariche della polizia tra fumogeni e fuochi d'artificio

Bombe carta contro la Camera Tentata aggressione a Ronchi
Cgil, Cobas e militanti di Rifondazione Comunista infiammano la piazza e cercano l'assalto a Montecitorio, mentre in aula alla Camera si vota la manovra. Il primo a finire nel mirino è stato Andrea Ronchi, bersagliato con insulti e anche con un gavettone: "Siete la vergogna dell'Italia, cialtroni di m...", ha risposto l'ex futurista allontanandosi dopo la tentata aggressione. Poi i manifestanti hanno fatto anche esplodere alcune bombe carta, dei fumogeni e anche dei fuochi d'artificio. La polizia, in assetto antisommossa, ha effettuato le prime cariche.

Manifestanti dispersi - Subito dopo aver allontanato i manifestanti da piazza Montecitorio, la polizia ha formato una sorta di 'zona cuscinetto' tra la Camera e piazza del Pantheon, dove è confluito il corteo che poi si è spostato verso piazza della Minerva e successivamente verso Torre Argentina. Un gruppo di poliziotti ha seguito il corteo in direzione di Corso Vittorio, a distanza di un centinaio di metri. In testa al gruppo di manifestanti gli striscioni di Cobas e Rifondazione. Dopo i momenti di tensione a Montecitorio successivi al lancio di petardi, vernice e organi di animali, tra cui un fegato e un cuore, sono rimasti per terra quattro motorini, qualche bandiera, alcuni bidoni della spazzatura. Molti commercianti hanno abbassato le saracinesche. La situazione sembra essere ritornata alla calma

Insulti a Ronchi - L'assalto ad Andrea Ronchi era cominciato quando l'ex ministro del governo Pdl si era avvicinato ai manifestanti per chiedere loro che cosa non andasse. Ma i pasdaran di Cobas e Cgil, per tutta risposta, hanno soltanto cercato di aggredirlo fisicamente, per poi ripiegare sugli insulti e un gavettone. "Ci state tagliando, tagliatevi anche voi", gridavano i manifestanti. Poi la situazione è degenerata, con vari cori, l'acqua, e altre offese.


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Commenti all'articolo

  • 44carlomaria

    15 Settembre 2011 - 16:04

    Questa è la democrazia che ci aspetta. Tutti zitti e obbedienti. Chi sgarra verrà soppresso a sprangate. Ormai questi Cobas o comitati di base di qualsiasi categoria sono il braccio violento del sindacato falce e martello. In qualche modo equivalgono in forma diversa (sindacale) a quegli organismi sorti negli anni '70 (Comitati di base, Comitati di lotta, Comitati di agitazione, ecc.) all'interno del movimento operaio e studentesco. Parliamo di quelli che se ti andava bene ti gambizzavano sventolando falce e martello. Allevati dal vecchio PCI, che non esiste più, continuano ad usare la violenza per intimidire. Sono i figli di Battisti e i nipoti di... Giorgio. Ufficialmente nessuno li conosce, i giudici non sanno che esistono. Gente perbene cominciamo a protestare: boicottiamo il referendum. Nessuna violenza. Asvedommia

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  • beylerbey

    15 Settembre 2011 - 15:03

    Egregio, hai 1 poco frainteso il senso del mio post. Ripeto: fermo restando che NON mi interessa sapere chi volevano colpire,credo che plaudire a simili gesti,al limite dell'aggressione fisica,sia da idioti o da smemorati.Ti ricordo che le rivoluzioni,spesso e volentieri,sono partite proprio in tal modo e NON sempre il risultato finale è stato quello auspicato.Perché?Semplice, perché il Popolo non è gestibile,non si sa mai come va a finire.La Storia insegna e dovrebbe rammentarti che gli errori e gli orrori del passato (fascismo-stalinismo-nazismo, tanto x ricordare alcuni dei + recenti)sono cominciati proprio con sintomi di malessere molto simili agli attuali.E anche la prima guerra mondiale parti da 1 attentato,fu la miccia che accese le polveri.E' questo il ns. avvenire,il ns. futuro? Se a te piace 1 simile prologo,accomodati. A me personalmente, nemmeno 1 poco. Cordialmente.

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  • capitanuncino

    15 Settembre 2011 - 11:11

    bandiere rosse.Brutto segno.

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  • matildo68

    15 Settembre 2011 - 10:10

    sono sempre gli stessi che hanno come occupazione fissa la protesta di piazza. E' comunque gesto consueto e storico tirare frutta e verdura a chi "stecca": perchè se a prendersi in faccia un pomodoro è un politico nullafacente e inetto si grida all'attentato alla democrazia? L'unico errore è stata la scelta del liquido che riempiva i gavettoni: urina sarebbe stata più appropriata. E' ora che i vari ronchi, bersani, berlusconi, bossi, casini, fini e tutti i loro lacchè comincino a comprendere che NON NE POSSIAMO PIU', CHE HANNO ROTTO VERAMENTE LE PALLE E CHE SONO LA VERGOGNA DI QUESTO NOSTRO PAESE. Auspico che la prossima volta ai professionisti della protesta subentrino coloro che con il loro sudore contribuiscono a tenere a galla questa massa di becattini intenti solo a spolpare la carne attorno all'osso. E dito medio a chi urla all'attentato al parlamentare liberamente (sic!) eletto. Di Libero c'è rimasto solo il nome di questo giornale.

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