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Stupro alla Caffarella

Dna scagiona i romeni

Stupro alla Caffarella
 Non sono stati loro, il dna è una prova inequivocabile. I profili genetici di Alexandru Loyos Isztoika e Karol Racz (nella foto), 20 e 36 anni, i due cittadini romeni arrestati con l'accusa di aver abusato di una quindicenne (e picchiato il giovane fidanzato) il giorno di San Valentino al parco della Caffarella a Roma, non corrispondono con le tracce biologiche rilevate dagli inquirenti sulla scena del crimine. Dunque crolla l'impianto accusatorio nei confronti dei due fermati, ed è possibile che a breve vengano scarcerati entrambi. In base ai risultati dei test della Scientifica, si ritiene che il responsabile dello scempio appartenga comunque alla comunità romena. Le ricenrche continuano, ma a questo punto si può parlare di vero e proprio "giallo".

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Commenti all'articolo

  • mariaangelaferrara

    05 Gennaio 2010 - 21:09

    E' possibile che le due vittime abbiano potuto sbagliarsi così tanto nel riconoscimento dei loro carnefici? E poi uno dei due fermati non aveva minuziosamente raccontato ogni momento dello stupro? Sono davvero sconcertata

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  • gasparotto

    04 Marzo 2009 - 12:12

    Nei reparti degli ospedali l'indagine consta di due indirizzi paralleli. Da una parte la clinica che esamina i sintomi riferiti dal paziente e che il medico valuta con visita attenta e rigorosa, dall'altra gli esami clinici e radiologici. Quasi sempre le due cose combaciano e la diagnosi clinica si sposa con quella radiologica e di laboratorio . A volte succede che le indagini cliniche differiscano da quelle di laboratorio, che non avallano l'ipotesi diagnostica, anzi la escludono. A questo punto acquista spessore e valenza la bravura, la professionalità, l'intuito del medico che andrà a formulare la diagnosi. Spesso succede che dopo alcuni giorni, ripetendo le indagini radiologiche venga fuori la magagna. Tante volte succede, cari amici e tante volte tanti asini-medici ci sono cascati. Come il medico, il magistrato che conduce l'inchiesta . Da una parte la testimonianza dei "fidanzatini" e della donna che ha riconosciuto anch'essa il suo stupratore, dall'altra un semplice esame di laboratorio che non riconosce il DNA degli accusati. Ecco il DNA è come quell'esame radiologico che non vedeva il tumore, che però si manifestava clinicamente in tutti i suoi sintomi ma non radiologicamente. Ci vuole professionalità ed esperienza, ammesso che ancora ce ne siano in questa Italia postsessantottina. Formidabili quegli anni... nello scassare la nazione.

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  • ercole.bravi

    04 Marzo 2009 - 10:10

    adesso dopo il cancan mediatico, si scopre che il dna non combacia. Chissà cosa e quando verrà fuori la verita "assoluta". Speriamo di non avere sorprese e che si scoprano cose strane. Certo che l'ansia da prestazione mediatica alla fine combina sempre dei casini incredibili....

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  • mariaangelaferrara

    04 Marzo 2009 - 10:10

    E' possibile che le due vittime abbiano potuto sbagliarsi così tanto nel riconoscimento dei loro carnefici. E poi uno dei due fermati non aveva raccontato minuziosamene occhi attimo dello stupro?Sono davvero sconcertata

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