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Interrogatori: star, politica e coca

Colloqui con pm Bari. Amiche di Tarantini: "Soldi per andare coi potenti. C'era droga" / Capo Stato: "No a stretta su intercettazioni"

Interrogatori: star, politica e coca
Nei giorni in cui la fuga delle notizie dalle procure sta assumendo dimensioni imbarazzanti, Silvio Berlusconi, a colloquio con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è tornato a insistere per una stretta tramite decreto. Il Capo dello Stato si è però opposto, e l'idea è tramontata nel giro di poche ore. Seuge l'articolo di Roberta Catania sugli interrogatori di Giampi Tarantini.

Questione di ore, poi la bomba barese deflagrerà. Nelle carte dell’inchiesta che sarà chiusa oggi, ma forse per il deposito degli atti sarà necessario aspettare domani o lunedì, ci sono tutte le ragazze della scuderia di Giampi Tarantini. Tutti i verbali delle fanciulle, anche figlie di notai e mogli di avvocati, che tra il 2008 e il 2009 l’ex imprenditore ha portato a Palazzo Grazioli da Silvio Berlusconi. Con il quale, come se non bastasse, pare abbia commentato ogni serata e tutti i dolci incontri. Intanto, nella città pugliese degli scandali a luci rosse, circolano i verbali di un’altra indagine che aveva interessato Tarantini: quella che portò alle dimissioni dell’ex vice di Nichi Vendola, l’assessore regionale Sandro Frisullo, anch’egli debole di fronte al gentil sesso. Tra le carte dell’inchiesta improntata sugli appalti vinti in modo sospetto dai fratelli Tarantini, ci sono i verbali di tre ragazze. Terry De Nicolò, Vanessa Di Meglio e Sonia Carpentone, che oltre al vice presidente della Regione avevano accetato di fare viaggi a Roma. Sempre dietro compenso di Giampi, che in caso di trasferta raddoppiava il prezzo. Il 22 giugno 2009 l’esile morettina, conosciuta per i rapporti sessuali concessi sia a destra che a sinistra (per sua ammissione era stata con Berlusconi e Frisullo)  diceva: «Ho visto il signor Frisullo due volte (...) sono avvenuti (gli incontri) nell’appartamento di cui vi ho già parlato nel precedente verbale».

Pochi giorni dopo, Giampaolo ribadisce: «confermo di essere a conoscenza che Maria Teresa De Nicolò era una escort e di averla pagata affinché effettuasse prestazioni sessuali in favore di terzi. Ricordo di averle corrisposto 500 euro per le prestazioni a Bari e 1.000 euro per prestazioni fuori Bari se non ricordo male (...) quanto all’appartamento dì via Giulio Petroni, angolo via Extramurale Capruzzi, si tratta di un immobile preso in locazione da Gigi Zatterini, all’epoca segretario particolare dell’assessore Frisullo. lo avevo le disponibilità delle chiavi in quanto lo stesso Frisullo me le diede nel 2007 chiedendomi di far effettuare dalla ditta difiducia delle mie aziende opera di pulizia con cadenza, se non ricordo male, settimanale. Io ho trattenuto le chiavi per i miei incontri occasionali con alcune ragazze. Ricordo di aver accompagnalo la De Nicolò in quell’appartamento al fine di farla incontrare con lo stesso Frisullo, sicuramente prima dell’estate 2008».

PROFESSIONISTE
Invece «Vanessa Di Meglio è una mia carissima amica, che ho conosciuto per il tramite di mia moglie circa dieci anni fa», prosegue Tarantini, che aggiunge: «Da allora ho continuato a frequentarla invitandola a feste nelle quali la riempivo di attenzioni anche fornendole cocaina. Tendenzialmente la stessa non è una professionista del sesso, ma all’occorrenza non disdegna di essere retribuita per prestazioni sessuali».

Nel confronto con la De Nicolò, i pm mostrano alla ragazza alcune foto  per assicurarsi che l’uomo di cui si parli sia realmente l’assessore regionale. «Sempre su richiesta di Giampaolo Tarantini ho frequentato un’abitazione sita in Bari, dalle parti della Regione Puglia, di cui non conosco il proprietario o l’utilizzatore, per incontrare, in più di un’occasione, una persona che di seguito ho appurato, apprendendolo dai giornali e dai telegiornali, essere Sandro Frisullo», spiegava la moretta, «riconosco nel portone di cui mi mostrate la foto, l’ingresso del palazzo ove è ubicataci l’abitazione all’interno della quale mi sono incontrata con Frisullo». E aggiunge delle trasferte organizzate con Giampi: «insieme a Tarantini sono stata a Cortina d'Ampezzo (nel mese di febbraio 2008, se non erro), a Milano (presso l'Hotel Principe di Savoia) e a Roma (a settembre 2008, se non ricordo male). In tali località o in occasione di tali viaggi non ho fatto sesso con alcuno su richiesta di Giampaolo Tarantini. Tuttavia non escludo che per ragioni di particolare euforia io possa aver avuto brevi incontri sessuali di cui comunque non conservo il ricordo». Inoltre: «in più di una circostanza, Giampaolo Tarantini mi ha offerto cocaina per il mio consumo personale. Tali episodi sono avvenuti in occasioni di feste a cui ho partecipato». La conoscenza tra i due risale a «4 o 5 anni prima», prosegue la De Nicolò, «in quanto Tarantini era amico di un mio ex fidanzato.

REGALINI
Ho frequentato Giampaolo Tarantini e la sua abitazione con l’allora mio fidanzato saltuariamente nell’arco due anni e quando poi mi sono lasciata, mi è capitato di incontrare ancora e di vedermi con Giampaolo Tarantini come amico», Quindi specifica che «nel tempo, Giampaolo mi ha fatto dei regali in danaro o in oggetti vari» e aggiunge di quando, nell’estate 2008, «Tarantini è salito sulla mia Smart e insieme siamo andati nelle vicinanze dell'Hotel 7 Mari in Bari per presentarmi una persona. Credo che la possibilità di incontrare una persona nel corso di quel giorno mi fosse stata prospettata da Giampaolo Tarantini nel corso della mattina in cui è avvenuto l’incontro stesso. Ivi giunta ho conosciuto, in quanto presentatomi da Giampaolo Tarantini, un uomo, di cui non ricordo né il nome, né la professione, sulla sessantina, con capelli bianchi. Ricordo di essere di seguito entrata in un Hotel, nel Pineta Mare con esattezza, insieme all'uomo presentatomi da Giampaolo Tarantini. Lì si è consumato con lo stesso un incontro a sfondo sessuale. Non mi sento di escludere il fatto che per effettuare tale incontro Giampaolo Tarantini mi abbia offerto e consegnato denaro o oggetti vari. Di tanto in tanto, comunque, Giampaolo Tarantini mi ha fatto regali in denaro o in oggetti vari. Se non ricordo male, mi sono incontrata almeno un’altra volta con l’uomo di cui all’incontro di luglio. Non ricordo se il secondo incontro sia avvenuto presso il Mare Pineta o presso altro albergo». Infine, il 21 maggio 2009, la ragazza completava le proprie deposizioni spiegando di sapere che «Giampaolo frequenta il gruppo di politici pugliesi vicini a D’Alema e in particolare Roberto De Santis e Sandro Frisullo». «So con certezza che Massimo Verdoscia faccia tuttora parte della compagine di Giampaolo Tarantini anche perché è creditore nei confronti di quest’ultimo di una ingente di somma di denaro. Per le mie prestazioni ho emesso in favore della System Medicai un’unica fattura di 24.000 euro per un rapporto che è durato complessivamente 6 mesi». Poi c’è Sonia Carpentone, detta Monia. Il 4 settembre 2008 la ragazza manda a Claudio Tarantini, fratello e socio di Giampi, alcuni sms per avvertirlo che in quel momento (all’1.22 di notte) si trova in albergo.  Claudio dice a Sonia di passare prima da lui, perché avrebbe dovuto parlarle. Ma Sonia risponde che non può, poiché è nuda. Claudio, quindi, invita la donna a passare da lui una volta che avrà finito con il suo amico (verosimilmente Frisullo).

PRANZI
Infine c’è Vanessa Di Meglio, che il 18 settembre 2009 racconta: «Conosco Giampaolo perché sono amica dell'ex fidanzato di Nicla, la moglie di Giampaolo. Quattro anni fa quando si concluse la relazione con il mio ex fidanzato lasciai l’Italia per stabilirmi a Parigi, dove viveva mia madre. Conseguentemente persi di vista le mie amicizie e anche quella di Giampaolo Tarantini e sua moglie. Con loro mantenni soltanto contatti telefonici. Poi circa due anni fa ho anche avuto una brevissima relazione con Giampaolo Tarantini. Mi invitò in questo periodo un paio di volte a Milano. Tra il 2007 e il 2008 mi invitò in due occasioni ad andare a Bari per partecipare ad altrettante feste che dovevano tenersi entrambe a casa sua. Giunta a Bari Giampaolo, invece, mi fece partecipare a due pranzi tenutisi tra lui, me e Sandro Frisullo a casa di Giampaolo stesso a Giovinazzo.

Tengo a precisare che in nessuna delle due occasioni Nicla partecipò al pranzo. A causa di questo ebbi con lui dei problemi e cioè io ero andata per partecipare a delle feste e lui invece mi portò a questi riunioni conviviali. Giunsi a Bari in aereo pagato da Giampaolo Tarantini e partecipai, mettendomi di fronte ai fatto compiuto. Terminato il pranzo Giampaolo andò via e mi lasciò da sola con Frisullo. Tornò dopo un'ora. Nel frattempo io e Frisullo chiacchierammo ma non furono consumati rapporti sessuali ma solo un approccio e scambio di effusioni. Al suo ritorno Giampaolo mi chiese cosa fosse successo, io gli raccontai la verità e lui mi rappresentò il fatto che Frisullo avrebbe potuto aiutarlo». Di lei Tarantini ricorda: «Vanessa Di Meglio è una mia carissima amica, che ho conosciuto per il tramite di mia moglie circa 10 anni fa. Da allora ho continuato a frequentarla invitandola a feste nelle quali la riempivo di  attenzioni anche fornendole cocaina. Tendenzialmente la stessa non è una professionista del sesso ma all’occorrenza non disdegna di essere retribuita per prestazioni sessuali. Ho favorito nel 2007 e nel 2008 rispettivamente due prestazioni sessuali della stessa con Sandro Frisullo, retribuendola con un importo che credo si aggirasse, sui 500 euro oltre a pagarle il biglietto aereo poiché la stessa veniva da Parigi ed ospitarla a Riva del Sole a Glovlnazzo».

di Roberta Catania

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Commenti all'articolo

  • cioccolataio

    15 Settembre 2011 - 11:11

    La prima è che Berlusconi sia un pirlone. La seconda è che sia della stessa razza e ambiente dei vari Tarantini, Lavitola, Brancher, eccetera, eccetera. Le terza è che, oggi come oggi, sia un uomo malato accecato dal sesso femminile. In tutti e tre i casi non può essere il Presidente del Consiglio dell'ottava potenza economica del mondo (o almeno, prima di lui, lo era...). Questa è la verità elementare, Watson!

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  • marino43

    15 Settembre 2011 - 11:11

    La cosa più triste e nello stesso tempo vergognosa è che ci stiamo facendo l'assueffazione.Un po' è come le notizie dei tg. Degli esempi? Notizia: hanno svaligiato una banca, c'è stato un conflitto a fuoco è morto un carabiniere...incidenti stradali, un pirata della strada uccide due giovani...un'esplosione a Cabul..furto in villa...stuprata una giovani in pieno centro...duemila morti...potrei continuare. Ormai tutto è diventato normale, la coscieza civica è sparita, omogeneizzaata dalla televisione. Ho sentito con stupore le interviste a delle ragazze che facevano un concorso di "bellezza" a Taormina! Chiedeva l'intervistatrice: ci andreste voi ad Arcore? Risposte...e perchè no? se questo mi da la possibilità di essere famosa! Altre davano risposte sui generis..Diventare famosa per essere andate con il presidente! Cosa vuoi fare se vinci! Andare in tv.Questo è sconvolgente! Che sia stato eliminato dal senso comune l'indignazione, che non significa essere dei bacchettoni baciapile.

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  • papi.presidente

    15 Settembre 2011 - 11:11

    ahahahah!! ma ancora credete che il problema sia che berlusconi va a puttane??!!! ma siete davvero così superficiali??!!! ahahahahah!!! beata ignoranza!

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  • nicolass

    15 Settembre 2011 - 11:11

    sono tali e tante che di fronte alle sconcezze palesi del loro Presidente non se la prendono con Lui per la sua cialtronaggine che ci fa fare figure barbina agli occhi del mondo, ma se la prendono invece con chi diffonde la notizia. Per fare un esempio è come se Silvio uccidesse una vecchietta per fregarle la borsetta e venisse denunciato dal vicino di casa che lo scopre a commettere il misfatto... i bananas a questo punto si scaglierebbero contro il vicino di casa denunciandolo di aver fatto la spia invece di condannare il gesto deplorevole del Silvio Dio loro.. povera Italia!!!! la cosa triste è che i bananas sopravviveranno al destino politico e umano del loro Leader e continueranno ad ammorbare il paese con la loro squallida presenza.

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