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Tutte le donne di Gianpi: Began tra gli 8 indagati

Bari, avviso conclusione delle indagini (leggilo): c'è anche Sabina. Più di 100mila intercettazioni nell'inchiesta per spiare la vita del premier. Secondo i pm Tarantini era "l'organizzatore dell'associazione"

Tutte le donne di Gianpi: Began tra gli 8 indagati
Tra gli indagati della Procura di Bari sullo sfruttamento della prostituzione, oltre all'imprenditore-faccendiere Giampaolo Tarantini, figura anche Sabrina Began, meglio nota come l'Ape Regina. I capi di accusa per la showgirl sono associazione per delinquere e favoreggiamento della prostituzione. La Began era stata al centro delle cronache anche nei giorni scorsi, per via del suo presunto flirt con Italo Bocchino, poi finito con una denuncia per stalking nei confronti dello stesso deputato Fli. Oltre alla Began, l'avviso di fine indagine è stato notificato ad altre persone. Dal fitto intreccio tra Procure, quella di Napoli e quella di Bari, spunta anche il memoriale difensivo di cinque pagine consegnato dal premier al pool partenopeo, in cui Berlusconi sostiene di aver agito soltanto per compassione nei confronti della famiglia Tarantini.



Le ipotesi - Il procuratore di Bari, Antonio Laudati, e i pm Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, contestano agli indagati il reato di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Ma nelle dieci pagine dell'avviso di conclusione delle indagini si ipotizza lo scambio tra favori sessuali e partecipazione ad appalti pubblici, e ovviamente al centro ci sarebbe Silvio Berlusconi. L'avviso di conclusione delle indagini porta il timbro e la data dello scorso 5 agosto, quando l'atto è stato depositato presso la cancelleria della procura della Repubblica: l'avviso è stato notificato proprio oggi, giovedì 15 settmbre, primo giorno utile dopo la sospensione feriale dei termini processuali.

Le notifiche - Tra gli indagati a cui, oltre alla Began, è stato notificato l'avviso di fine indagine, secondo quanto si è appreso, ci sono i fratelli Claudio e Gianpaolo Tarantini, l'avvocato brindisino Salvatore Totò Castellaneta e l'amico di Gianpi, Massimiliano Verdoscia. Quest'ultimo è già stato condannato in primo grado dal gup del tribunale di Bari a quattro anni e quattro mesi per i festini a base di cocaina organizzati da Tarantini.

100mila conversazioni - Complessivamente sono oltre 100mila le conversazioni telefoniche e ambientali effettuate fino all'estate del 2009 nell'ambito dell'inchiesta. Lo ha riferito in una nota la Procura di Bari, che ha ufficializzato che il Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle di Bari ha proceduto alla notifica di otto avvisi di conclusione di indagini per la vicenda escort.

Il ruolo di Tarantini - Secondo i pm, "il Tarantini promotore e organizzatore dell’associazione, al fine di consolidare il rapporto con Silvio Berlusconi (avviato nell’estate del 2008), ottenere per il suo tramite, incarichi istituzionali e allacciare avvalendosi della sua intermediazione rapporti di tipo affartistico con i vertici della Protezione civile, di Finmeccanica spa, di società a quest’utlima collegate (Sel Proc sc., Selex sistemi integrati spa e Seicos spa), di Infratelitalia spa e altre società, provvedeva a:
1) Ricercare le donne, personalmente o per il tramite di altri partecipi, persuadendole a prostituirsi o rafforzando il loro iniziale proposito di prostituirsi, in occasione degli incontri che egli stesso organizzava presso le residenze di Silvio Berlusconi;
2) Selezionare le donne, personalmente o per il tramite degli altri partecipi, secondo specifiche caratteristiche fisiche (giovane età, corporatura esile)
3) Impartire, in occasione di tali incontri, disposizioni sull’abbigliamento da indossare e sul comportamento da assumere;
4) Sostenere le spese di viaggio e soggiorno delle donne proveniente da varie parti d’Italia, mettere loro a disposizione il mezzo per raggiungere il luogo dell’incontro".

"Serate conviviali" - Il legale del premier, Niccolò Ghedini, torna a spiegare che quelle al centro dell'inchiesta erano "eleganti serate conviviali". Una tesi più volte sostenuta da Berlusconi per rispondere a chi parlava di "festini erotici" nelle sue residenza a Milano e nella capitale. "Le prospettazioni accusatorie contenute nel capo di imputazione per la vicenda di Bari non solo vedono totalmente estrano il presidente Berlusconi, ma dimostrano la sua completa non conoscenza circa l'asserito comportamento del Tarantini e dei suoi coindagati", puntualizza Ghedini. Quindi in una nota, lo stesso Ghedini e Piero Longo, concludono: "Del tutto infondate, invece, appaiono le ricostruzioni delle serate, che erano soltanto riunioni conviviali, come più volte affermato dalle stesse protagoniste".

L'Arcuri e Sanremo - Nell'atto notificato agli indagati, i pm fanno i nomi di tutte quelle donne che secondo il loro teorema sarebbero state "indotte all'attività di prostituzione esercitata in favore di Silvio Berlusconi". Nel giro di Tarantini figurano altisonanti nomi dello spettacolo. Fa capolino addirittura Manuela Arcuri, che secondo i pm rifiutò favori sessuali anche se le sarebbe stata offerta la conduzione del Festival di Sanremo: "Gianpaolo Tarantini - scrivono le toghe - la indusse a prostituirsi in favore di Silvio Berlusconi con la promessa che lo stesso l’avrebbe favorita per la conduzione del festival di Sanremo, non riuscendo a portare a termine il suo proposito a causa del rifiuto opposto della stessa".
 
Tutte le donne - Di seguito l'elenco di tutte coloro che secondo l'inchiesta dei pm parteciparono alle serate organizzate nelle residenze del Presidente del Consiglio: Maria Teresa De Nicolò, detta Terry (palazzo Grazioli), Carolina Marconi, Daniela Lungoci (villa San Martino), Francesca Lana, Hawa Kardiatau, Karen Buchanan (palazzo Grazioli), Camille Charao Cordeiro (Palazzo Grazioli), Barbara Montereale (villa Certosa), Sara Tommasi, Sebbar Fadoua (Palazzo Grazioli), Chiara Guicciardi (palazzo Grazioli), Vanessa di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro (palazzo Grazioli), Maria Josefa De Brito Ramos (palazzo Grazioli), Grazia Capone (Arcore e villa San Martino), Luciana de Freitas Francioli (Arcore), Michaela Pribisova, Maria Ester Garcia Polanco (centro Messeguè di Melezzole), Mariasole Caci (Arcore), Ioana Visan, Barbara Guerra, Patrizia D’Addario (palazzo Grazioli), Sara Tommasi, Lucia Rossini (palazzo Grazioli).

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Commenti all'articolo

  • vin43

    16 Settembre 2011 - 08:08

    Allora! Di quello che fa privatamente B., non m’interessa. Per me si può “fare?” tutte le ragazze di questo mondo. Può dare tutti i soldi a chi cavolo vuole. Ciò che mi fa rabbia e penso a tutti gli italiani, è che Sarkozy e Cameron sono andati, ieri, a fare il balletto nel teatro libico. Un balletto che ci costerà la perdita della supremazia diplomatica che noi abbiamo conquistato a fior di milioni di euro. Ieri erano tutti lì, a congratularsi col Consiglio Nazionale Provvisorio. Tutti stanno siglando contratti per l’esportazione del petrolio. La compagnia petrolifera americana “Tesoro” ha concluso un contratto di 1,2 milioni di barili. Esiste il detto: “Chi tarda arriva, male alloggia”. Sembra proprio che noi come alloggio prenderemo la tenda di Gheddafi. Agli scagnozzi di L. Violante e alle spie di M. D’Alema dico senza peli sulla lingua: ”Lasciate lavorare il governo, e fate dei lavori più proficui”.

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  • sebin6

    16 Settembre 2011 - 08:08

    queste sono caz*ate, se una persona ha soldi e potere perchè non ne deve approfittare. Con i soldi si possono comprare: donne, giudici, politici, giornalisti etc. Con il potere si possono demolire gli avversari (politici, giudici, giornalisti etc), Machiavelli insegna. Stando così le cose, però, trovo difficile condannare chi non avendo e soldi e potere diventa mafioso e ottiene tutto questo.

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  • bruno osti

    15 Settembre 2011 - 18:06

    ne avevano ben solidi di motivi: tutto è nato per un'indagine su tangenti; Tarantini era sotto intercettazione, non Berlusconi. La vicenda D'addario è nata per un'indagine della GDF su carte di credito clonate; non era Berlusconi sotto intercettazioni. L'utenza di Berlusconi, una volta per tutte, NON è mai stata messa sotto intercettazione. Lui ci è cascato perché parlava con tali individui. Se Lui non avesse certe frequentazioni....

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  • guidoboc

    15 Settembre 2011 - 18:06

    E i giudici spendono i nostri soldi per queste ca.....

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