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I democratici a luci rosse Amici di Max nel club Tarantini

Inchiesta di Bari: indagato Castellaneta, uomo vicino a D'Alema. E con le escort rispunta il vice-Vendola Frisullo

I democratici a luci rosse Amici di Max nel club Tarantini
Silvio Berlusconi è il pesce grosso. Il premier "circondato dalla corte dei miracoli", che opposizione e procure vorrebbero fare fuori a suon di inchieste. Però, nelle ultime carte baresi non c’è solo il giro degli amici e delle amiche del Cav. Ci sono pure i dalemiani e i vendoliani, indagati insieme alla "cricca" di Giampaolo Tarantini. Ci voleva l’avviso di conclusione delle indagini preliminari della procura di Bari per rispolverare nomi cari al Pd come quello di Alessandro Frisullo, ex vicepresidente della Regione Puglia, invischiato in storie di "donnine" in cambio di vantaggi nell’assegnazione di commesse e affidamenti da parte delle Asl pugliesi. Frisullo (nei confronti del quale si procede separatamente, infatti non risulta indagato in questo filone) aveva rapporti ben consolidati con Giampi e il fratello Claudio. Il suo nome compare in quanto cliente di Sonia Carpentone (detta Monia), "che ha prestato i propri servizi di escort presso l’hotel Principe di Savoia di Milano". Si legge ancora che, tramite Tarantini, in più occasioni, l’ex numero due della Regione Puglia ha usufruito delle prestazioni sessuali di Terry De Nicolò, nell’estate del 2008.  
Tra i nuovi indagati c’è invece Salvatore Castellaneta, nato a Fasano nel 1960. Di professione avvocato, a lui (oltre che a Tarantini e ad altri due), i magistrati pugliesi contestano anche l’associazione a delinquere e non solo reati connessi al favoreggiamento della prostituzione. Castellaneta, in Puglia non è un mistero, è stato spesso visto con molti personaggi dell’entourage di Massimo D’Alema. In particolare, sarebbe buon amico di quel Roberto De Santis, ex proprietario della barca Ikarus, di recente messa in vendita dallo stesso D’Alema. Castellaneta e De Santis sono stati anche rispettivamente sindaco effettivo e presidente della Milano Pace spa, società realizzata a Sesto San Giovanni, che ha finanziato "Fare Metropoli", la fondazione dell’ex presidente della Provincia di Milano, il Pd Filippo Penati. Il quale è al centro di un altro grosso guaio che riguarda il tangentificio rosso della ex Stalingrado d’Italia. Cosa c’entra Penati con l’inchiesta barese? Apparentemente niente. Però il suo amico De Santis è stato vicinissimo a Castellaneta, appena indagato per avere favorito l’attività di prostituzione di tale Grazia Capone. Al capo V dell’ordinanza si legge poi che Tarantini, Castellaneta e Massimiliano (detto Max) Verdoscia, sono indagati per avere "mediante un medesimo disegno criminoso reclutato Patrizia D’Addario, Barbara Montereale e Lucia Rossini per favorirne la prostituzione, dietro corrispettivo in denaro". Reato commesso tra il 27 ottobre e il 5 novembre 2008, sia a Bari che a Roma. 
Per rendere l’idea del filo che lega alcuni personaggi dell’inchiesta con i big del Pd, c’è poi Massimo D’Alema ospite nella masseria di Castellaneta il 14 giugno del 2009, esattamente tre giorni prima di un’intervista rilasciata dalla D’Addario al Corriere della Sera dal titolo: "Incontri e candidature, ecco la mia verità". Baffino, domenica 14 giugno, interviene invece in diretta nella trasmissione di Lucia Annunziata In mezz’ora e lancia un messaggio criptico che lasciava presagire novità in arrivo: "Io penso che la vicenda italiana potrà conoscere delle scosse", disse D’Alema quel giorno. "Non c’è dubbio". E la scossa poi è arrivata. 

di Brunella Bolloli

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Commenti all'articolo

  • Dream

    16 Settembre 2011 - 16:04

    Oddio nooo!! dai dai, chissa' nella tua vita forse qualcosa "imbrocherai!, a imaaa! mettete na pezza dai!

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  • satanik

    16 Settembre 2011 - 13:01

    Sono tutti uguali, tutti........ ma solo Lui è il Pornopremier

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  • papi.presidente

    16 Settembre 2011 - 12:12

    non erano cene innocenti a base di coca e karaoke?!! ahahahah!! i comunisti a luci rosse e papi a luci azzurre!!! ahahahah!!!

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  • ANOTHARJOINT

    16 Settembre 2011 - 12:12

    Forse i magistrati non conoscono la differenza tra "pecche" e "reati" ? O le pecche vengono attribuite al PD ed i reati solo al PDL?

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