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Minigonne, tacchi e cene. Silvio: "Gianpi, ma chi mi porti questa sera?"

Le telefonate del caso Tarantini. Il faccendiere dettava il dress code delle ragazze. Quegli incontri per gli affari Darfur e Shevchenko

Minigonne, tacchi e cene. Silvio: "Gianpi, ma chi mi porti questa sera?"
Giampaolo Tarantini era stufo di sgomitare nelle Asl per fare l’imprenditore: la sua ambizione era «diventare parlamentare europeo». Chiede un aiuto a Silvio Berlusconi, come si legge nella sintesi di una delle 100mila telefonate intercettate dalla procura di Bari tra il 2008 e il 2009. Al telefono con il premier, Tarantini si sarebbe informato anche sui limiti di età per accedere all’europarlamento. Scoperto di avere i requisiti, «esulta», scrive la Guardia di finanza. Dopo qualche tempo il progetto politico cede il passo, forse per un rifiuto del Cavaliere a promuovergli la candidatura, ma il rampante barese non si perde d’animo e ripiega sul desiderio di «formare una lobby». Anche per intraprendere questa strada, chiede aiuto a Berlusconi. Tra un commento su una ragazza da introdurre nella rosa e i dettagli di un party da organizzare, Giampi avrebbe infilato la richiesta di avere «contatti con Guido Bertolaso e Finmeccanica». Indiscrezioni che hanno prodotto l’immediata smentita dell’ex capo della Protezione civile: «Sfido chiunque a trovare nelle centomila intercettazioni dell’inchiesta di Bari traccia di un mio intervento per favorire Tarantini o persone a lui vicine».

Agli atti delle indagini sulle escort, chiuse il 5 agosto scorso, ma la cui conclusione è stata notificata ieri agli otto indagati, ci sono cinque faldoni. Ognuno di questi contiene 1.200 pagine. In tutto, quindi, ci sarebbero seimila fogli, riempiti delle intercettazioni telefoniche ritenute più pertinenti.  «Chi mi porti stasera?». Sarebbe una delle incalzanti richieste del premier a Giampi. Dall’altra parte, Tarantini, dopo avere parlato con il Presidente del Consiglio, si dava da fare per curare tutti i dettagli delle serate. Indicazione tassativa per le fanciulle, rigorosamente «giovani ed esili», era il dress code. Alle escort, alcune improvvisate, altre di professione, il «procacciatore» impartiva poche semplici regole: «Abito nero, gonna corta e, assolutamente, niente tacchi». Nel corso delle chiacchierate tra Berlusconi e Tarantini, poi, ci sarebbero commenti sull’esito degli incontri e apprezzamenti sulle ragazze.  Tra l’altro emergerebbe il particolare che più di una volta, a dormire a casa del premier, siano rimaste quattro o cinque giovani donne. Tutte insieme. In alcuni casi, ma come era già stato rivelato quando scoppiò lo scandalo, delle giovani avrebbero ricevuto delle buste con del denaro direttamente dal presidente del Consiglio.

Tra le tante telefonate finite nei cinque faldoni, ce n’è anche una con Manuela Arcuri. Dagli atti risulta che la showgirl, nonostante le insistenze di Tarantini e dell’amica Francesca Lana, non avrebbe ceduto alle pressioni per andare a letto con il presidente del Consiglio. La coppia, entrambi indagati, la sollecita promettendole perfino la «conduzione del festival di Sanremo», ma lei non cede. Al telefono con Giampi, dopo l’ennesima insistenza, sbotta: «Ma chi me lo fa fare? Neanche mi produce un film…». A quanto pare la bella attrice di Latina avrebbe capito tardi le potenzialità del suo corteggiatore. Tanto che, secondo quanto scrivono i magistrati stessi, avrebbe acconsentito ad incontrare il premier «per fare partecipare il fratello Sergio a una trasmissione televisiva». Ma  «non riuscirono a portare a termine il proposito per ragioni indipendenti dalla loro volontà». Quali, non è specificato.

Infine negli atti figurano i verbali delle 31 ragazze individuate come «merce di scambio», attraverso le quali Tarantini sperava di ottenere favori e prestigio. Tra tutte, spicca l’Ape Regina, Sabina Began, indagata per concorso in favoreggiamento della prosituzione.  «Io ho molte conoscenze in ambienti importanti e questo mi ha consentito di organizzare una cena tra il presidente del consiglio e Roman Abramovich», aveva spiegato due anni fa alle Fiamme Gialle. «La finalità (dell’incontro, ndr) era di trasferire Andriy Shevchenko al Milan. A quella cena invitai tantissime persone importanti e su sua richiesta esplicita, invitai anche Giampaolo Tarantini (...) La cena andò benissimo tanto che qualche giorno dopo organizzai per il presidente del Consiglio un pranzo, c’era anche Tarantini».
L’amicizia tra l’Ape Regina e il re delle protesi pugliesi è antica. A presentarli Nicla Devenuto, la moglie di Giampi, che dalle cene si teneva lontana («ero al settimo mese di gravidanza e mi sentivo brutta», ha confessato ai pm di Napoli). Della coppia, la Began aveva anche raccontato: «Mi sembravano persone perbene, quindi non avevo difficoltà a coinvolgerli». «E ricordava anche di avere invitato Giampaolo a una cena organizzata dal presidente in occasione dell'invito del Cavaliere a George Clooney. «In quella circostanza chiesi a Giampaolo di invitare delle amiche, perché c’erano troppi uomini. Giampaolo venne con delle ragazze con le quali io non ho fraternizzato», aveva concluso Sabina, «perché non è mia abitudine legare con gli estranei. Ma voglio aggiungere di mia iniziativa che tutte le volte successive nelle quali Tarantini è venuto a casa del presidente con sue amiche, e c’ero io, la loro presenza si è limitata alla cena. Dopodiché siamo andati via».

di Roberta Catania

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Commenti all'articolo

  • roda41

    19 Settembre 2011 - 16:04

    l'AIDS,già sta rovinato!!

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  • eaman

    17 Settembre 2011 - 08:08

    Almeno in Italia c'e' qualcuno che se la spassa.

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  • forastiero2

    17 Settembre 2011 - 00:12

    Da cittadino penso che il Presidente del Consiglio, a casa sua e nella sua vita privata, fino a prova contraria un Uomo come tutti gli altri, abbia tutto il sacrosanto diritto di fare e dire ciò che vuole. Se in questo ambito se la spassa, invita o fa invitare, delle mega gnocche? Personalmente dico: Beato Lui.

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  • vgrossi

    16 Settembre 2011 - 22:10

    ... a fare un ragionamento. Scrivi "...Va bene che lo scarso spirito critico dell'elettore medio di destra vi consente ..." e, con quel "medio" pensi di esserti "parato", insomma di dire una cosa incontrovertibile. Ma ragiona un attimo : l' elettore di destra, e per di più "medio" rappresenta più o meno, il 50 % dei votanti. Date le caratteristiche del votante, in buona sostanza, il 50 % più o meno del Paese. Dunque il 50 % del Paese ha uno "scarso spirito critico", e, guarda caso, finisce TUTTO a dx. La semplice statistica dice che questa tua è una SCEMENZA. Ma se è una scemenza, tutto il tuo ragionamento è una scemenza : non mi risulta una cosa nuova, a dire il vero. Non ti bastava dire "lo scarso...dei vostri lettori"?sarebbe stato discutibile, ma non una IDIOZIA. Il fatto è sempre lo stesso : non sapendo bene di cosa stai parlando, scivoli regolarmente sulla buccia della banana che stai mangiando ... Un suggerimento: evita di ragionare, e limitati alle invettive. Ti fai meno male

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