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"Italia deve essere più seria" E' la vendetta della Merkel a spaventare davvero Silvio

Quelle parole ("Culona inchiavabile") e quella registrazione preoccupano il Cav più di tutto. E Angela sguinzaglia i suoi uomini

"Italia deve essere più seria" E' la vendetta della Merkel a spaventare davvero Silvio
Angela Merkel pregusta la vendetta su Silvio. Quel "culona inchiavabile" ha come prevedibile stizzito la cancelliera tedesca, che ha chiesto ai suoi uomini di indagare a fondo su quelle telefonate intercettate. Ufficialmente, dicono da Berlino, la Merkel vuole "guardare oltre" ma avrebbe anche condidato: "L'Italia deve cominciare a essere molto più seria". Nel frattempo, rimane il dubbio. Quelle parole furono dette veramente da Berlusconi? E, nel caso, quella registrazione esiste?

Leggi l'articolo di Barbara Romano

«C’è un giudice a Berlino?». Il grido di Silvio Berlusconi si è levato in tutto il suo furore ieri da Palazzo Chigi quando gli sono cadute in testa da Bari le ottocento nuove pagine di informativa dei Ros relative all’annosa saga giudiziaria sex and the president. Mai così furioso. Ecco come lo descrive chi lo ha incontrato, che sintetizza così lo stato d’animo del premier: «Incazzatura mortale». Tanto che lunedì, al processo Mills se ne vedranno delle belle: «Vado dai giudici di Milano e gli faccio un c... così», ha giurato Berlusconi ai suoi. Ma sino ad allora, calma e gesso.
Il premier era già tutto ringalluzzito dalle garanzie ricevute dalla procura barese che non sarebbero uscite telefonate né stralci di telefonate che possano metterlo in imbarazzo all’estero. Ed era pronto a ripartire alla carica contro le toghe. Stava per convocare una conferenza stampa a Palazzo Chigi, che si sarebbe tenuta tra le 17 e le 18, subito dopo l’incontro con il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni. Una filippica di fuoco contro il complotto giudiziario dove sarebbe andato giù durissimo contro la magistratura politicizzata. «Ancora più duro del solito», confida un membro di governo a cui il presidente del Consiglio in mattinata aveva annunciato il suo contrattacco al caso Tarantini bis. E invece, l’informativa dei Ros ha abortito la rivincita del Cav.

Doccia fredda - Quel dossier, infatti, cancella ogni rassicurazione giunta al Cavaliere dal procuratore capo di Bari, Antonio Laudati. Già, perché quelle ottocento pagine potrebbero contenere tutte le centomila telefonate che sono state intercettate nell’ambito dell’inchiesta Tarantini. Sicuramente, a quanto si apprende dalla procura barese, nell’informativa dei Ros c’è la trascrizione di telefonate molto imbarazzanti tra Berlusconi e Giampaolo Tarantini sulle frequentatrici assidue di Palazzo Grazioli. Ma la vera preoccupazione del premier non è questa. Il dubbio che lo assilla davvero è che tra le intercettazioni trascritte in quelle ottocento pagine ci sia anche la telefonata incriminata in cui il premier avrebbe usato espressioni poco edificanti sulla cancelliera tedesca Angela Merkel. Morale: conferenza stampa annullata.

La prudenza è più che mai d’obbligo ora che si è riaffacciato lo spettro della potenziale gaffe diplomatica più temuta dal premier, perché renderebbe obbligatorie le sue dimissioni. Le colombe di Palazzo Chigi hanno avuto gioco facile stavolta nel ricondurre Berlusconi a più miti consigli. Lui infatti sa bene che se anche uno solo dei suo presunti “apprezzamenti” sulla Merkel si rivelasse veritiero e venisse divulgato urbi et orbi sarebbe assai più esiziale di qualunque sua intercettazione hard con o sulle escort. Ma se a Palazzo Chigi il premier si è trincerato nel silenzio, tra le mura di Palazzo Grazioli ha dato in escandescenze. «Non sarebbe ora che qualcuno prendesse le difese anche dell’istituzione della presidenza del Consiglio?», si è sfogato Berlusconi al telefono con un ministro del Pdl prendendo di mira il Consiglio superiore della magistratura. «Non facciamo neanche in tempo a presentare un disegno di legge in Parlamento che il Csm ha già emesso un parere contro per violazione del diritto alla libertà dei magistrati, neanche fosse la Corte costituzionale».

Il vero obiettivo
- Berlusconi prende di mira Palazzo dei Marescialli per colpire l’inquilino del Colle, che ne è il capo supremo, quando reclama «una voce autorevole» che si levi in difesa del presidente del Consiglio. «Non sono una violazione del diritto di libertà tutte le intercettazioni su di me che vengono fatte e pubblicate pur non avendo nessuna rilevanza penale, quando andrebbero stralciate dal fascicolo e distrutte?», ha rincarato il Cav al telefono con il suo ministro.
L’invettiva del premier contro il parlamentino dei giudici assume poco dopo il crisma dell’ufficialità nell’appello ad «esercitare la massima vigilanza» lanciato dai capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, al vicepresidente del Csm Michele Vietti. Ma è da Giorgio Napolitano, il presidente del Csm, che il Cavaliere si aspetta un intervento in sua difesa, adesso che «i giudici hanno messo un bersaglio sul premier e si divertono a giocare a freccette», ha detto fuori di sé dalla rabbia al ministro del Pdl. «Non sono riusciti a sfondare su altri fronti, tipo la mafia e le stragi, e ora si sono concentrati sulla mia vita privata. Sono stati i pm, tramite le intercettazioni, a fare dei miei affari personali il fulcro della vita politica italiana. Ma se pensano che alla mia età io sia disposto a cambiare le mie abitudini e a rinunciare alla mia vita, si sbagliano di grosso», ha giurato prima di riagganciare la cornetta.

Dopodiché, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera di fuoco al direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, nella quale assicura: «Non ho mai fatto nulla di cui vergognarmi». E punta il dito contro le toghe, che «espongono centinaia di persone al pubblico ludibrio». Ma questo è solo l’assaggio della guerra totale che Berlusconi ha intenzione di scatenare contro la magistratura.
Il contrattacco che voleva lanciare ieri dalla sala stampa di Palazzo Chigi molto probabilmente si sposterà nel tribunale di Milano.
Già, perché il Cav ha intenzione di andare direttamente nel covo del nemico. E lo farà lunedì, all’udienza del processo Mills che riprenderà dopo la pausa estiva. Inizialmente Berlusconi aveva deciso di dare forfait annunciando tramite uno dei suoi difensori, il senatore Piero Longo, che non si sarebbe presentato per motivi istituzionali. Contrordine in serata, quando sempre Longo ha fatto sapere che invece il premier sarà in aula lunedì. Il cambiamento repentino di strategia è dovuto alla volontà del Cav di dimostrare che non intende sottrarsi alla giustizia e di andare a difendersi personalmente: «Visto che non sono le altre istituzioni a difendere il presidente del Consiglio, lo farò io», ha annunciato ieri alla sua cerchia più ristretta. Ma l’intenzione di Berlusconi è anche e soprattutto quella di togliersi dalle scarpe tutti i sassi che ha accumulato contro i magistrati, contro i quali ai suoi ha promesso fuoco e fiamme: «Si pentiranno di avermi convocato».

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Commenti all'articolo

  • Dream

    19 Settembre 2011 - 15:03

    guarda, sarei felice davvero che la Merkel si metta ad indagare, sono sicura che il Premier non ha detto quella frase, (tra l'altro non è un temine del nord) e poi deve venire fuori chi si è inventata sta st....ta"""

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  • roda41

    19 Settembre 2011 - 14:02

    scusate la volgarità ma a volte ci vuole: peccato non sia italiana,forse poteva rispondere alla Dante" " e del cul feci trombetta""

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  • spalella

    18 Settembre 2011 - 14:02

    Quest'uomo non ha nè dignità, nè educazione, nè senso di responsabilità.... voglio sperare, per lui, che abbia toccato simili fondi melmosi a causa dell'età, e non per cultura personale e familiare.....

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  • Bobirons

    18 Settembre 2011 - 11:11

    Da i Goti a Fedewrico II° alla Wermacht, l'abitudine tutta teutonica di considerare l'Italia come terra di conquista ed assoggettazione non è cambiata. Se non fosse stato per i Romani, la gloriosa Aquisgrana (Aachen) non esisterebbe neppure. Ma già la Frau Prezident viene dall'oltre Ecker e li la Roemische Kultur non è penetrata, lasciando lo sviluppo storico ai barbari. Per quanto concerne l'espressione (culona in....le), ma state ancora a sentire cosa riporta il giornaliaio (chiedo anticipate scuse ai Signori Rivenditori di quotidiani) Travaglio (nomen omen). Quello è capace essersi inventato tutto, ossessionato com'è dal Berluska.

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