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Premier al telefono con Gianpi "Non portarmele alte"

Silvio con Tarantini: inviti eccellenti per impressionare le ragazze. "Io Rossella e Del Noce vecchietti, ma potenti"

Premier al telefono con Gianpi "Non portarmele alte"
Pubblichiamo alcune intercettazioni trascritte nelle 6mila pagine di verbale dell'inchiesta di Bari su Gianpaolo Tarantini e il suo giro di escort.

Il primo incontro tra Silvio Berlusconi e Giampaolo Tarantini è totalmente casuale. Dai verbali usciti dalla Procura di Bari si evince che l’imprenditore pugliese aveva fatto recapitare il suo numero al Cavaliere durante il matrimonio dell’onorevole Elvira Savino, grande amica di Tarantini e di cui Berlusconi faceva da testimone di nozze. Qualche settimana dopo partì per caso la chiamata: infatti, il presidente del Consiglio pensava di stare chiamando  Giampaolo Traversi, invece dall’altra parte della cornetta c’era Tarantini.

Il verbale della procura sul primo incontro tra Tarantini e Berlusconi
Si deve preliminarmente rammentare che in occasione delle nozze della parlamentare del Pdl Elvira Savino, amica intima del Tarantini, a cui Silvio Berlusconi aveva partecipato come testimone della sposa, l’imprenditore barese era riuscito con un abile stratagemma a lasciare il proprio numero di telefono al Presidente

Tarantini: «ho detto “le do il mio e chiami me quando vuole”, ha detto “va bene, scrivilo su un pezzettino di carta e dallo alla guardia, quello dietro di me”, ho preso e· gliel’ho scritto”, “che ne so - ha detto - in settimana organizziamo”

Ad ogni modo, il primo, documentato, contatto telefonico (vocale) tra i due uomini avveniva il 19.09.2008, quando, per errore, il Presidente Berlusconi telefonava all’imprenditore barese, credendo di aver composto il numero di tale Giampaolo Traversi. L’errore veniva abilmente sfruttato dal Tarantini che, nel proseguo della conversazione, riusciva a rammentare al Presidente la promessa di organizzare una cena a Roma o in Sardegna: «quando vuole organizziamo quella cena di cui avevamo parlato. Presidente a Roma o in Sardegna lei lo sa, io sono a sua disposizione».

Il 23 settembre 2008 Berlusconi organizza con Tarantini una cena a Palazzo Grazioli al quale vuole far partecipare Fabrizio Del Noce e Carlo Rossella per dare l’idea alle ragazze «di essere di fronte a persone che contano»
Berlusconi: «che cosa dici se chiamiamo anche Rossella che c’ha una ragazza che canta in Vaticano molto brava? Magari invitiamo anche Fabrizio Del Noce il direttore della fiction della rete uno della rai?
Così le ragazze sentono che c’è lì qualcuno che ha il potere di farle lavorare»
Sul punto, in una successiva conversazione telefonica, il Presidente motiva la scelta:

Berlusconi: «Sono persone che possono far lavorare chi vogliono. Ecco quindi le ragazze hanno l’idea di essere di fronte a uomini che possono decidere del loro destino. L’unico ragazzo sei tu gli altri sono dei vecchietti però hanno molto potere»

L’imprenditore pugliese arriva anche al punto di organizzare le cene con le ragazze a Palazzo Grazioli all’insaputa del premier.
Nell’intercettazione riportata Berlusconi chiama Tarantini, ma le risponde Barbara Montereale, che il Cavaliere non conosceva, la quale lo invita ad affrettarsi poiché loro sono già a tavola
Berlusconi: «Giampaolo?».
Montereale
: «Pronto presidente?».
S.B.: «Giampaolo?».
B.M.: «Giampaolo?, io sono Barbara non sono Giampaolo. Presidente noi la stiamo aspettando».
S.B.: «e dove siete?».
B.M.: «noi stiamo già.... a tavola»
S.B:: «da me?».
B.M.: «Sì! Manca solo lei!».
S.B.: «Sto arrivando».

Tarantini dimostrava di saper trarre il massimo vantaggio anche dalle situazioni apparentemente a lui sfavorevoli, proponendo a Berlusconi di volare tutti insieme sull’aereo presidenziale, dicendo che le ragazze (che aveva reclutato) abitavano a Milano e facendo credere che lui aveva un impegno di lavoro in città l’indomani mattina

G.T.: «sennò venivamo insieme a lei a Milano (ride), (rivolgendosi a Marysthell e a qualcun’altra «andiamo a Milano ora, vi va? Con l’aereo con lui. Le sue interlocutrici rispondono di sì) (Gianpaolo comunica al Presidente), va bene, se ci dà mezz'ora, il tempo difare la valigia, veniamo»

Giunti con l’aereo presidenziale a Milano -come  Tarantini riferito alla moglie Nicla nel corso di una conversazione telefonica intercorsa in data  - saltata la possibilità di passare la serata in compagnia del Presidente Berlusconi, l’imprenditore pugliese trascorreva la notte all’hotel Principe di Savoia di Milano in compagnia (nella stessa camera - come rilevato dagli accertamenti effettuati presso la predetta struttura alberghiera) di Maria Esther Garcia Polanco, alla quale, l’indomani mattina lasciava alla reception: «... i cosi qua, quelli che ti avevo detto ieri», alludendo, con ogni ragionevole certezza, ad un compenso promessole per la sua partecipazione alla cena che si sarebbe dovuta tenere il 26 novembre a Roma.

Molto stretto il rapporto tra Tarantini e la escort Maria Teresa (Terry) De Nicolò. Tra i due vi sono numerosi scambi di sms e di telefonate nelle quali l’imprenditore pugliese organizza incontri tra le escort e dirigenti Asl.

G.T.: «si, c’era un amico mio che ti voleva vedere oggi pomeriggio alle tre»
T.D.N.: «no, no, ma secondo te devo rimanere qua per 350 ... no ...»
G.T.: «no, per 500, non per 350»
In una seconda telefonata Tarantini chiede il resoconto dell’incontro
T.D.N.: «Pronto!».
G.T.: «fallo andare via quando finite che vengo io là»
T.D.N.: «no, no, vedi che quell'hotel ci ha rimbalzati, stiamo in un altro».
G.T.: «dove?».
T.D.N.: «là vicino, si chiama Mare Pineta».
G.T.:«vabbè, fallo andare via quando finisci che poi vengo io là e salgo un attimo».
T.D.N.: «si, vabbè, ok ...».

Qualche minuto dopo, Terry De NIcolò invia un sms “piccante” all’amico Tarantini: «Porta 60 euro per la camera! Ti aspetto a gambe aperte».

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Commenti all'articolo

  • vgrossi

    18 Settembre 2011 - 10:10

    E' evidente che abbiamo fatto un bel pasticcio, e che probabilmente questo picchierà durissimamente sulle tasche di tutti (E NON SOLO ITALIANI). Mi spiego: a parere mio è evidente a Bruxelles come a Strasburgo come a Washington che l' attuale PdC della IIIa economia della UE ed VIIIa mondiale è fortemente indebolito, e che quindi ha progressivamente meno possibilità di intraprendere azioni economiche importanti; è altrettanto chiaro che, una volta caduto, non c'è altra possibilità che un periodo misurabile in anni di turbolenza ed instabilità politica fenomenali (basti pensare all' ultima comparsata di Vendola,Bersani,Di Pietro) e quindi di NON politica economica. In poche parole quanto basta per mettere una pesantissima ipoteca sull' Euro (IIIa e VIIIa, mica Grecia o Portogallo!) che, guarda caso, in questo periodo è IN BILICO, e di tutto ha bisogno fuorchè di instabilità. Abbiamo fatto un bel colpo, altro che lenzuola ed 8 a nastro !

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  • piffi

    17 Settembre 2011 - 16:04

    NON SE NE PUO' PIU' !!!!Ma è possibile che l'Italia debba essere rappresentata da questi imbecilli? proviamo ariflettere!!! di TUTTI quelli che stanno al governo ne salviamo qualcuno??? SONO TUTTI CORROTTI E TUTTI RICATTABILI. VERGOGNA!!!

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  • violet73

    17 Settembre 2011 - 15:03

    devo dire che il nostro "distinto" PdC ha un concetto molto ma molto fantasioso del termine vergogna..noi, persone comuni e onesti lavoratori, ci vergogniamo per molto ma molto meno nella vita di tutti i giorni. Penalmente rilevanti o meno poco importa, ma è certo che sono atteggiamenti disdicevoli per un primo ministro..e lui fa finta di niente. Dove vuole arrivare??? Che schifo.

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  • parigiocara

    17 Settembre 2011 - 14:02

    gli italiani all' estero dovrebbero imbarazzarsi di più per l'attacco Kamikaze che i giornali italiani fanno a sé stessi e all'Italia intera. Nelle altre "famiglie" europee le magagne si coprono con il silenzio; In Italia invece, alcuni magistrati italiani sorretti da certa stampa da tre anni rovistano dentro le mutande e le lenzuola del premier per cercare un reato qualsiasi !!!! e, ogni volta che vi scoprono un pelo, lo diffondono con il megafono al mondo intero; Per finire, passato il pettegolezzo, ricordiamoci che il mondo non ride di un uomo ricc0 e potente, ride di noi italiani, poveri imbecilli ........... che palle ....

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