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L'accusa in tv di Di Caterina

L'uomo chiave dell'inchiesta intervistato da Annunziata. Nel mirino le Coop: "A Sesto arrivavano per il recupero delle aree"

L'accusa in tv di Di Caterina
Il grande accusatore di Filippo Penati, l'imprenditore Piero Di Caterina, rende sempre più scomoda la posizione dell'ex presidente della Provincia di Milano. "Siamo sui tre milioni, tre milioni e mezzo. Sono i quattrini che io ho dato nei dieci anni di vita che ho vissuto con Penati e Vimercati". Così Di Caterina in televisione, intervistato da Lucia Annunziata nel programma In Mezz'Ora.

Sindaco di Sesto - L'imprenditore, che con le sue confessioni ha messo nei guai anche Giordani Vimercati, l'ex capo di gabinetto di Penati, spiegat che i soldi, però, non erano "mazzette" ma "finanziamenti", e che non erano dunque tesi a ottenere qualcosa di illegale ma ad avere appalti. Una spiegazione che onestamente convince ben poco. Nell'intervista, Di Caterina mette nel mirino l'attuale sindaco di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini. L'imprenditore ha spiegato che "la parte di Oldrini è quella che caratterizza maggiormente quello che chiamo Sistema Sesto, perché nell'era Oldrini, per essere in condizione di lavorare, bisogna entrare in un sistema di corruzione molto complesso".

Le Coop - Nell'intervista concessa all'Annunziata si parla anche delle Coop. Di Caterina spiega che "le Coop giungono a Sesto con il recupero delle aree dismesse. Sono sempre presenti sul territorio, e anche in questo caso, io ho assistito a pagamenti di somme, di tangenti, così si dice, da parte dell'altro imprenditore Pasini alle Coop".


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Commenti all'articolo

  • beylerbey

    19 Settembre 2011 - 12:12

    Bah, le coop rosse a Milano,da che ho memoria, ci sono sempre state:feci 1 importante intervento proprio x 1 di esse a Porta Genova nel 1988/89. E all'epoca i personaggi che oggi sono alla ribalta dei media manco si conoscevano o,al massimo,erano in 1 fase embrionale della loro carriera politica oppure occupavano posizioni di secondo o terzo piano. Certo che con Pillitteri sindaco a Milano lavoravano un poco tutti,coop e SPA. ma quelli erano altri tempi,poi ci ha pensato Mani Pulite a fare Piazza Pulita. Ma forse, "andava meglio quando andava peggio". Cordialmente.

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  • peroperi

    19 Settembre 2011 - 12:12

    300.000 euro l'anno per dieci anni esentasse oltre agli altri furti a noi ancora sconosciuti, sono un gran bello stipendio. Berlusconi non ha mai rubato un solo soldo agli italiani, mentre oggi (?) si scopre che ogni personaggio di sinistra, conosciuto ai piu' o ai meno, ha da sempre affondato le mani nella marmellata. Sarebbe interessante conoscere le proprieta' di Bersani e magari di D'alema e controllare i beni intestati ai loro parenti. Avremmo di certo belle sorprese. A proposito è mai andata la GdF a fare una bella perquisizione in casa dei loro signori e dei loro parenti? Perche' mi risulta che la fam. Berlusconi abbia subito circa 2000 visite e quindi per par condicio....

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  • leccato

    19 Settembre 2011 - 11:11

    ho la sensazione che non dica la verita' Mi sa che tra poco in molti si dovranno ricredere

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