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"Capisco chi lascia la Chiesa". Ratzinger fa mea culpa

Il Papa: "Dobbiamo comprendere il ruolo che ha avuto negli abbandoni lo scandalo degli abusi commessi dai sacerdoti"

"Capisco chi lascia la Chiesa". Ratzinger fa mea culpa
E' necessario "capire perché molte persone, di recente, abbiano lasciato la Chiesa e il ruolo che in questo fenomeno ha avuto lo scandalo degli abusi sessuali commessi da sacerdoti. Del resto, io capisco che alcune persone si siano scandalizzate per i crimini rivelati negli ultimi tempi. Posso capire che, di fronte a crimini come gli abusi su minori commessi da sacerdoti, se le vittime sono persone care, vicine,  si possa dire: questa non è la mia Chiesa": lo dichiara papa Benedetto XVI in volo verso la Germania, per la visita di quattro giorni cominciata proprio oggi, giovedì 22 settembre.

Parole forti, chiare, che dimostrano, una volta di più, l’impegno che il Pontefice, in prima persona, per fare chiarezza sullo scandalo dei preti pedofili che costituisce una delle prove più dure che la Chiesa cattolica abbia dovuto affrontare negli ultimi anni. La riflessione di papa Ratzinger comporta anche una domanda fondamentale, che proprio questa situazione porta allo scoperto: "In questo contesto mi sembra importante  domandarsi perché sono nella Chiesa: ne faccio parte come se fosse un’associazione sportiva, o culturale, dove coltivo i miei interessi e se non trovo più risposte esco, o essere parte della Chiesa è una cosa più profonda? Io direi che sarebbe più importante - spiega Benedetto XVI - ammettere  che essere Chiesa non è essere in qualche associazione, ma nella rete del Signore, nella quale tira pesci buoni e cattivi dalle acque della morte alla terra della vita. Può darsi che in questa rete mi trovi proprio accanto a pesci cattivi, ma è anche vero che non sono nella Chiesa per questi o per questi altri, ma sono nella Chiesa per Dio".

A testimonianza  del clima difficile che lo scandalo - che è scoppiato in tutta Europa, ma prima ancora ha coinvolto massicciamente gli Stati Uniti -  ha contribuito a diffondere basta ricordare l’azione eclatante portata avanti  qualche giorno fa da un’associazione americana di vittime dei preti pedofili, che ha denunciato il Papa e tre alti esponenti del Vaticano alla Corte penale internazionale dell’Aja, con l’accusa di aver coperto crimini contro l’umanità.  Sotto accusa, oltre il Pontefice, il segretario di Stato  cardinale Tarcisio Bertone, il suo predecessore Angelo Sodano.

di Caterina Maniaci

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Commenti all'articolo

  • Blend83

    24 Settembre 2011 - 14:02

    Signor Di Benedetto, milioni di morti DOVE? DOVE l'ha letta quella dei 200 milioni di morti? (mi domando: parla della caccia alle streghe o della caccia al preservativo?) probabilmente sul libro di un qualche imbrattacarte che oltre a essere anticlericale era pure fumato. Chiedere scusa come fa Benedetto XVI è un riconoscimento che gli fa onore che fece anche il predecessore Giovanni Paolo II (anche se erano colpe non sue), anche se per chi vorrebbe vedere la Chiesa cancellata dalla faccia della Terra l'unica compensazione adeguata sarebbe vedere l'ultimo Papa impiccato alle budella dell'ultimo Re. Non c'è rimedio, veramente, al pregiudizio. Vada a leggersi qualche libro serio per scoprire che si sono bruciate più streghe nella Ginevra di Calvino (Giovanni, non Italo) che nell'Italia dei Papi. O in alternativa vada a sfogare le sue paranoie a Mistero, da Raz Degan.

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  • alessio di benedetto

    23 Settembre 2011 - 22:10

    NON FATEVI INGANNARE PER L'ENNESIMA VOLTA. La chiesa di Roma ha bruciato vive 4 milioni di donne e poi ha chiesto scusa. Ha genocidiato almeno 200 milioni di persone in nome del suo Cristo e poi ha chiesto perdono. Ha violentato milioni di bambini dall'inizio del papato e ora chiede perdono. UN ESEMPIO PER TUTTI. Siamo in Luisiana e il pluri stupratore di minori padre Gauthe rischia la pena di morte, prevista per questo reato gravissimo. Macché ai poveri cristi sì a lui niente. Ebbene, durante la causa civile, fu chiesto alla devota cattolica Faye Gastal, madre della vittima, che cosa le passasse per la testa, guardando il vescovo Frey, presente ai dibattimenti con l’avvocato del colpevole monsignor Mouton: “Quando li guardo, penso a Gauthe che mette il suo pene in bocca a mio figlio, che gli eiacula in bocca, che gli infila il pene nel retto. Ecco che cosa penso” . I giurati, dopo appena un’ora e 45 minuti decisero per un risarcimento “giusto e ragionevole”: 1 milione di dollari

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  • aifide

    22 Settembre 2011 - 19:07

    E perseguire i colpevoli degli abusi su minori? Cacciarli dalla Chiesa? Anzi da essere ministri di una Chiesa il cui capo "capisce" il perchè molta gente l'abbandona? Non basta capire: bisognava agire! Ormai è tardi: non c'è più parola o atto che possa porre rimedio a ciò che è venuto a galla non da parte di quella Chiesa che la gente abbandona ma su denuncia delle parti lese! Chi abbandona questa Chiesa non abbandona Dio ma solo chi indegnamente continua a parlare in suo nome.

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