Cerca

Processo ad Amanda e Raffaele L'accusa: non dimenticate Mez

Nella requisitoria il procuratore invita la Corte a mettersi nei panni della famiglia di Meredith Kercher. La sentenza tra una settimana

Processo ad Amanda e Raffaele L'accusa: non dimenticate Mez
A Perugia è in corso il processo d'appello a Raffaele Sollecito e Amanda Knox, condannati in primo grado rispettivamente a 25 e 26 anni. Entrambi si proclamano innocenti. Le richieste dell'accusa potrebbero arrivare domani. "Mi auguro che nel decidere vi sentiate un po' genitori di Meredith Kercher, una ragazza seria e discreta alla quale Amanda e Raffaele hanno impedito di vivere": il sostituto procuratore generale Giancarlo Costagliola si è rivolto così ai giudici della corte d'Assise e d'Appello di Perugia nel corso della sua requisitoria. Secondo il magistrato "c'é stata una campagna ossessiva, in particolare da parte di giornali e tv italiane, che ha fatto sentire tutti genitori di Amanda e Raffaele, due ragazzi di buona famiglia tenuti in carcere dall'ostinazione della Procura". "Mi auguro invece - ha concluso Costagliola - che nel decidere vi sentiate un po' genitori di Meredith".


z

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • roda41

    23 Settembre 2011 - 17:05

    COLPEVOLI e se tali,speriamo che come sempre,non se la scansino pure loro!!

    Report

    Rispondi

  • danianto1951

    23 Settembre 2011 - 17:05

    dovrebbe finire in carcere a vita. A questi squallidi esserucoli è affidata la vita della gente??? Ramazziamoli tutti!

    Report

    Rispondi

  • dbell56

    23 Settembre 2011 - 13:01

    Come fa a darsi attendibilità a due barboni che il più delle volte sono ubriachi come le spugne? Boh!! E questa sarebbe una delle tesi con cui l'accusa vorrebbe far condannare i due ragazzi? Ma che razza di indagini hanno condotto gli investigatori per conto del PM? Certo senza il conforto delle intercettazioni telefoniche annaspano nel buio. Con Berlusca è facile, perchè le intercettazioni sono facilmente manipolabili e piegabili a qualsiasi tesi precostituita, ma fare l'investigatore alla Poirot è stancante assai. Soprattutto per il cervello. Comunque per me, nel dubbio, è meglio avere un colpevole fuori che un innocente dentro. Se le prove sono oggettive e/o gli indizi gravi, precisi e concordanti solo così si può condannare un imputato. Solo così!!

    Report

    Rispondi

blog