Cerca

"Il calcio gestito dai clan" S'indaga anche sulla A

Nuova inchiesta della Procura di Napoli sugli incontri degli ultimi due campionati. Nel mirino molte partite di serie minori

"Il calcio gestito dai clan" S'indaga anche sulla A

Un nuovo scandalo scommesse all'orizzonte nel calcio. Centocinquanta sono le partite nel mirino della procura di Napoli. I magistrati starebbero indagando su flussi anomali di scommesse relativi a partite degli ultimi due campionati, di tutte le serie. Anche della A, nonostante la maggior parte siano di serie minori. L'elenco delle partite è stato inviato dall'Agenzia dei monopoli che ha giudicato "anomali" i flussi di scommesse. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Napoli, Rosario Cantelmo, durante la conferenza stampa per illustrare i fermi eseguiti dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta su clan e scommesse. Cantelmo ha anche riferito che è in corso una rogatoria con un Paese straniero e altre ne saranno avviate: dalle indagini sono emersi contatti tra i D'Alessandro-Di Martino e alcuni loro referenti in Spagna e Sudamerica.

La Dda, con la procura di Torre Annunziata, sta esaminando il comportamento, definito "anomalo", di alcune tifoserie nei confronti di calciatori di squadre minori: c'è il sospetto che possano esserci contatti con i clan. "Si nota che la criminalità organizzata si fa sentire o addirittura le si chiede di intervenire", dice Cantelmo. Tra i fermati, oltre Maurizio Lopez, dirigente nazionale dell'ufficio quote e rischi di Intralot, definito "persona intranea all'organizzazione", anche Antonio De Simone, direttore ufficio commerciale Intralot. Quest'estate, l'ultimo processo sportivo per le gare truccate si è concluso con la radiazione e la squalifica di molti calciatori ed ex giocatori (come Giuseppe Signori) e con la penalizzazione di molte squadre, tra le quali, in serie A, l'Atalanta, che però dopo appena tre giorni è già riuscita ad annullare i sei punti di penalità.






Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • giggino1977

    23 Settembre 2011 - 20:08

    Una banda di smidollati in cerca di pubblicità, so partiti con la brocca peggio di quelli di Milano. Povera Italia.

    Report

    Rispondi

  • Borgofosco

    23 Settembre 2011 - 15:03

    Che il calcio sia malato lo si sapeva già dal 1980 quando non venne fatta giustizia Non si vollero colpire le organizzazioni criminali che avevano messo le mani sul "giocattolo" a mezzo delle cosiddette scommesse clandestine. Si pensò che tutto potesse finire mettendo in gattabuia alcuni calciatori e presidenti. Ma non vennero arrestati i malfattori che avevano costruito organizzazioni malavitose. Silvio Berlusconi, a mezzo della sua discesa nel mondo del calcio, ribaltò molte consuetudini e fece crescere il suo team sino al dominio, sportivo, planetario Ma il Cav. si impegolò, nel 1994, con la politica ed il calcio tonò a tristi abitudini. Calciopoli spiegò cosa fossero quelle abitudini. Oggi forse nessuno ha capito che il "giocattolo" si sta rompendo. La malavita si è creata molte opportunità, di enormi guadagni illeciti, a mezzo di scommesse manipolate. Così procedendo è impossibile tornare al calcio visto come spettacolo sportivo. Morirà anche la terza industria italiana?

    Report

    Rispondi

  • beylerbey

    23 Settembre 2011 - 14:02

    Troppi quattrini girano nel mondo del pallone, troppi interessi, troppi sedicenti "sportivi" ci girano attorno!!! Un tetto agli stipendi sarebbe il minimo,altro che compensi da nababbi!! Normale che poi la "fame" diventi voracità senza limiti. Cordialmente.

    Report

    Rispondi

  • beylerbey

    23 Settembre 2011 - 14:02

    Troppi quattrini girano nel mondo del pallone, troppi interessi, troppi sedicenti "sportivi" ci girano attorno!!! Un tetto agli stipendi sarebbe il minimo,altro che compensi da nababbi!! Normale che poi la "fame" diventi voracità senza limiti. Cordialmente.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog