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Anche Concia&Co s'indignano

La comunità Lgbt si dissocia dall'iniziativa del blog Listaouting: "Solo pubblicità, non si costruisce così un Paese più civile"

Anche Concia&Co s'indignano
Il blog filo-gay sputtana il Palazzo, i gay sputtanano il blog filo-gay. Dopo che il piratesco Listaouting ha pubblicato i nomi di dieci politici omofobi e omosessuali non dichiarati, la stessa comunità Lgbt italiana si è spaccata. Anche perché il responsabile del blog ha annunciato altre rappresaglie nei confronti della gerarchia cattolica, del mondo dell'informazione, della politica. Il primo ispiratore dell'outing, il presidente di Equality Italia Aurelio Mancuso, ha ben presto preso le distanze. "Non mi dissocio dalla rivendicazione dei nostri diritti - aggiunge spiega Ivan Scalfarotto, vicepresidente Pd e attivista omosessuale - ma questa pratica non contribuisce a costruire un Paese più civile". E per la collega democratica Paola Concia, grande sostenitrice della legge contro l'omofobia, si tratta di "un gesto estremo che io non farei mai, non è la mia cultura politica. Essere gay non è un'offesa o un insulto, io non mi offendo se mi dicono che sono lesbica". Taglia corto Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay: "E' un'operazione che serve solo a fare pubblicità a chi la promuove. La pratica politica non si fa così, sparando nel mucchio e in modo anonimo".

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