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I lettori: sì diritti a omosessuali Ma no a matrimoni gay

Dal sondaggio di Libero una condanna netta delle nozze tra persone dello stesso sesso: sono contrari 3 utenti su 4

I lettori: sì diritti a omosessuali Ma no a matrimoni gay
Sì a rispetto e diritti per gli omosessuali, no secco all’equiparazione delle unioni gay alle famiglie tradizionali. I lettori di Libero rispondono compatti al dibattito lanciato ieri con la pubblicazione della lettera di Wichy Hassan. L’imprenditore si definiva “gay di destra” e reclamava con vigore la fine di pregiudizi e cliché dilaganti. Una sfida durissima, sosteneva Hassan, perché “Libero è un giornale reazionario”, con “vecchi lettori bacucchi” legati ai “vecchi modelli del frocio”.
Almeno in questo, l’imprenditore si sbagliava. Sul sito Libero-news.it abbiamo lanciato il sondaggio: “Figli e matrimoni anche per gli omosessuali, siete d’accordo?”. Ed è quasi un plebiscito: il 72% degli utenti votanti ha scelto un no secco, contro il 15% del “Sì al matrimonio, no ai figli” e il 10% del “Sì”. Fa effetto l’appena 2% della quarta e ultima opzione, “Sì ai figli, no al matrimonio”. Il verdetto è chiaro: la vera discriminante tra coppie etero e omosessuali è la prole, ottenuta per affido o procreazione assistita.
I commenti e le lettere ricevute dimostrano però che di pregiudizi ce ne sono pochi. Piuttosto, un’analisi dei pro e dei contro di un riconoscimento indiscriminato. Il rifiuto del “relativismo etico” è totale.
«Credo che la normale intelligenza umana possa comprendere le ragioni per cui due persone dello stesso sesso che si vogliono bene decidano di vivere insieme - scrive lugano64 - e questo automaticamente deve comportare tutti gli stessi diritti doveri di un matrimonio che sicuramente non potrà per evidenti regioni essere religioso ma solamente civile. Se serve diamogli un altro nome e chi se ne frega! Neanche da prendere in considerazione l’idea di avere o adottare figli. Qui la natura insegna, ci vogliono mamma e papà». Per elepo «il matrimonio non è un patto sociale: non puo prescindere dalle ragioni biologiche della sua istituzione, e un’unione tra due persone dello stesso sesso non rientra in questo inquadramento».
E mentre Franztradizione disegna futuri cupi («Un’altra barriera vogliono abbattere, e dissolvere tutto compresi il bene e il male in un’indifferenza morale dilagante») c’è chi come beylerbey vede il lato scherzoso: «Matrimonio obbligatorio. Così, nel caso di una eventuale separazione o divorzio, anche loro capirebbero cosa significa pagare gli alimenti». A Infinitoquotidiano, che accusa gli omosessuali di alimentare il luogo comune del gay-pagliaccio in stile Carnevale di Rio replica ritalaura2000, “eterosessuale di destra” che polemizza con la Chiesa: «Ue e Nazioni Unite hanno presentato una risoluzione per la depenalizzazione del reato di omosessualità. Il Vaticano si è opposto dicendo che in questo modo i paesi civili in cui si stava proponendo delle leggi per i diritti dei gay, queste sarebbero state spinte ad accordarle. Della serie chi se ne frega dei gay che vengono impiccati, è più importante difendere la famiglia tradizionale». Tra le due posizioni, c’è spazio per la critica: «I Dico facevano rabbrividire - attacca NablaOperator -. Era solo un contentino per dimostrare una parvenza di spirito di progressismo, riuscendo in un’impresa alquanto ardua. Scontentare tutti, ma proprio tutti. Bello, neh?».

di Claudio Brigliadori

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