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Amanda, la sentenza in diretta tv I giudici rischiano la figuraccia

Il verdetto atteso tra sabato e lundì. In primo grado la Knox ha preso 26 anni, Raffaele 25. Appello, non si esclude assoluzione

Amanda, la sentenza in diretta tv I giudici rischiano la figuraccia
Gli occhi dell’America e del mondo sui giudici del processo di Perugia. In diretta, dall’aula degli Affreschi, sarà trasmessa la sentenza della corte d’Appello, chiamata a decidere se Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono innocenti o assassini: colpevoli di avere ucciso Meredith Kercher la notte del 2 novembre 2007, nel casolare di via Della Pergola. La sentenza è prevista fra sabato e lunedì. Per l’americana di Seattle e il pugliese di Giovinazzo, l’accusa vuole l’ergastolo: «Sono gli assassini di Mez. A prescindere dagli esiti controversi delle perizie, restano prove schiaccianti a loro carico. Le bugie che hanno raccontato, l’assenza di alibi, i tentativi falliti di depistaggio li inchiodano al delitto», dice il pm Manuela Comodi. In primo grado Amanda (accusata anche di calunnia per avere incolpato Patrick Lumumba) ha preso 26 anni. Raffaele 25. Si professano innocenti e per questo grado di giudizio si sentono ottimisti.

L’ipotesi di un’assoluzione, alla luce degli esiti degli esami peritali sul Dna rintracciato sul reggiseno di Mez (contaminato e dunque non necessariamente riconducibile alla mano assassina di Sollecito) e sul coltello ritenuto dall’accusa (ma senza provarlo) l’arma del delitto impugnata da Amanda, non è del resto da escludere. Come non bastasse, nelle settimane passate si è sussurrato di pressioni politiche arrivate dagli Stati Uniti su questo verdetto. Si è ventilato un atto di obbedienza coloniale. E poco importa che la vittima, la studentessa Meredith Kercher, venisse da Londra. L’Inghilterra aspetta in silenzio. Mentre dall’America è già atterrato un aereo pronto a riportare  Amanda (Foxy Noxy) nella sua casa di Seattle.  Il grande occhio del mondo è fissato sui nostri giudici. Tre nazioni coinvolte e trecentosessanta testate accreditate per le riprese e l’ingresso in aula. La sentenza in diretta e la Cnn in prima in fila, con i riflettori già accesi.

Il grande set cinematografico è pronto a diramare in mondovisione l’operato dei nostri magistrati. Sembra una vendetta. La nemesi delle intercettazioni telefoniche spiattellate sui giornali che si ripercuote sulle toghe. Come prescrive il destino. Qualora la sentenza fosse di assoluzione, l’effetto detonazione sarebbe enorme. E i nostri giudici finirebbero triturati dalla gogna mediatica mondiale per avere tenuto in carcere, quasi quattro anni, due giovani innocenti.

 In caso di condanna, anche in secondo grado di giudizio, non mancherebbe il diluvio di critiche proveniente dall’America, com’era successo nel primo. Con la differenza che stavolta potrebbero arrivare in diretta. Nel dicembre 2009, pronunciato il verdetto di condanna, la senatrice democratica dello stato di Washington, Maria Cantwell, si era appellata al segretario di Stato Hillary Clinton. Chiedeva esaminasse il caso di Amanda Knox, preannunciando i suoi timori: il processo di Perugia è il risultato dell’antiamericanismo imperante tra i giudici italiani. La Cnn aspetta al sentenza e se l’aereo pronto a riportare Amanda a casa, dovesse decollare ancora una volta senza di lei, la bufera a stelle strisce sarà garantita.

Il presidente della Corte d’Appello, Claudio Pratillo Hellmann, che ha autorizzato la diretta è pronto a tutto. Da giorni, a Perugia, c’è la famiglia della Knox. Negli ultimi quattro anni, la madre e il  padre di Amanda hanno fatto la spola da Seattle. E non ha mai mancato un’udienza nemmeno Francesco Sollecito, il papà di Rafaele che aspetta fiducioso. Sabato mattina arriveranno anche i familiari di Meredith. La più dimenticata di questa storia nera.

di Cristiana Lodi






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Commenti all'articolo

  • roda41

    30 Settembre 2011 - 15:03

    se non la condannano,ma del resto,le vittime a come va in Italia,sono 2 volte tali

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  • emilioq

    30 Settembre 2011 - 11:11

    Queste sono le figure di m....da che dovrebbero evitare! Incapaci di concludere qualsiasi processo, mentre le famiglie delle vittime diventano vecchie o addirittura muoiono senza sapere niente di niente! Questi sono i problemi da affrontare altro che intercettazioni a un Presidente del Consiglio che, a casa sua e con i soldi suoi, faceva quello che qualsiasi con le sue possibilità farebbe molto volentieri. Datevi una mossa e fate qualcosa di utile!!!!!!!!!!

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  • ciannosecco

    30 Settembre 2011 - 11:11

    Tutti abbiamo da imparare,ma dubito che abbia da imparare da uno che non si accorge nemmeno che il " commento palloso" è in realtà un'intervista ad un magistrato.Eppure avevo messo l'url a prova di idiota.Vedo che non è stato sufficente,normale quando sia ha il cervello limitato,ma spero che gli altri utenti del forum abbiano apprezzato le parole di un Signor MAGISTRATO (di quelli veri) che hanno spiegato bene i trucchi e i sotterfugi dei criminali togati.Quindi egregio resti nel suo stato e non cerchi di nascondersi dietro la falsa umiltà,sappiamo benissimo che è una capra.Al limite può insegnarci come brucare.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    29 Settembre 2011 - 23:11

    Domando all'avv. difensore perchè, non la propongono alla Sacra Rota per l' eventuale processo di beatificazione ? - Amanda e il suo fidanzato,quella sera stavano unitamente a Meredit e un'altro ragazzo. Meredit, fu scannata. Allora, mi sanno dire chi è stato dei tre rimasti ? - Sono stati per caso i fantasmi, oppure gli spiriti maligni ? - Ma ci facciano il piacere.

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