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La prof vede i porno in classe: ma chi educa i nostri figli?

Cattivi maestri. Morsi, droga e hard: nelle nostre scuole insegnanti impazziti. Invece di contestare la Gelmini cerchiamoli migliori

La prof vede i porno in classe: ma chi educa i nostri figli?
La storia è trash, più trash della commedia all’italiana fine anni ’70. Ma, purtroppo, qui non c’è niente da ridere. Anzi, tanto per essere subito chiari, disfatevi di sorrisini maliziosi, bollori e fantasie adolescenziali perché è vero che stiamo parlando di scuola, di insegnanti e di sesso, ma non c’è nulla in comune con la ben nota (per gli over 40) filmografia che spazia da “L’insegnante” (1975, Edwige Fenech) a “La professoressa di scienze naturali” (1976, Lilly Carati), da “L’insegnante va in collegio” (1978, Edwige Fenech) a “L’insegnante viene a casa” (1978, Edwige Fenech), da “L’insegnante balla... con tutta la classe” (1979, Nadia Cassini) a “L’insegnante al mare con tutta la classe” (1980, Anna Maria Rizzoli).

IL CELLULARE HARD-SCREEN
La storia - questa storia che stiamo per raccontare - arriva dalla provincia di Vicenza e ci fa paura. Ci fa riflettere. Ci fa allarmare e il problema non è essere bacchettoni o meno. È una questione di intelligenza. A chi affidiamo i nostri figli? C’è da fidarsi? Per farla breve, in una scuola media è stata pizzicata un’insegnante (quarantenne e, così a intuito, difficilmente associabile al seno della Rizzoli, al sedere della Cassini o all’insieme della Fenech...) mentre guardava film hard in classe, sul suo cellulare, davanti agli alunni impegnati in un compito scritto. A fregarla è stata la sbadataggine. Perché la donna è uscita dall’aula, ha nascosto il telefono in un cassetto (senza spegnerlo) e ha chiesto al bidello di controllare che i ragazzi non copiassero. Agli studenti (i più smaliziati immaginavano: in passato dal cellulare dell’insegnante erano usciti strani e inequivocabili rumori e lei aveva cercato di abbassare l’audio imbarazzatissima) non è sembrato vero. «La prof usa il telefono durante le lezioni! A noi invece li sequestrate se li accendiamo. Guardi, guardi nel cassetto». L’uomo ha controllato e a fatica si è controllato: l’apparecchio non solo era acceso, ma trasmetteva un filmato a luci rosse. Porno. Hard. La notizia è arrivata a un dirigente dell’istituto, che ha consultato i Carabinieri per capire se vi fossero estremi per una denuncia. Non c’erano. La prof non ha commesso nessun reato, ma solo una violazione al regolamento interno - che vieta l’utilizzo dei telefonini durante le lezioni -  e dunque rischia soltanto dei provvedimenti disciplinari ed eventualmente una segnalazione al provveditorato.

IL MORSO ALL'ORECCHIO
Nessuna denuncia, ma restano perplessità e preoccupazione. Giusto che un’insegnante con principi morali tanto discutibili (i film porno se li guardi pure, ma a casa sua) continui ad avere a che fare con studenti così giovani? Siamo  sicuri che i ragazzi vengano davvero sorvegliati? Anche perché, purtroppo, dalle scuole arrivano notizie sempre meno rassicuranti. Lo scorso agosto, in un Liceo scientifico di Merano, un professore di inglese è stato accusato, da una lettera anonima, di aver mostrato alla classe film in lingua originale contenenti immagini a luci rosse con scene di sesso tra uomo e donna e scene omosessuali. Il docente ha respinto le accuse, ma è stato rinviato a giudizio. E a Teramo, poco tempo prima, a un insegnante delle scuole medie è stato contestato il reato di atti osceni per aver, secondo l’accusa, fatto vedere sul computer dell’istituto foto e video pornografici ad una allieva di 14 anni. E ancora. A Colleferro (Roma) i carabinieri hanno arrestato un prof di 40 anni, docente in un istituto superiore, accusato di aver molestato una sua alunna: a denunciare le attenzioni sessuali del professore (i primi approcci sarebbero iniziati tramite Facebook) è stata la stessa vittima, confidandosi con alcuni insegnanti e con la consulente psicologa della scuola.

Questioni hard, ma non solo. A Firenze, dieci giorni fa, un’insegnante di sostegno per bambini disabili si è sentita male nel bagno della scuola elementare: overdose da eroina. In provincia di Padova, invece, in un istituto tecnico, un prof e un allievo un anno fa hanno ingaggiato una rissa in classe e il ragazzo ha avuto la peggio, riportando una ferita (un morso all’orecchio) guaribile in venti giorni, mentre l’uomo è stato denunciato per lesioni personali e abuso di mezzi di correzione. Già, triste dirlo, ma quasi quasi viene da rimpiange la scuola trash di 30 anni fa. Proprio quella - studentesse liceali disinibite, Pierino, insegnanti gnocche e scherzi stupidi - raccontata dai filmetti di Lino Banfi e Alvaro Vitali.

di Alessandro Dell'Orto

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Commenti all'articolo

  • roda41

    30 Settembre 2011 - 15:03

    e SEMI-ravveduta in via di catarsi??? E caspita!!

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  • biri

    30 Settembre 2011 - 09:09

    Che cosa è un "italiano comprensivo"? (che pena)

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  • roda41

    30 Settembre 2011 - 01:01

    e non ci facciamo mancare nulla:Il peggio è che magari notizia senza però scalpore, gli ingenui alunni si fotografavano nudi, e magari i filmini o le pose porno le applicano, nelle loro festicciole mentre i genitori li vedono gli ingenuotti o magari hanno mamme che fanno idem.Cioè voglio dire che tutta la società è corrotta e qualche esemplare,come questa cretina,capita pure nella scuola,ma i ragazzi l'educazione sessuale se la fanno e come e molto presto,a modo loro.

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  • Faccettanera

    29 Settembre 2011 - 23:11

    Capisco che gli insegnanti non votano il centrodestra ma, mi chiedo, a fronte di circa 800 milan docenti impiegati in prima linea nel sociale a ben 1360 euro al mese, sempre che non debbano macinare centinaia di chilometri, con la propria auto e pagandosi la benzina (non certo come gli assessori e i politici che si pagano le puttane con seggi e incarichi politici e che hanno le indennità di trasferta e l'aereo di stato per i propri comodi e i loro compari di merende), a quando il prossimo scandalo dell'insegnante di turno che viene trovato a grattarsi una natica? Su 800 mila, in fondo, è davvero inammissibile, bisognerebbe nominarli dai partiti così come i giudici comunisti. Viva la Gelmini ambasciatrice di cultura e dei neutrini... Fate bene a denigrare gli insegnanti facendone di tutta l'erba un fascio.

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