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La prima mossa dei pm di Bari Cav indagato, rischia l'arresto

Berlusconi e Lavitola accusati di aver indotto Tarantini a mentire. Oggi o domani la formalizzazione dell'accusa

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La prima mossa dei pm di Bari Cav indagato, rischia l'arresto
Il fascicolo arriverà stamattina alla Procura di Bari. Ieri il procuratore di Roma ha deciso di inviare gli atti dell’inchiesta sul caso escort alla sede indicata dal Tribunale del Riesame di Napoli. Quasi in contemporanea da Lecce il capo della Procura ha fatto sapere che «non vi è alcuna connessione» tra questa indagine istruita dai pm partenopei e l’inchiesta in corso nel capoluogo salentino sul procuratore di Bari, Antonio Laudati, e la maniera con cui ha maneggiato il fascicolo su   D’Addario e colleghe. Non essendoci «connessione, noi non chiederemo gli atti», ha detto.

È quindi ancora una volta Bari la capitale delle indagini sulle escort. Con quel che ne consegue: innanzitutto la questione di come trattare  Berlusconi, il quale a Napoli venerdì  è passato da vittima a carnefice, da parte lesa del reato di estorsione a indagato per induzione al mendacio davanti all’autorità giudiziaria. Il Tribunale del riesame, la cui ordinanza arriverà anch’essa oggi nel capoluogo pugliese, è stato chiaro: allo stato l’unico reato configurabile è quello del 377 bis, con l’ipotesi per cui il premier avrebbe indotto Tarantini a mentire, anche «in modo tacito e per facta concludentia», mantendolo, pagandogli l’affitto e gli avvocati. Mentire o tacere davanti ai pm baresi, per esempio negando che Silvio sapesse della «qualità di prostitute» delle ragazze ospiti alle sue cene ed evitandogli quindi un danno d’immagine.

Secondo il Riesame per «una pluralità di circostanze» è fuor di dubbio che Berlusconi sapesse. Così come è fuor di dubbio che quei soldi, più di 500mila euro, che il presidente ha elargito all’ex re delle protesi non fossero un aiuto a un «amico in difficoltà», ma il prezzo del silenzio pagato attraverso Lavitola. Il quale – secondo le tre donne magistrato che hanno firmato l’ordinanza – avrebbe concorso al reato da par suo, un «doppiogiochista spregiudicato», capace di «delinquere anche dall’altro capo del mondo». Del resto, durante l’intervista di mercoledì con Enrico Mentana su La7, ha ammesso di aver aiutato Tarantini «su incarico del premier».

Questo è in sostanza il quadro che si parerà davanti ai pm di Bari. Laudati ha formalizzato ieri la sua «astensione per convenienza», come si dice: non sa della indagine a suo carico se non dai giornali, ma ha ritenuto di salvaguardare il suo ufficio da possibili polemiche lasciando a uno dei procuratori aggiunti, Anna Maria Tosto, il compito di occuparsene.  Toccherà a lei iscrivere Lavitola e Berlusconi nel registro delle notizie di reato partendo dalla configurazione messa nera su bianco dal Riesame napoletano. Potrà poi valutare se dare una configurazione diversa ai fatti emersi dalle indagini di Woodcock o disporre approfondimenti ulteriori. Ma intanto, nel giro di un paio di settimane al massimo, dovrà evitare che decada l’ordinanza di custodia cautelare per l’ex direttore dell’Avanti! confermandone l’arresto. A quel punto si porrà la questione se chiedere il carcere anche per il premier: difficile sostenere che colui che ha concorso al reato debba andare in cella e chi lo ha incaricato, l’indagato principale,  invece no.

di Antonio Cantoro

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Commenti all'articolo

  • paolosidoni

    01 Ottobre 2011 - 13:01

    vabbe' che non sono avvocato, ma un minimo di buonsenso mi è rimasto. allora, se ho ben capito i pm sono convinti che tarantini e lavitola ricattassero berlusconi. e l'estortore lavitola cosa fa? anticipa di tasca sua i soldi del ricatto a tarantini, per poi riaverli a rate dal premier... la ricostruzione è degna di un film di totò. oppure lavitola ha fatto solo da tramite tra berlusconi e tarantini per il pagamento del ricatto. ma allora lavitola come può essere accusato di estorsione? certi magistrati dimostrano più fantasia di uno sceneggiatore cinematografico.

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  • marmolada

    01 Ottobre 2011 - 08:08

    Napolitano è capo della Magistratura e delle Forze Armate le quali possiedono il corpo dei Carabinieri che sono la Polizia Militare e quindi dipendono da lui. Ebbene cosa aspetta a mandare i carabinieri da tutta quella schiera di magistrati che fanno politica invece di fare giustizia? E spendono montagne dei nostri soldi per indagini oscene? Forse ha paura che tirino fuori dall'armadio gli scheletri di quando lui trescava con l'URSS ed il suo partito prendeva soldi per destabilizzare l'occidente? Cossiga mandò una volta i carabinieri attorno ad un tribunale nel quale alcuni magistrati stavano per fare azioni fortemente destabilizzanti sulla politica italiana. Perchè Tarantini è inquisito e Vendola no? Vendola non poteva non sapere! Perchè Mani Pulite (Di Pietro e soci) hanno distrutto PSI e DC ed hanno risparmiato il PCI pur avendo pescato Greganti alla frontiera svizzera con 900 milioni del PCI?

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  • guidoboc

    30 Settembre 2011 - 21:09

    Come siamo messi male con queste procune ,le elezioni le ha vinte Berlusconi o la magistratura? Sono preoccupato per il Presidente. La sinistra ,Casini e la corte dei miracoli cosa fanno? Vi auguro tutto il male del mondo . Prima o poi tocchera a voi.

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