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Il verdetto di Perugia: Amanda e Raffaele assolti

L'Appello capovolge il primo grado dopo 4 anni di polemiche.Sollecito innocente, la Knox condannata solo per calunnia a Lumumba. La piazza: "Vergogna"

Il verdetto di Perugia: Amanda e Raffaele assolti
Amanda Knox e Raffaele Sollecito non hanno ucciso Meredith Kercher. La Corte d'Assise d'Appello di Perugia ha assolto per non aver commesso il fatto i due giovani, condannati in primo grado rispettivamente a 26 e 25 anni di carcere. Già nella notte Amanda e Raffaele lasceranno il carcere. Alla lettura della sentenza in aula qualche applauso e molta commozione tra i due accusati e i loro legali. Sollecito, più controllato, ha serrato i pugni mentre la Knox, già in lacrime prima della lettura, ha continuato a singhiozzare. Per la studentessa americana c'è comunque la condanna a tre anni di reclusione per calunnia ai danni di Patrick Lumumba, pena però già scontata. Nella piazza la folla, in maggioranza colpevolista, fischia e protesta per il verdetto. Amanda e Raffaele stanno per essere prelevati dal cellulare della Polizia carceraria per evitare ritorsioni. Quando parla la sorella di Amanda, Deanna Knox, parte qualche fischio. "Great! (grande, ndr) - è il primo commento davanti ai microfoni all'uscita dal Tribunale della sorella di Amanda - E' finito un incubo". "Questa sentenza dà giustizia, quei ragazzi non erano presenti quella sera", afferma l'avvocato della Knox, Carlo Dalla Vedova. Il legale di Raffaele, Giulia Bongiorno, ha recriminato: "Se la perizia sul Dna presente sul gancetto del reggiseno di Meredith fosse stata fatta prima, non saremmo arrivati a questo punto". Per il momento l'unico condannato per l'omicidio è Rudy Guede, l'ivoriano giudicato colpevole dell'omicidio in concorso e condannato in Appello a 16 anni. Quel "omicidio in concorso" rischia ora di dover essere rivisto alla luce dell'assoluzione con formula piena di Amanda e Raffaele. Chi c'era dunque quella notte, tra il 5 e 6 novembre 2007, nella casa di via Della Pergola quando è stata uccisa Meredith?


La giornata in aula - Decisiva la depotenziazione di alcune prove scientifiche. In mattinata Amanda Knox si è presentata in aula con una felpa scura, una maglietta verde e degli orecchini. Ha a lungo parlato con gli avvocati in attesa che i giudici entrassero in aula. Centinaia di flash dei fotografi hanno accompagnato il suo arrivo. Poco dopo è entrato anche l'altro imputato, Raffaele Sollecito. Entrambi i ragazzi sono entrati accompagnati da agenti di polizia penitenziaria e hanno preso posto nell’area loro riservata. Sui loro volti espressioni apparentemente tranquille. Il presidente Hellmann ha poi aperto l’udienza, pronunciando "Buongiorno", seguito da un lungo respiro.

Parla Raffaele -
"Vorrei comunicarvi quello che sto soffrendo in questi anni. Ma è impossibile in pochissimi minuti. E' talmente grande quello che mi è accaduto che non esiste una dichiarazione che possa racchiudere tutto insieme. Non ho mai fatto del male a nessuno, mai nella vita”, queste le prime dichiarazioni di Raffaele Sollecito al processo. Il ragazzo imputato per l'omicidio di Meredith Kercher sostiene di non aver mai conosciuto Rudy Guede e  accusato Amanda. "Non ho nemmeno motivo per parlare di Guede, io non ho mai conosciuto Guede, non l’ho mai nemmeno sentito parlare prima delle  udienze del processo", ha detto. Sollecito è poi tornato sulle dichiarazioni di colpevolezza rilasciate nella notte tra il 5 e il 6 novembre del 2007, giustificandole con la pressione subita da parte delle forze dell'ordine. "I verbali sono stati resi in una notte in cui abbiamo passato tante ore in questura, in cui circa 30 poliziotti stavano  intorno a noi. Se volete leggerci qualcosa in quei verbali è la nostra volontà di uscire dalla questura prima possibile perché eravamo soli quella notte. Mi hanno persino tolto le scarpe", ha aggiunto Raffaele.

Parla Amanda - Visibilmente commossa Amanda Knox che, in lacrime davanti alla Corte, confessa la sua innocenza e il suo desiderio di porre fine a questo incubo. "Voglio tornare a casa, alla mia vita, non voglio essere punita, privata della mia vita e del mio futuro per qualcosa che non ho fatto perché io sono innocente". La Knox si è poi soffermata sul ritratto negativo che di lei ha costruito la stampa italiana.
"Non sono quello che loro dicono: perversione, violenza, disprezzo vita e persona non mi appartengono e non ho fatto le cose che loro suggeriscono che avrei fatto. Non ho ucciso, non ho violentato, non ho rubato, non ero là, non ero presente a questo crimine". Anche perché, dice Amanda, tra lei e Meredith si era costruito un rapporto di vera amiciza. "Avevamo buoni rapporti, eravamo disponibili una con l’altra, avevamo un’amicizia, lei si preoccupava per me, era sempre gentile con me". Poi la Knox è tornata, come Sollecito, sulle dichiarazioni rilasciate in questura la notte del 6 novembre: "Mi fidavo (delle autorità, ndr) perché erano là per cercare il colpevole e per proteggerci. Mi fidavo ciecamente, assolutamente. Quando mi sono resa disponibile fino all’esaurimento, in quei giorni, io sono stata tradita. Nella notte tra il 5 e il 6 novembre non sono stata solo pressata e stressata, ma manipolata". Infine Amanda ha speso alcune parole per il suo ex fidanzato, Raffaele. "Allora io non avevo nessuno, lui era tutto per me in quel momento".

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Commenti all'articolo

  • amb43

    05 Ottobre 2011 - 07:07

    e se fossero colpevoli? che succede?

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  • capitanuncino

    04 Ottobre 2011 - 15:03

    Tanti anni fa un'amica mi racconto' un episodio.Dunque un ragazzo si era invaghito di una donna....Frase banale,forse scontata.Direi piu' che normale.Pero' questa donna era dominio incontrastato di un uomo....un giornalista.Scatta il primo avvertimento.Botte da orbi.Macchè,non desiste.Il ragazzo,sempre piu' innamorato torna alla carica stavolta supportato dall'amore ricambiato della donna.Non va mica bene.Il secondo avvertimento è arrivato con la telefonata di un poliziotto amico della lei....che suggeriva allo spasimante di allontanarsi dall'Italia in quanto lo avrebbero incastrato e poi sputt**o a mezzo stampa per possesso di sostanze stupefacenti e spaccio..e gli suggeriva di guardare in macchina...L'ha trovata ed il giorno stesso è scappato in Germania seguito dopo pochi mesi dalla donna.Adesso vivono felici e tranquilli..lavorano entrambi sono prossimi alla pensione e hanno figli.Ma da 28 anni....in Italia non tornano.

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  • angelo.Mandara

    04 Ottobre 2011 - 10:10

    Caro San Francesco, patrono d'Italia, fatti carico anche di questa ultima sentenza perugina. Ma quante ne devi ancora vedere ? Angelo Mandara

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  • kywest

    04 Ottobre 2011 - 09:09

    Voi che v'indignate per l'assoluzione, chi vi da la certezza della colpevolezza se anche la giuria popolare non l'ha trovata? In dubio pro reo. O vogliamo che la sete di giustizia/vendetta dei parenti delle vittime venga sopita trovando un colpevole quale che sia? Pensate a Scattone e Ferrario, condannati in modo pilatesco a cinque anni cinque, per omicidio (omicidio della mutua?), solo per sedare gli istinti da tricoteuse degli indignados di turno. Siete sicuri che i genitori di Marta Russo abbiano trovato un po' di pace con la condanna di due persone la cui colpevolezza fu basata su prove indiziarie inesistenti e mai accertata al di la di ogni ragionevole dubbio? Insomma, le sentenze si rispettano e si accettano solo quando sono di condanna e/o vanno incontro ai propri desiderata?

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