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Contrappasso di Mr etilometro Guida ubriaco, via la patente

La sua azienda produce l'alcol test che gli è costato il ritiro dell'auto di lusso. Fermato a Lucca in stato di ebrezza

Contrappasso di Mr etilometro Guida ubriaco, via la patente
Venerdì sera un imprenditore della Lucchesìa, C. R. di 46 anni, ha tirato fuori la sua Audi A3 dal garage, prezzo di listino 40mila euro, e ha pensato bene di scorazzare un po’ sulla circonvallazione di Lucca, dove si trovano i locali cosiddetti di tendenza, quelli che fanno i cocktail che si bevono a Manhattan (più o meno). Dopo una settimana di duro lavoro, spesa a trattare la vendita dei suoi prodotti così utili alla sicurezza e al decoro pubblico, anche e soprattutto un imprenditore di provincia ha il sacrosanto diritto di svagarsi un po’. Purtroppo per lui, però, a fine serata è rimasto appiedato, per via della confisca della vettura, del ritiro della patente e dell’annessa multa. In un certo senso si è incastrato da solo, o meglio, con uno dei suoi articoli così apprezzati dalle pattuglie della polizia stradale. L’imprenditore lucchese, infatti, è incappato in un controllo con l’etilometro, per l’appunto il genere di articoli di cui egli è fornitore.

La beffa -
Le agenzie non rivelano se l’alcoltest che l’ha pizzicato con un tasso di alcol nel sangue due volte superiore al consentito sia uscito dalla sua azienda. Se così fosse avrebbe potuto tentare un’estrema, disperata difesa con gli uomini della stradale: signori, vi ringrazio per avermi fermato, questa sera ero proprio uscito con l’idea di ubriacarmi e mettermi al volante della mia Audi per testare l’efficacia degli etilometri di mia fabbricazione. Come potete constatare, funzionano benissimo, misurano esattamente un tasso alcolemico di 1,5, non c’è possibilità di errore, confermo che è il tasso corrispondente ai bicchierini che mi sono tracannato, tutto al fine di evidenziare come i miei etilometri siano i più precisi e affidabili in commercio, e mi compiaccio che voi, implacabili guardiani della strada, li adottiate per sanzionare come meritano quegli irresponsabili che si mettono ubriachi come sono io alla guida di vetture come la mia Audi A3, in grado di raggiungere una velocità massima di circa 220 kilometri orari. Voi capite, quando si è alla guida di vetture così potenti, un tasso alcolemico come quello che il mio etilometro ha rilevato, con la massima imparzialità, persino su di me che li vendo, è un vero e proprio pericolo per l’incolumità propria e altrui. E la pantomima sarebbe potuta continuare. Forse in questo modo l’imprenditore avrebbe strappato un sorriso agli agenti della stradale e il ritiro della patente più il sequestro dell’auto sarebbe avvenuto in un clima di giocoso contrappasso. Comunque l’uomo ha tenuto un comportamento esemplare, nulla a che fare con un altro imprenditore (non del ramo etilometri, però) che qualche anno fa, a Terracina, terrorizzato dall’eventualità di essere fermato e subire il sequestro della sua Mercedes, costrinse gli agenti a un breve inseguimento per le vie della cittadina costiera laziale, neanche fosse un pericoloso latitante o Gassman in una scena del Sorpasso.

Ipotesi terribile - Come si sa, e com’è giusto che sia, la soglia sopra la quale scatta il ritiro della patente e il sequestro dell’auto si raggiunge molto facilmente, non è necessario bere una bottiglia di vodka, basta qualche birra. Perciò la sola ipotesi dell’alcoltest getta nel panico gli affezionati conducenti di Audi, Mercedes e altre vetture di pregio che, dopo la confisca, rischiano di finire irrevocabilmente all’asta. Sorte che toccherà anche alla amata A3 dell’imprenditore di etilometri, a meno che egli non accetti di sottoporsi a un periodo di affidamento ai servizi sociali. Un’esperienza che troverà formativa anche da un punto di vista professionale, dopo potrà dire di essere davvero un esperto del ramo, come chi escogita una nuova arma e poi la collauda su di sé.
E non è detto che tra i turni ai servizi sociali non possa tornare al rito dell’aperitivo del venerdì, anche se a piedi e magari ordinando non un Negroni ma un analcolico alla frutta.

di Girodano Tedoldi

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