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Una stanza in più per tutti

Silvio rifà la casa agli italiani

Una stanza in più per tutti
Se si muove la casa, si muove tutto. Il presidente del Consiglio ha annunciato di aver pronto un piano straordinario che servirà a «dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente». Il premier Silvio Berlusconi, al termine di una passeggiata tra i negozi di una nota strada della capitale, spiega così ai cronisti il contenuto del piano per l'edilizia da lui stesso annunciato ieri nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Venerdì faremo il provvedimento», ha detto. «Saranno le singole Regioni - ha aggiunto - che dovranno valutarlo: serve per smuovere l'economia e in particolare l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi». Ma non ci saranno rischi di abusi edilizi? «No - ha risposto Berlusconi - perchè tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Insomma, ha proseguito il premier, «significa soltanto dare a chi ha una casa, e nel frattempo ha ampliato la famiglia perchè i figli si sono sposati e hanno dei nipotini, la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze, dei bagni». Quanto agli effetti che il piano avrà sull'economia e sull'edilizia, il Cavaliere è apparso particolarmente ottimista: «Penso che sull'edilizia - ha spiegato -, a sentire i responsabili del settore e i costruttori, possa avere effetti straordinari».

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Commenti all'articolo

  • stef1953

    09 Marzo 2009 - 11:11

    potremmo dire solo : ERA ORA!!! siamo il paese più burocraticizzato del mondo: ben venga la semplificazione!! e poi è noto che l'edilizia sia l'impresa trainante per quasi tutte le altre imprese. Chi non capisce o non vuole capire questo (leggi Franceschiello) vada pure a casa e non faccia finta di occuparsi del paese con proposte demagogiche e puerili.

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  • ilcantodelgrillo

    07 Marzo 2009 - 20:08

    Caro Presidente, E' tanto, ma è ancora poco. Il Bene casa è per l'uomo come il "guscio" della lumaca : rappresenta protezione, dignità e riservatezza; questi valori sono importanti per l'uomo e per i nostri concittadini alla stessa stregua del pane e dell'acqua. Quindi la Casa è un bisogno essenziale e primario che deve essere soddisfatto per il solo fatto di essere Cittadino Italiano. Lavoratori risparmiano una vita per comprarsi una casa che se resta una non si puo' considerare ricchezza tassabile nè bene aggredibile per l'esecuzione forzada dei c.d. "creditori" dietro ai quali spesso si nascondono strozzini di ogni risma legalizzati o no. Ergo, inserisca nel provvedimeno legislativo tali precetti : Casa ( prima casa) = bene indispensabile ed intoccabile non ipotecabile enon pignorabile!! Quindi, avviare un piano per la costruzione di Case popolari in modo che ad ogni cittadino Italiano sia assicurato il bene- casa anche se privo di un reddito idoneo all'acquisto. Già negli anni trenta un celeberrimo statista ebbe ad avviare tali progetti interrotti per i motivi che tutti ben conosciamo ( anche se molti hanno strumentalizzato nascondendo o manipolando la verità). Dia una lezione ai comunisti tutti parole e niente fatti che hanno presso per il culo per anti lustri la povera gente. La serenità dei cittadini è la " il mtore immoto" del benessere dell'intiera società. Pace e bene a Lei. Con perfetta stima

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  • ghorio

    07 Marzo 2009 - 20:08

    Va bene esser ottimisti, ma il grande Silvio esagera nel considerare che basta l'ottimismo per superare le difficoltà. D'accordo sull'intezione di rilanciare il settore edilizio, ma per ampliare le case esistenti occorre il danaro, che, putroppo manca. Non solo: occorre un nuovo piano decennale dell'edilizia, con finanziamenti agevolati e conseguente aiuto dello Stato. Va bene l'eliminazione del burocratichismo comunale, ma il rilancio del settore passa in particolare dall'intervento pubblico e dal ripristino di qell'ediliza economico popolare convenzionata, che sembra dimenticata nell'ultimo decennio. Su questo aspetto basta ricordare la ricostruzione italica nel settore edilizio con le case Fanfani. Giovanni Attinà

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