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Amanda e Raffaele assolti Il pm: "Non c'è giustizia"

Perugia: Sollecito a casa e Knox verso Seattle. Famiglia di Meredith: "Assassino è fuori". La giustizia italiana ha sbagliato? Sondaggio

Amanda e Raffaele assolti Il pm: "Non c'è giustizia"
Assolti per non avere commesso il fatto. Tre anni ad Amanda per la calunnia nei confronti di Patrick Lumumba. Tre anni già abbondantemente scontati. Lacrime, abbracci, sconcerto e le grida della folla: «Vergogna! Italia m….». Insulti ai giudici e agli avvocati difensori che si affacciano sulla piazza. Amanda e Raffaele scarcerati. La sentenza in mondovisione che capovolge il verdetto di condanna del primo grado, scuote il Tribunale di Perugia. E fa il giro delle nazioni. Gli americani interrompono le trasmissioni e danno l’annuncio vittorioso.



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Sono le 10 e 40 del mattino quando si riunisce la camera di consiglio: «Questa non è un partita di calcetto. C’è una ragazza bella e giovane uccisa in modo brutale», sono le ultime parole del presidente della Corte d’Appello prima di cominciare il confronto con la Giuria. Alle 21 e 50 il presidente esce col dispositivo in mano. Amanda, in aula, aveva appena pianto. E ha continuato a singhiozzare, senza dire una parola. Rimbomba la voce del presidente: «La Corte assolve entrambi gli imputati dai reati contestati ai capi A (omicidio), B (porto di coltello), C (violenza sessuale) e D (furto) per non aver commesso il fatto. Assolve dal reato di cui al capo E (simulazione di reato) perché il fatto non sussiste; ordina l’immediata liberazione di Knox Amanda e Sollecito Raffaele se non detenuti per altra causa». Amanda abbraccia la sorella Diana, che commenta a tutta voce: «È finito un incubo. Siamo felici. Sono stati quattro anni di dolore per un crimine non commesso. Siamo grati agli avvocati che l'hanno assistita e le hanno voluto bene. Adesso Amanda verrà via casa con noi». In America, forse in Germania.  «Raffaele è stato assolto con la formula più piena. Siamo felici», dice papà Francesco Sollecito, che non si scompone sotto la pioggia di insulti, «non importa che adesso, qui fuori piovano parolacce. Noi ce ne andremo a casa. Raffaele ha bisogno di riposare. Andiamo a prenderlo subito». E Raffaele: «È finito un incubo. Ora torno a casa». Nel carcere di Terni i detenuti sbattono metalli sulle inferriate in segno di vittoria. 

I familiari di Mez, sono statue di sale, a Porta a Porta, Stephaine, la sorella di Meredith parla così: «Eravamo venuti a chiedere giustizia per Mez. Questa sentenza per noi è uno choc. A spettavamo con ansia. La decisione è arrivata e adesso ci rifletteremo. E i fratello della studentessa inglese: «In un processo c’è sempre la possibilità di ottenere diversi risultati, ma noi credevamo veramente nei nostri esperti. Eravamo favorevoli all’accusa. Noi volevamo giustizia per nostra sorella, ora siamo delusi. Niente potrà riportarcela, ma in questo caso la delusione è tanta».

Liberi immediatamente, gli uffici matricola del carcere di Capanne, dov’era detenuta Amanda e quello di Terni dov’era rinchiuso Raffaele vanno in tilt. Amanda e Raffaele erano arrivati in aula alle 20 e 30, un’ora prima della lettura del verdetto. Agitatissimi. Amanda non può andarsene subito. Il suo sogno era quello di volare via subito, ma ha il passaporto scaduto e ora che è libera dovrà affrontare qualche problema burocratico. Il procuratore Giuliano Mignini, annuncia ricorso in Cassazione: «Ci sarà ricorso perché c’ è una condanna per calunnia che non si può conciliare con una assoluzione. Assoluzione che  onestamente non condivido».   

Dalle cinque del mattino fotografi e operatori avevano cominciato la loro lunga attesa davanti alla palazzo di Giustizia mimetizzato fra le parabole delle televisioni italiane e straniere. Gli accrediti hanno superato numero 500, poi, a metà mattina, la cancelleria del Tribunale ha bloccato le autorizzazioni. Alberghi pieni nel centro storico. Tanti i cronisti americani, arrivati per raccontare il destino della loro connazionale. La studentessa di Seattle e Raffaele Sollecito erano in carcere dal 6 novembre del 2007: trascinati dietro alle sbarre quattro  giorni dopo il ritrovamento di Meredith senza vita, nella casa di via della Pergola. E adesso, passati 1.448 giorni il loro destino è decisamente segnato a loro favore. La parola adesso spetta alla Cassazione, ma dopo questo verdetto assolutorio sarà difficile pensare a una diversa decisione tombale per Amanda e Raffaele.
 Sono le 23.30 quando Amanda e Raffaele lasciano il carcere.

di Cristiana Lodi

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Commenti all'articolo

  • Liberovero

    06 Ottobre 2011 - 19:07

    a me risulta che giudici come Metta, Verde e Squillante siano stati condannati perchè ritenuti responsabili di corruzione. Che poi Berlusconi non utilizzi i mezzi di informazione per evitare critiche sul loro uso...mi sembra davvero una bestemmia. berlsuconi ha sempre utilizzato l'informazione a proprio uso e consumo, così come ha fatto e continua a fare con il parlamento, il governo, le Autority, la protezione civile ecc. ecc.

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  • ciannosecco

    06 Ottobre 2011 - 14:02

    Il processo non menzionato,è quello dii Tortora.

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  • ciannosecco

    05 Ottobre 2011 - 18:06

    Un'ultima cosa,ricordati come sono andati a finire gli esposti contro i Magistrati coinvolti nel processo.Come sempre, l'hanno vinta ancora una volta loro.

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  • ciannosecco

    05 Ottobre 2011 - 18:06

    Per un motivo semplice,appena la discussione si farebbe tecnica,quasi tutti cambierebbero canale, e poi non bisogna dimenticare,che chi giudica eventuali ricorsi,sarebbe sempre un magistrato.Pensa se troverebbe un Di Pietro o un De Magistris oppure una Boccassini.Obbietterai che sono tutti P.M. ma tu sai quanti P.M. sono diventati giudici?Ti dice niente il nome Casalbore?Ex Magistrato d'assalto e ora Giudice.Subito dopo si metterebbe in moto la solita cagnara ,è proprietario di televisioni e le usa per i suoi scopi,invece di farsi i ......e nei processi.

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