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Conflitti d'interesse e ipocrisie della signora Marcegaglia

Emma sfrutta la sua poltrona per portarsi a casa molti aiuti di stato. Così il suo impero vive grazie alla marmellata pubblica

Conflitti d'interesse e ipocrisie della signora Marcegaglia
Basta girarsi nella galassia del piccolo impero di Emma Marcegaglia che la trovi subito. Eccola lì, la mammella dello Stato a cui avvinghiarsi golosamente. L’omonima capogruppo leader nella produzione di tubi di acciaio ha addirittura fatto slittare nel 2009 il bilancio societario pur di inserirvi i vantaggi fiscali della Tremonti ter. Ma anche le altre controllate hanno spesso vissuto di mammella pubblica. Fra queste spicca una società guidata in prima persona dal presidente di Confindustria: è la Mita resort srl. Realizza e gestisce strutture alberghiere.

In Sardegna è nota per il Fort village, struttura di lusso finita l’anno scorso sotto la lente dei magistrati per essere stata proscenio di alcuni incontri della presunta P3. La svolta però doveva arrivare da La Maddalena, perché la Marcegaglia si era aggiudicata il lotto più prezioso previsto dal capitolato iniziale di appalti del G8: quello per la costruzione di un   resort nell’area bonificata dell’ex Arsenale. Il G8 come   fu poi spostato a L’Aquila, ma gli accordi e i finanziamenti della Protezione civile non sono venuti meno. A parziale compensazione del mancato G8 la Marcegaglia ha ottenuto le risorse pubbliche per la Louis Vitton Trophy 2010, organizzata nell’area della Mita resort srl e dichiarata grande evento dalla Protezione civile. Passaggi questi che sono stati   evidenziati in telefonate intercettate e documenti acquisiti al centro dell’inchiesta sulla cricca degli appalti. A sponsorizzare il gruppo Marcegaglia a La Maddalena era stato peraltro lo stesso capo della Protezione civile dell’epoca, Guido Bertolaso, che in una telefonata spiegava come Emma avrebbe fatto «diventare l’Arsenale uno dei poli nautici più importanti del Mediterraneo, e il gruppo Marcegaglia farà lavorare circa un migliaio di persone che saranno assunte tutte in Sardegna, con priorità nella zona della Gallura».

Eppure proprio quell’appalto vinto che doveva essere il fiore all’occhiello di Emma, è oggi diventato uno dei principali motivi di risentimento nei confronti del  governo. È  vero che il Louis Vuitton Trophy portato lì dalla Protezione civile ha consentito alla società della Marcegaglia di incassare con l’albergo un milione di ricavi più di quanto previsto dal budget. Ma Emma è furibonda per le lentezze della burocrazia nazionale e locale che ha rimandato di mese in mese le conferenze di servizi necessari allo sviluppo dell’attività portuale della sua Mita Resort. E nel bilancio rivela anche di avere aperto un contenzioso giudiziario con la Protezione civile «per inadempimento della convenzione» sull’area della Maddalena. Già che c’era il presidente di Confindustria sottolinea nel bilancio di sentirsi danneggiata come operatrice turistica dalla «introduzione di norme di controllo tributario della spesa dei cittadini italiani». Si tratta  del nuovo redditometro che obbliga di segnalare al fisco ogni pagamento superiore ai 3 mila euro, cifra assai comune per pagamenti di vacanze nei resort superlusso della Marcegaglia. È  una norma anti-evasori che in pubblico la Marcegaglia invoca. Ma che in privato  maledice perché disincentiva la clientela italiana dal soggiorno nei suoi resort...

di Fosca Bincher

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    07 Ottobre 2011 - 22:10

    kokomunisti alla Procura di Milano; poi venne Palermo: kokom. anche lì; poi venne Torino; idem; indi Brescia, Perugia, Firenze, Roma, Napoli, Potenza. E' rimasta non kokomunista solo la Procura di Pisticci di Sopra. Dimenticavo: non c'é. Non é piu' facile dedurre che c'é un solo elemento fuori dalle regole e sappiamo chi é? Il signore come vuole il processo? Lungo, breve, corto, cortissimo, fatto dalla Camera o fatto in camera? Basta, a casa!

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  • isso24

    05 Ottobre 2011 - 11:11

    La storia è destinata a ripetersi e questa ne è la conferma !

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  • maxgarbo

    04 Ottobre 2011 - 15:03

    predicano bene, ma razzolano male: le loro aziende? qundo van male ci pensa lo stato con la cassa integrazione, cioè noi. una profetessa, che minaccia di non parlare più col govento, se non parla con quello con chi dialoga? con la camusso?

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  • saccard

    04 Ottobre 2011 - 14:02

    Potessi prendere a calci questa parassita lurida, ne avrei grande gusto.

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